martedì 13 novembre 2018

DAI TUOI OCCHI SOLAMENTE - FRANCESCA DIOTALLEVI - NERI POZZA





DAI TUOI OCCHI SOLAMENTE

FRANCESCA DIOTALLEVI

ISBN 978-88-545-1806-3
Pagine 208
Euro 16,50

 

 

SINOSSI

New York, 1954. Capelli corti, abito dal colletto tondo, prime rughe attorno agli occhi, ventotto anni, Vivian ha risposto a un’inserzione sul New York Herald Tribune. Cercavano una tata. Un lavoro giusto per lei. Le famiglie l’hanno sempre incuriosita. La affascina entrare nel loro mondo, diventare spettatrice dei loro piccoli drammi senza esserne partecipe, e osservare la recita, la pantomima della vita da cui soltanto i bambini le sembrano immuni.
La giovane madre che l’accoglie ha labbra perfettamente disegnate con il rossetto, capelli acconciati in onde rigide, golfini impeccabili. Dietro il suo perfetto abbigliamento, però, Vivian sa scorgere la crepa, il muto appello di una donna che sembra chiedere aiuto in silenzio. Del resto, questo è il suo lavoro: prendersi cura della vita degli altri.
L’accordo arriva in fretta. A lei basta poco: una stanza dove raccogliere le sue cose; una città, come New York, dove potere osservare le vite incrociarsi sulle strade, scrutare mani che si stringono, la rabbia di un gesto, la tenerezza in uno sguardo, l’insopportabile caducità di ogni istante. Ed essere, nello stesso tempo, invisibile, sola nel mare aperto della grande città, a spingere una carrozzina o a chinarsi per raddrizzare l’orlo della calza di un bambino.
Scrutare i gesti altrui e guardarsi bene dall’esserne toccata: questa è, d’altronde, la sua esistenza da tempo. Troppe, infatti, sono le ferite che le sono state inferte nell’infanzia, quando la rabbia di un gesto – di sua madre, Marie, o di suo fratello Karl, animati dalla medesima ira nei confronti del mondo – si è rivolta contro di lei.
Sola nella camera che le è stata assegnata, Vivian scosta le tende dalla finestra, lancia un’occhiata al cortiletto ombroso e spoglio nel sole morente di fine giornata, estrae dalla borsa la sua Rolleiflex e cerca la giusta inquadratura per catturare il proprio riflesso che appare contro l’oscurità del vetro.
È il solo gesto con cui Vivian Maier trova il suo vero posto nel mondo: stringere al ventre la sua macchina fotografica e rubare gli istanti, i luoghi e le storie che le persone non sanno di vivere.
Dopo Dentro soffia il vento, Francesca Diotallevi dà un’ulteriore prova del suo talento con uno struggente, autentico romanzo sulla vita di una delle grandi artiste «invisibili» del XX secolo: Vivian Maier, la « tata che ha cambiato, con dedizione silenziosa, la storia della fotografia» (Vanity Fair).

«Schiva al punto di scattare migliaia di fotografie senza svilupparle, morta  ottantatreenne nel 2009, sola, senza un soldo e senza fama, Vivian Maier ha alimentato il suo mito con la sua invisibilità».
la Repubblica

«Vivian era una donna sola. Se per scelta o per forza, rimane impossibile affermarlo con certezza. Ma non bastano la porta chiusa della sua stanza, le false generalità, il mondo vietato agli altri ad esaurire il quadro».
il Manifesto

Hanno scritto di Dentro soffia il vento:
«Originale l’ambientazione: il borgo di Saint-Rhémy, tra le montagne della Valle d’Aosta, nel primo Novecento, scosso dalla Grande Guerra. Attuali i temi: dai pregiudizi contro il “diverso” al senso di “comunità”».
la Repubblica

BIOGRAFIA


Francesca Diotallevi

Francesca Diotallevi è nata a Milano nel 1985. È laureata in Scienze dei Beni Culturali. Tra le sue opere Le stanze buie, Amedeo, je t’aime e il racconto pubblicato in e-book Le Grand Diable, prequel di Dentro soffia il vento.

dello stesso autore:


 Romanzo vincitore della Sezione Giovani del
«Premio Neri Pozza - Fondazione Pini - Circolo dei Lettori».

  

RECENSIONE


Accende l'immaginazione e catalizza l'attenzione, altri non è Vivian Maier, osservatrice infallibile e fotografa, registra con occhi nuovi, ragionando sui particolari che si sorprenderà a coglierne di nuovi e per la prima volta.
E in effetti, le fotografie di Vivian, non sono mai state pubblicate prima della sua morte, rivelano una sensibilità umana capace di cogliere il lato segreto del consueto, degli abitanti della casa.

L'esistenza della protagonista è riducibile al suo lavoro presso la famiglia che cerca una tata. Vivian si introduceva dentro le persone, come uno specchio che riflette la tua immagine.

Frammenti di vita evocati con l'immediatezza tipica della fotografia. La fotografia della famiglia è l'espressione visiva e materiale dell'idea che la famiglia vuole dare di sé.

È il solo gesto con cui Vivian Maier trova il suo vero posto nel mondo: stringere al ventre la sua macchina fotografica e rubare gli istanti, i luoghi e le storie che le persone non sanno di vivere.

Per lei quelle foto aveva non solo un gran valore sentimentale ma, anche di ricerca, significherebbe recuperare un pezzo di qualcosa che è scomparso tanto tempo fa. Un diario intimo.

Ogni foto è un racconto a sé, da cui emerge in primo luogo la verità delle persone ritratte, delle famiglie, delle abitazioni e delle strade in cui essi hanno vissuto. Frammenti di vita evocati con l'immediatezza tipica della fotografia.  

Francesca Diotallevi racconta una personalità tanto enigmatica, quanto realmente viva.


Nessun commento:

Posta un commento