domenica 4 ottobre 2020

RECENSIONE - L'ENIGMA DELLA CAMERA 622 by Joël Dicker - LA NAVE DI TESEO

L’enigma della camera 622


Un fine settimana di dicembre, il Palace de Verbier, lussuoso hotel sulle Alpi svizzere, ospita l’annuale festa di una importante banca d’affari di Ginevra, che si appresta a nominare il nuovo presidente. La notte della elezione, tuttavia, un omicidio nella camera 622 scuote il Palace de Verbier, la banca e l’intero mondo finanziario svizzero. L’inchiesta della polizia non riesce a individuare il colpevole, molti avrebbero avuto interesse a commettere l’omicidio ma ognuno sembra avere un alibi; e al Palace de Verbier ci si affretta a cancellare la memoria del delitto per riprendere il prima possibile la comoda normalità.
Quindici anni dopo, un ignaro scrittore sceglie lo stesso hotel per trascorrere qualche giorno di pace, ma non può fare a meno di farsi catturare dal fascino di quel caso irrisolto, e da una donna avvenente e curiosa, anche lei sola nell’hotel, che lo spinge a indagare su cosa sia veramente successo, e perché, nella camera 622 del Palace de Verbier.

Joël Dicker, autore dei successi mondiali La verità sul caso Harry Quebert, Il libro dei Baltimore, La scomparsa di Stephanie Mailer, ritorna con un romanzo straripante, pieno di colpi di scena, di personaggi dalla doppia o tripla verità, sullo sfondo di giochi di potere, segreti di famiglia, inganni, tradimenti e gelosie.
Un romanzo congegnato con diabolica perfezione, in cui nulla e nessuno sono veramente come appaiono.


Joël Dicker


Joël Dicker è nato a Ginevra nel 1985. Ha pubblicato La verità sul caso Harry Quebert (2013), Gli ultimi giorni dei nostri padri (2015), Il libro dei Baltimore (2016) e La scomparsa di Stephanie Mailer (2018). Ha ricevuto il Prix des écrivains genevois nel 2010, il Grand Prix du roman de l’Académie Française 2012 e il Prix Goncourt des lycéens 2012.

 
 
 
 
 
RECENSIONE
 
Un fine settimana di dicembre, al Palace de Verbier, lussuoso hotel sulle Alpi svizzere, fervono i preparativi, per l’annuale festa di una importante banca d’affari di Ginevra, che si appresta a nominare il nuovo presidente. Ma la festosa atmosfera viene turbata dal ritrovamento del corpo di un uomo ucciso getta la banca e l’intero mondo finanziario svizzero nel caos. L’inchiesta della polizia non riesce a individuare il colpevole, molti avrebbero avuto interesse a commettere l’omicidio ma ognuno sembra avere un alibi; e al Palace de Verbier ci si affretta a cancellare la memoria del delitto per riprendere il prima possibile la comoda normalità.
 
Quindici anni dopo, un ignaro scrittore sceglie lo stesso hotel per trascorrere qualche giorno di pace, ma non può fare a meno di farsi catturare dal fascino di quel caso irrisolto, e da una donna, di nome Scarlett, avvenente e curiosa, anche lei sola nell’hotel, che lo spinge a indagare su cosa sia veramente successo, e perché, nella camera 622 del Palace de Verbier.
 
 Svolte le prime verifiche del caso, lo scrittore, scopre che l'uomo ucciso fa parte di una delle più potenti banche di Ginevra, che in quell’occasione avrebbe dato anche notizia del successore alla direzione della stessa dopo la morte del patriarca.
 
Scavando nel suo passato, lo scrittore Joel, ricostruisce la vicenda di quest'uomo, con la prospettiva di una brillante carriera nel mondo finanziario. Ma evidentemente qualcosa è andatostorto... Lo scrittore è anche costretto a confrontarsi con la serie di grotteschi personaggi che popolano l'albergo, e con il marcio nascosto dietro la sua facciata di irreprensibilità ed eleganza. 
 
Maestro della suspence, ancora una volta Joël Dicker, lascia il lettore col fiato sospeso, incapace fino all'ultimo di sbrogliare l'intricata matassa di indizi, personaggi, storie parallele. Un continuo gioco di rimandi tra presente e passato, nel gelido inverno delle Alpi svizzere, terra di misteri, sogni e speranze. 
 
Come già negli altri libri l'autore Joël Dicker, di cui la complessa indagine poliziesca nasconde ben altro e offre lo spunto per riflessioni profonde, che toccano una materia delicatissima, quella dei rapporti interpersonali e famigliari, quasi sempre spezzati, difficili da ricomporre, dolorosi, traumatici, ma pur sempre vivi.

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