venerdì 29 settembre 2023

ROMANZO IN 100 PAROLE - ROMANZO N.12

Oliver, non mi importa somministrare punizioni con il contagocce, non più. Qualcuno è finito dietro le sbarre, e nel nostro campo è raro. Ma non voglio passare i prossimi dieci anni a chiedermi cosa sia davvero successo dieci anni fa. All’inizio non dico niente. Mi guardo intorno: gli scuri blocchi di cemento, le minuscole videocamere nere che osservano da ogni angolo, la guardi e la sua mascella sporgente. Chiudo gli occhi, inspiro profondamente e immagino l’aria fresca della primavera giù al Sud; mi chiedo come sarà uscire dopo aver respirato l’aria stantia della prigione per un terzo della mia vita.

ROMANZO IN 100 PAROLE - ROMANZO N.11

 

Se non mi fosse vietato di raccontare/i segreti della mia prigione, potrei dirti/cose di cui la più lieve/ti strazierebbe l’anima. La guardia è alla porta, mi osserva, come se stesse aspettando che succeda qualcosa. Perché sei qui? Le forche vanno bene, per chi? Per quelli che fanno male, rispondo. Quindi perché sei qui? Non lo so, dico. Dimmi una cosa, dice. Sei mai restato sdraiato nella tua cella a guardare il soffitto, a chiederti come sei finito qui dentro, senza poter dormire perché non riesci a smettere di pensare a quel giorno?

ROMANZO IN 100 PAROLE - ROMANZO N.10

 

Certi pomeriggi, tornando a casa a piedi dal lavoro, alzava lo sguardo verso gli alti edifici che la circondavano e in un batter d’occhio li vedeva trasformati in ammassi di corpi in cui degli arti vivi si dimenavano in mezzo ai morti. Il pensiero di tutta quella vita inscatolata, impilata in diciassette piani, le dava la nausea. Per il figlio Gigi, che non vedeva l’ora di qualcosa che segnasse l’inizio irrevocabile della sua vita da adulto, era l’inizio dell’inizio. Non aveva rimpianti, se non legati a cose futili. Guardava solo in avanti, affamato di futuro.