sabato 9 aprile 2016

FAI BUON VIAGGIO, RABBIT HAYES

Resta solo la certezza che la persona è per se stessa, il più grande mistero, e che tutta la nostra vita si svolge nel risolvere tale mistero. Così ad un certo punto, la vita di tutti i giorni, sbiadiasce, i ricordi del passato, il desiderio prende il posto, che in un futuro prossimo è da realizzare. Quando il tuo mondo all'improvviso va in pezzi, trascinando con sè tutta la tua vita ordinata, non riesci a darti nessuna risposta. Davanti a te si apre un abisso sempre più grande. Tutto accadde una mattina come tante altre che hai vissuto. Ma quando sai, che non potrai più tornare indietro e riprenderti la vita che ti sta lasciando, allora vorresti solo prendere a pugni il destino. Sei dentro un vortice che è impossibile controllare. La vita è troppo breve per essere sprecata, chi ha un sogno deve viverlo. Questo nostro dolore, non siamo in grado di comunicarlo agli altri, a chi è vicino a noi, siamo pervasi da solitudine e tristezza e ci nascondiamo dietro la menzogna. Così il segreto che ci portiamo dentro, diventa menzogna, come il veleno di un serpente che ci scorre nelle vene, fino ad impadronirsi della persona. Una storia che fa di tutto per scacciare il male di vivere seppur si mantiene "al margine tra questo e l'altro mondo". Quando la protagonista comprende, che i suoi giorni sono arrivati alla fine e con essi anche i suoi ricordi. Ai suoi occhi tutto sembra irrimediabilmente trascorso: la famiglia, la giovinezza, l'esistenza, il presente fatto di uno sciocco lavoro. Guardando al passato, la malinconia di un'occasione perduta, svuotata di energia, ripercorre un viaggio interiore, sui piccoli segreti e i tradimenti inconfessabili che si nascondono dietro ogni amore, e di quelle zone d'ombra che si nascondono dietro realtà solo all'apparenza tranquilla. Quando i giorni della vita volgono al termine, lo stupore dell'esistenza è sempre vivo in ognuno di noi, anche se rimane nascoto, invisibile.

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