domenica 31 luglio 2022

MARINA CVETAEVA, POETESSA CHE TOGLIEVA IL RESPIRO A PASTERNAK.

Marina Cvetaeva (foto archivio Giovanni Giovannetti/Effigie). La poetessa era nata a Mosca nel 1892, morì a Elabuga nel 1941, dopo che le fu rifiutato un posto come lavapiatti.


MARINA CVETAEVA, NEI SUOI VERSI C’ERA <<UN ABISSO DI PUREZZA E DI FORZA>>.

LA POETESSA CHE TOGLIEVA IL RESPIRO A PASTERNAK, MA NON LA SALVARONO.

 

La vita di Marina Cvetaeva, coincise con il timbro tragico della sua voce. Nata nel 1892 a Mosca, inizia a scrivere versi all’età di sei anni, per quanto la madre musicista la spinga ossessivamente verso il pianoforte e le neghi persino la carta destinata alla scrittura. L’impeto creativo non si esauriva nell’attacco ma si manteneva intatto nel corso del componimento quasi ignorasse persino l’eventualità di modulare la furia del suo verso. A cavallo del secolo, nascono i fiori dell’età d’argento della letteratura russa, quando il Paese sembra beneficiare di uno scherzo benevolo della natura, decisa a riversarvi innumerevoli talenti letterari, in particolare poetici: Alexander Blok, Andrej Belyj, Vladimir Majakovskij, Boris Pasternak, Anna Achmatova, Osip Mandel’stam, Sergej Esenin …

IL SECOLO D’ORO DI ALEXNDER PUSHKIN. Gli eredi di Pushkin si apprestavano ad affrontare un tempo dominato dagli slogan di un potere livellatore dove l’individuo era solo parte della massa e il poeta un pericoloso parassita.

PRIMA DELLA RIVOLUZIONE, Marina, caparbia e ribelle sin dall’infanzia, elude i consigli materni e a 18 anni pubblica (1910) Album serale, la prima raccolta di componimenti, dopo aver trascorso lunghi periodi a Parigi e aver frequentato la Sorbona. E’ l’esordio di una poetessa prolifica, nata bella, ricca, intelligente e audace che avrà al suo attivo centinaia di poesie, diciassette poemi, otto drammi in versi, opere di narrativa e saggistica oltre ad un vastissimo scambio epistolare con Rainer Maria Rilke e Boris Pasternak, suo grande amore impossibile, rimasto platonico, nonostante lo slancio passionale; i due non si scambiarono nemmeno un bacio. La natura di questa donna, condannata alla poesia quanto all’infelicità, irruente e ribelle fu una delle cause del suo isolamento anche durante l’esilio a Parigi. Proprio Pasternak, comunque, le regala la sua Autobiografia il riconoscimento più alto: <<La verità è che bisognava leggerla attentamente. Quando lo feci rimasi senza respiro per l’abisso di purezza e forza che si spalancava …

NESSUN CRITICO, NEPPURE IL Più SPREGIUDICATO e a lei più ostile, per quanto in un tempo così intellettualmente vivace le definizioni si sprecassero: simbolisti, acmeisti, cubo futuristi, poeti contadini … Lei è una poetessa concreta. Il ricorso alle allusioni e ai sottointesi si è ridotto. Sffronta ogni tema esistenziale, rivisita la storia. Si appropria del reale quotidiano e lo trasforma in poesia sfruttando la dialettica tra le radici dei vocaboli, creando un contrappunto semantico che diventa la sua miniera inesauribile.

<<SUL PIANO FORMALE E’ CONSIDEREVOLMENTE PIU’ INTERESSANTE DI TUTTI I SUOI CONTEMPORANEI, compresi i futuristi, e le sue rime sono più inventive di quelle di Pasternak>> (Iosif Brodskij, Il canto del pendolo). Nello scrivere, crea una sorta di partitura con tratti che ne suggeriscono la lettura. Anticipa ai suoi lettori:<<Il mio libro deve essere eseguito come una sonata. I segni sono le note. Sta al lettore realizzare o deformare>>. Nel 1911 sposa il coetaneo Sergej Efron a cui fa una promessa che purtroppo manterrà nonostante i suoi amori collaterali etero e saffici:<<Ti seguirò come un cagnolino>>.

NEL 1912 ESCE LA SECONDA RACCOLTA, Lanterna magica, e nel 1913 Da due libri. Nel 1917 inizia la rivoluzione, Efron si arruola tra le guardie bianche e sparisce. Marina perde tutto, subisce il saccheggio della propria casa, accetta ogni tipo di umiliazione fino ad elemosinare il cibo per sé e le due figlie Alja e Irina che muore a due anni in un orfanotrofio per denutrizione. Nel 1922 fugge a Praga per raggiungere il marito. Nasce il terzo figlio, della cui paternità si dubita e al quale lei si lega morbosamente. Avrebbe voluto chiamarlo Boris e invece per insistenza di Efron lo chiamano Geogij detto Mur. A Praga scrive molte opere importanti: Dopo la Russia, L’accalappiatopi, il poema della montagna e il poema della fine. Nel ’25 la famiglia è a Parigi dove vivono di stenti sorretti unicamente dal lavoro di Marina, che sbriga lavori domestici presso varie famiglie a consumarsi le mani.

IL FATALE EFRON SI UNISCE A INSAPUTA DI LEI AI SERVIZI SEGRETI RUSSI ed è accusato di aver partecipato ad un omicidio. Fugge a Mosca con la figlia Alja che condivideva i principi rivoluzionari. Risuona la sua antica promessa:<<Ti seguirò come un cagnolino>> e nel 1939, due anni dopo la partenza dei suoi cari, marina li ragginge a Mosca con Mur. In tempo per salutarli poco prima che siano arrestati e affidati alle mani roventi di Lavrentij Berija, salito al vertice della polizia segreta di Stalin nel 1938.

DA QUEL MOMENTO MARINA INVIA NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO dove si trovano il marito e la figlia lettere e pacchi con stivali, berretti, scialli, carote essiccate:<<a immergerle nell’acqua bollente rinvengono, Alja ricordati che contengono vitamine>>. Inizia la guerra, i nazisti invadono la Russia, marina con il figlio nel 1941 sono evacuati a Elabuga, nella Repubblica autonoma di Tataria dove vivono momenti di disperazione. Fa domanda per ottenere un posto di lavapiatti in una mensa del Fondo letterario e non lo ottiene. Domenica 31 agosto 1941 rimasta sola a casa, sale su una sedia e si impicca a una trave. Ha 49 anni. Lascia un biglietto d’addio e d’amore profondo: pur Mur che la disprezzava per la sua sciatteria e perché la sua reputazione lo penalizzava; per il marito che a insaputa di lei era già stato fucilato, per Alja che dopo sei anni di gulag trascurerà il suo spiccato talento di pittrice per dedicarsi alla memoria e agli scritti della mamma.

L’EPITTAFFIO ERA GIA’ STATO SCRITTO, autografo, il 3 maggio 1913 a 20 anni. Immaginandosi sottoterra si rivolge a un passante.

<<… Leggi – di ranuncoli

E papaveri colto un mazzetto –

Che io mi chiamavo Marina

E quanti anni avevo … Solo non stare così tetro,

la testa china sul petto.

Con leggerezza pensami,

con leggerezza dimenticami>>.

sabato 30 luglio 2022

PIETRO CITATI.

 

Addio a Pietro Citati, il critico letterario che stroncava con leggerezza

Tante le opere scritte, soprattutto biografie (genere di cui era uno dei massimi esponenti), con le quali ha vinto anche numerosi premi

Con la scomparsa di Pietro Citati, spentosi all'età di 92 anni, si apre un vuoto che sarà difficile colmare perché va via uno dei più rappresentativi intellettuali del Novecento. Versatile ed eclettico, brillava nell'analisi filologica così come nel disegnare il mondo psicologico dei suoi personaggi. Era abilissimo nel trasformare in narrativa la biografia dei grandi della storia e della letteratura e come critico letterario non faceva sconti a nessuno.

Le «stroncature»

Sono celebri le “stroncature” che dalle colonne de “Il Giorno” riservava ad alcuni scrittori non particolarmente amati. E anche con la politica non aveva un rapporto “cordiale”, non amava Moro e neanche Togliatti, e a chi lo accusava di superficialità, ribatteva dicendo di «amare la leggerezza» che, al pari della scorrevolezza, era la sua cifra stilistica. Forse è per questo che ha sempre incontrato un vasto consenso di pubblico anche quando scriveva di opere complesse.

Le grandi biografie

Di origini siciliane, era nato a Firenze nel 1932. Trasferitosi a Torino, si è diplomato al liceo classico Massimo d'Azeglio per poi conseguire la laurea in Lettere a Pisa nel 1951.Si fa notare subito come critico letterario collaborando con riviste quali “Il Punto”, “L’Approdo” e “Paragone”, per poi passare al “Giorno” a metà degli anni sessanta. Al “Corriere della Sera” arriverà nel 1973 e, alla fine degli anni Ottanta, a “Repubblica”. Tante le opere scritte, soprattutto biografie (genere di cui era uno dei massimi esponenti), con le quali ha vinto anche numerosi premi: “Goethe” del 1970 gli valse il Premio Viareggio, con la “Vita breve di Katherine Mansfield” ha trionfato al Premio Bagutta nel 1981 e tre anni più tardi si è aggiudicato il Premio Strega con “Tolstoj”.Tanti i riconoscimenti ricevuti in Patria e all'estero. Nel 1991 Citati ha vinto il Prix Médicis étrangers per la traduzione francese di “Storia prima felice, poi dolentissima e funesta”, racconto della storia d’amore di Clementina e Gaetano Citati, i bisnonni di Pietro.

Nel 2000 si è aggiudicato il “Prix de la latinité” dall’Académie Française, mentre due anni più tardi fu nominato Duca di Remonstranza dallo scrittore spagnolo Javier Marías, Re di Redonda. Nel nostro paese, era Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana e Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Tra i suoi saggi biografici più importanti ci sono “Manzoni” nel 1980, poi “Kafka” nel 1987, “La colomba pugnalata. Proust e la Recherche” del 1995 e “Leopardi” del 2010. 

venerdì 29 luglio 2022

LA BAMBINA CHE AVEVA SPOSATO UN MAGO DI FRANCESCO BOILLE - EDIZIONI OBLOMOV

 

La bambina che aveva sposato il mago

 Se La moglie del mago immaga – per usare una parola arcaica che rende bene l’idea di fascinazione – è perché restituisce in pieno la magia dello sguardo dell’infanzia allo stato puro, uno sguardo che distorce e amplifica gli spazi a dismisura e che dona anima e vita a quel che è inanimato. Il bambino, o la bambina, è il mago, o la maga, del genere umano. I bambini sono i (ri)creatori del mondo, i primi generatori di straordinarie magie, di un mondo di illusioni incantate da cui è doloroso uscire.

Nel caso della piccola Rita, la protagonista di questo romanzo a fumetti, la sua magia personale si fonde e dialoga con quella di un illusionista adulto e in quanto tale manipolatore. Rita è la figlia della domestica dei genitori di Edmond, il mago. E la madre è l’amante di quest’ultimo, il quale prepara già il terreno invadendo le terre vergini dell’infanzia di Rita.

Dal verde intenso e avvolgente – quasi una giungla – di una primavera del 1956 a Saratoga, nello stato di New York, con cui si apre la narrazione, fino all’inverno del 1973 nella medesima località, quando la vicenda si chiude dopo molte peregrinazioni ai quattro angoli del globo, quello narrato è un labirinto, mentale prima ancora che fisico, una prigione della psiche che tiene intrappolati degli esseri disadattati, che siano carnefici o vittime. Come in tutti gli altri romanzi a fumetti della coppia. 

 

Grande recita della (auto)manipolazione, dell’(auto)illusione, La moglie del mago è una graphic novel che affonda le sue radici nel Little Nemo in Slumberland di Winsor McCay. Paradigma dell’onirismo di matrice surrealista del fumetto del novecento, il piccolo Nemo viaggia nell’inquietante mondo dei sogni di notte in notte, fatto salvo svegliarsi con un capitombolo a ogni fine tavola per riprendere il viaggio-sogno alla tavola seguente. Va avanti così ogni settimana, dal 1905 al 1927, sui giganteschi supplementi domenicali a colori dedicati ai fumetti dei grandi quotidiani statunitensi (solo più tardi arriverà anche la striscia quotidiana in bianco e nero), grazie ai quali le grandi testate quintuplicavano le vendite nei fine settimana. Grande mago, grande illusionista McCay. Ha modellato l’immaginario americano di quell’epoca come forse nessun altro.

Fu un mago dalle innumerevoli facce: pioniere dell’animazione con il cortometraggio Gertie il dinosauro; sapiente e raffinato vignettista politico; autore di innumerevoli serie a fumetti ; inventore del grandangolo prima del cinema, vera rivoluzione concettuale, anzi psichica, che precede quella tecnica; elaboratore di visioni surrealiste prima del tempo – il letto che cammina – così come di prospettive sottosopra alla M.C. Escher quando Escher era un bambino dell’età di Nemo o poco più; star dei teatri come l’illusionista Houdini: il pubblico faceva la coda per assistere alla magia del disegno “mentre si sta facendo”, come ha scritto qualcuno.

McCay era un artista al limite dell’autodidatta che da bambino passava ore nei dime-museum, i musei popolari pensati per la classe operaia per i quali avrebbe poi lavorato, e soprattutto nei circhi, insieme ai clown e ai cosiddetti freaks (i fenomeni da baraccone protagonisti dell’omonimo di film di Ted Browning). Fece accompagnare il piccolo Nemo nelle sue deambulazioni sonnambule da un indigeno nero e da un clown in un rapporto assolutamente paritario. Erano loro ad avere una personalità, a differenza dell’anemico e anonimo Piccolo Nessuno con cui tutti potevano identificarsi. 

 Little Tulip, pagine 7 e 8 (Edizioni Oblomov)

Little tulip, pagine 7 e 18. - Edizioni Oblomov

New York cannibals, pgine 57 e 64 (Edizioni Oblomov)

Little Nemo è stato certamente il fumetto che più ha influenzato se non plasmato legioni di artisti, da Moebius allo stesso Boucq. La moglie del mago, che più sottilmente è anche un’opera sull’arte e la rappresentazione e dove la messa in scena si confonde appunto con la manipolazione, è un Little Nemo alla rovescia. Non solo perché è declinato al femminile, ma perché c’è la medesima dimensione circense e teatrale dominata dalla distorsione dello sguardo infantile sul mondo, ma che vira al negativo. La dimensione è sempre magica e inquietante, ma l’inquietudine da elemento sottile assurge a elemento costitutivo. E le varie facce del mago Edmond hanno ben poco di magico.

Rita, manipolata da bambina e poi diventata moglie nonché star degli spettacoli di magia di un marito sempre in tournée, è del tutto innocente riguardo alla manipolazione e all’abbandono di sua madre da parte di Edmond? E seguendo il successivo scivolamento nel noir e nel thriller, chi è il serial killer? Chi il lupo mannaro? Tutto è illusione, tranne forse il dolore.

Il mondo magico è un mondo di luci e ombre e quindi l’ambivalenza ne è l’elemento fondante, che caratterizza non solo il rapporto tra sogno (psicosi) e realtà, ma la stessa psicologia dei personaggi. Ma Rita, uno dei più bei personaggi femminili del fumetto moderno, alla fine recupererà tutta la sua verità e dignità di essere umano. Un percorso per il quale Boucq, come nei tanti racconti brevi umoristici che realizzò all’epoca, fa uso di un grottesco surreale molto marcato. Anche qui il rimando è teatrale e si pensa in particolare al cosiddetto teatro del grand guignol, sanguinolento, dimostrativo fino al ridicolo, qui usato per rappresentare un mondo in decadenza se non in decomposizione.

Qui c’è una una galleria di caratteri e personaggi incredibili, da grande romanzo

Elementi che ritroviamo anche in Little Tulip, primo capitolo di uno straordinario dittico che potrebbe forse diventare una trilogia, ma declinati in un registro più realistico anche sul piano grafico. L’universo descritto è il Bronx di New York, come anche in New York cannibals che lo segue, un luogo dove sono ambientati molti romanzi di Charyn. Ma il racconto trova la sua unitarietà e il suo senso nei frequenti flashback nella Russia dei gulag staliniani.

È quasi un universo surreale alla Alejandro Jodorowsky quello descritto, dei suoi film (La montagna sacra, Santa Sangre), come dei suoi fumetti (la saga western di Bouncer disegnata da Boucq), connotati da un surrealismo crudo. Le spietate gang che si sono venute a creare nei campi, impregnate di riti e paranormale, rimandano quasi a un mondo alla Braveheart o alla Mad Max, di cui il Bronx è la versione “normalizzata”, forse umanizzata.

In attesa di riscoprire Bocca del diavolo (1990), storia di una spia in sonno dell’era stalinista nella New York della guerra fredda, qui c’è una una galleria di caratteri e personaggi incredibili, da grande romanzo, di cui pare impossibile scegliere il più interessante (forse la maga nera Mama Paradis a capo di una corte dei miracoli dei sotterranei primeggia su tutti).

Boucq offre un susseguirsi di inquadrature che sono altrettanti spaccati di ambienti, restituiti con un senso straordinario del colore pittorico dato spesso per piccoli tocchi che rafforzano il suo segno realistico. Ci sono tanti personaggi maschili dubbi, ma anche positivi, e tanti personaggi femminili positivi, ma anche negativi e tuttavia sempre interessanti. Il protagonista, finito da ragazzino in un gulag perché figlio di una finta spia americana in uno dei tanti processi farsa staliniani e poi tornato negli Stati Uniti, è un uomo di grande integrità e affettività malgrado le durezze.

Accanto a lui spiccano almeno due personaggi femminili: la poliziotta culturista asiatica Azami che l’uomo ha adottato dopo l’omicidio della madre, e Nadya, donna misteriosa e suo amore dell’adolescenza nel gulag, che sul piano visivo rimanda simbolicamente alla Rita della Moglie del mago. Ma sembrano tutte sorelle, variazioni di un unico prototipo, quello delle infanzie (o adolescenze) rubate al femminile e di cui sarà difficile non innamorarsi.


I TITOLI DA PORTARE IN VACANZA.

I triller in estate non possono mancare e tra i più attesi c'è quello di Kotaro Isaka in uscita il 5 luglio. Una Tokyo insospettabile è nella morsa di spietati criminali, Cicala non riesce a fermare il suo istinto assassino e uccide chiunque, soprattutto gli innocenti. Balena riesce a manipolare la mente delle vittime tanto da spingerle al suicidio, mntre lo Spingitore agisce ai semafori o nelle stazioni. Lontano dal mondo del crimine c'è Suzuki un tranquillo insegnante di matematica che vede la sua vita distrutta dopo la morte della moglie travolta da un'auto pirata. Accecato dal dolore, decide di trovare i responsabili e di vendicarsi infiltrandosi nella struttura criminale. Infatti, scopre che al volante dell'auto pirata c'era il figlio del boss, Suzuki decide di affrontarlo ma nella sua ingenuità non sa neanche con chi dovrà vedersela.




Durian Sukegawa
Il sogno di Ryosuke

Il nuovo romanzo dell'autore di Le ricette della signora Tokue.

Qual è il suo posto nel mondo? E perché il padre si è ucciso? Ryōsuke decide di cercare le risposte alle domande che l'ossessionano su una delle piú piccole, sperdute e inospitali isole dell'arcipelago giapponese. Qui, insieme a due amici alla deriva quanto lui, circondato da una natura ancestrale e indomabile, porterà avanti il sogno che suo padre ha inseguito per tutta la vita: produrre un raro formaggio dal latte delle capre che abitano quell'isola remota.
Il sogno di Ryōsuke è una storia di rinascita: il racconto commovente e luminoso di come, a volte, si debba andare ai confini del mondo per trovare il proprio centro.

«Con leggerezza e poesia, Sukegawa racconta la storia drammatica di una famiglia e di un'amicizia tra persone che inciampano ma non si arrendono».
«Wiener Zeitung»


Durian Sukegawa, l'autore del celebre "Le ricette della signora Tokue" il 5 luglio torna in libreria con un romanzo in cui i protagonisti sono tre giovani alle prese con una profonda crisi esistenziale, in particolare Ryosuke che dopo la morte del padre, suicidatosi, tenta lui stesso di toogliersi la vita. I tre sbarcano su una piccola e sperduta isola dell'arcipelago giapponese, Arburi, circonadata dalla natura incontaminata. Qui vive il migliore amico del padre, insieme ad una piccola comunità di persone restie ai forestieri, Ryosuke scopre che il sogno del padre era quello di produrre il formaggio dal latte delle capre selvatiche presenti sull'isola. Il ragazzo allora decide di mettere in pratica il desiderio del padre, ma si scontra con la rabbia della gente del posto.

Corrado Augias
I segreti di New York

Storie, luoghi e personaggi di una metropoli
 
Quindici storie che con New York hanno uno strettissimo legame e che non sarebbero potute accadere in nessun altro posto al mondo.
 
Il 5 luglio torna in libreria di Corrado augias, con "I segreti di New York", ma questa volta in formato tascabile, perfetto per portarlo in viaggio. La metropoli da tanti amata, ha in serbo una moltitudine di aneddoti che lo stesso Augias tenta di portare alla luce. nel volume sono raccolte 15 storie in cui i protagonisti sono miliardari, cortigiane, uomini geniali, ma nache assassini, poeti e marinai. Tra i quartieri più patinati è possibile ricostruire la storia di Alan Turing, l'inventore del computer, morto avvelenato con una mela, ma anche il palazzo che ha fatto da sfondo alla storia d'amore di Marilyn Miller e tanti altri racconti che hanno alimentato reso unica la Grande Mela.

Helga Flatland

Una famiglia moderna

L'autrice norvegese è riuscita a conquistare i suoi lettori con un romanzo ricco di rimpianti e intuizioni che spingono a riflettere sul rapporto con le persone amate. Nel libro l'autrice realizza il ritratto di una famiglia che si trova ad affrontare una novità causa di una serie di stravolgimenti interiori e non solo. Liv, Ellen e Hakon con i genitori decidono di andare a Roma per festeggiare il settantesimo compleanno del adre, nella città eterna ricevono una notizia del tutto inaspettata: il padre e la madre hanno deciso di divorziare. Questo annuncio li sconvolge e ha delle ripercusioni anche sulle loro famiglie costringendoli a ripensare le loro relazioni. Liv, entra in crisi e inevitabilmente anche il suo matrimonio, Ellen non riesce ad affrontare i sentimenti legati alla fine del matrionio dei suoi genitori e il suo desiderio di avere un bambino a tutti i costi, Hakon, invece, convinto di essere lontano dalle dinamiche della sua famiglia, si rende conto di essere ancora legato in modo indissolubile a loro.

Animali fantastici. I segreti di Silente di J. K. Rowling 

La creatrice di Harry Potter il 19 luglio arriva in libreria con un nuovo libro tratto dalla sceneggiatura ufficiale di "Animali Fantastici- I segreti di Silente" in cui in ogni scena del film viene analizzata, ma non solo, il libro ha dei contenuti inediti di David ates, David Heyman, Jude Law, Eddie Redmayne, Colleen Atwood e molti altri. Troviamo Albus Silente alle prese con il potente mago oscuro Gallert Grindelwald che vuole prendere il controllo del mondo magico. Silente sa di non poterlo affrontare da solo, per questo chiede l'aiuto del Magizoologo Newt Scamander che si metterà a capo di una squadra di maghi, streghe e un pasticciere Babbano in una pericolosa missione per salvare il mondo.

 

 
 

 


 

giovedì 28 luglio 2022

DIARIO DELLE VACANZE 2022. RACCONTO 18 TITOLO"LA NOTTE SULLA COLLINA"

Buongiorno. Diario delle vacanze 2022. Racconto 18. Titolo" La notte sulla collina".

Per un attimo ricordò sua madre. O almeno, la sua voce. Per Albert Potier, il narrastorie, sua madre si riduceva a una bocca truccata di rosso - il rosso delle fragole a giugno - e a una voce che urlava:<<Dove credi di andare?>> Come se non ci fossero posti migliori al mondo, come se il mondo fosse già tutto occupato. <<Me ne vado da qui!>> disse a gran voce, come rispondesse alla domanda di qualche fantasma. <<Ovunque, ma non qui.>> Camminava ormai da ore. Aveva percorso tutte le strade che conosceva e quelle che mai aveva battuto, ritrovandosi sempre avviluppato in un manto di nebbiosa oscurità. Era rimasto prigioniero troppo a lungo in quel mondo dove il tempo si era inceppato, dove il  presente era un'eterna condanna. Gli mancava quell'illusione che aveva comprato a caro prezzo.

mercoledì 27 luglio 2022

DIARIO DELLE VACANZE 2022. RACCONTO 17. TITOLO "LA PERFEZIONE DI UN INCONTRO".



Buongiorno. Diario delle vacanze 2022. Racconto 17. Titolo "la perfezione di un incontro".

Dopo aver letto  il menu, Cosimo era incerto su cosa ordinare.  Poteva andare sul sicuro con il pollo o il manzo di cui gli aveva parlato lei, ma non ne aveva troppo voglia. Aveva sentito dire che alcune persone vanno matte per il sushi e sapeva di doverlo almeno provare. Nella vita non si smette mai di imparare, giusto? Il problema era che non sapeva quale scegliere. Per lui il pesce crudo era pesce crudo e le fotografie  non lo aiutavano affatto.  Ignorava che sapore avessero quello rosso, quello rosa o quello bianco. Per Cosimo, il resto della giornata assunse una strana piega. Normalmente dopo colazione si metteva subito a lavorare, impegnandosi a sbrigare le incombenze previste in base alle priorità. Anche quella domenica prometteva di essere così. Mentre si destreggiava tra un'attività e l'altra, Cosimo pensava spesso a lei. Ogni tanto guardava l'orologio, convinto che fossero passate ore e accorgendosi invece che erano trascorsi solo una ventina di minuti. Voleva rivederla. Era sicuro di quello che provava per lei; il problema era che non aveva idea se lei lo ricambiasse allo stesso modo. Mentre componeva il numero, immaginava che gli rispondesse con un tiepido entusiasmo. Non capiva che cosa gli stesse succdendo. Non era un adolescente scalmato e ossessivo. Non era mai stato così, e per la prima volta in vita non sapeva come comportarsi. Sapeva soltanto che desiderava trascorrere del tempo con lei.



lunedì 25 luglio 2022

DIARIO DELLE VACANZE 2022. RACCONTO 16 . TITOLO "L'INQUILINO DEL TERZO PIANO"

Buongiorno. Diario delle vacanze 2022. Racconto 16. Titolo "Lìinquilino del terzo piano".

Karim, qualche giorno fa parlavamo dei tuoi compaesani. E' stato un attimo di nostalgia. Il mondo è cambiato e molte cose sopravvivono solo nei ricordi di chi le ha vissute, ormai. Finchè ci sarà qualcuno a raccontarle continueranno a vivere. Poi, come foglie al vento, il tempo le porterà via e nessuno ne parlerà più. Uomini, storie, emozioni, amori, finiranno tutti nell'oblio del tempo. Mentre le stagioni continueranno a inseguirsi e altri uomini calpesteranno la terra. Ma sono le fondamenta su cui si erge l'epica di un popolo. Non è giusto esclamò Carol. Questa è la vita. Purtroppo. Nei secoli sopravvivono solo gli dei, le gesta degli eroi, il ricordo delle guerre, qualche poesia. Il resto, uomini e popoli, diventa polvere. Allora, manteniamo in vita il più a lungo possibile il ricordo dei tuoi compaesani. Vuoi riprendere il tuo racconto? Con piacere......

Diario delle vacanze 2022. Racconto 15 Titolo "Ricordi di domani"

 

Buongiorno. Diario delle vacanze 2022. Racconto 15 Titolo "Ricordi di domani".

In quelle prime lunghe notti luminose giravo per le vie di Madrid. Assistevo alle risse nei vicoli all'ora di chiusura dei locali. Sentivo le grida, i pianti, le risate. I mezzi di emergenza che passavano a sirene spiegate per andare incontro a pericoli e salvare vite. Osservavo stupita  i vagabondi del centro, con la pelle pallida e rugosa e i buchi alle braccia, che cercavano di nascondere sotto camicie o maglie a maniche lunghe.Chiedevano una sigaretta e provavo ad immaginare la loro vita, la libertà insita nel fatto di non aver toccato il fondo senza rischio di cadere più in basso. Fu in quel periodo che la vita cominciò davvero. Il passato era come una palla al piede che mi appesantiva , mi disturbava, m'impediva i movimenti, eppure ogni cellula del mio corpo vibrava di curiosità. Lontana da casa, in una città sognata per tutta la vita. Non avevo desiderato di andarmene da un posto, ma di approdare a un altro. Piano piano conquistai la capitale ed essa infuse in me la speranza di poter dimenticare e di far cicatrizzare le ferite. Le prime settimane a Madrid furono all'insegna della solitudine. Due anni dopo la maturità mi ero lasciata alle spalle Sevilla, sia mentalmente che fisicamente, ansiosa di chiudere  per sempre con quel paesino claustrofobico che mi soffocava con i suoi vicoli pittoreschi e gli sguardi dei suoi abitanti curiosi che non mi davano requie. In valigia avevo quindicimila corone e il massimo dei voti in tutte le materie. Nessuno era stato al mio fianco, all'epoca, e nemmeno dopo. Così avevo fatto la valigia ed ero salita sul treno per la capitalr senza guardarmi indietro. E avevo giurato di non tornarci più. La mattina dopo, alla stazione centrale Queen Sofia, ...

domenica 24 luglio 2022

Diario delle vacanze 2022. Racconto 14. Titolo "Uomini, macchine e sogni".

 

Buongiono. Diario delle vacanze 2022. Racconto 14. Titolo "Uomini, macchine e sogni".

Silenziosa angoscia in una stanza buia. L'orologio battè nove volte, con fredda voce di ottone. Lei era immobile, appoggiata alle tende della finestra, sola. La notte era nera, la casa vuota e silenziosa. Su, Ale! si disse. Non stai morendo! Aveva 34 anni, era ancora carina, con un corpo bianco e slanciato, capelli rossi corti e fitti. Aveva un marito, hobby, attività sociali. Dipingeva per diletto quadri mediocri, suonava piuttosto bene il piano e scriveva discrete poesie per il periodico letterario dell'università. Era colta, intelligente, informata. Amava ed era amata. Perchè dunque quella silenziosa angoscia? Desiderando qualcosa, ma senza sapere cosa, scrutava nel buio, nel giardino circondato da un muro di pietra. La notte era troppo silenziosa. La luce di un lampione lontano giocava fra i rami dell'olmo, e l'olmo gettava la sua ombra su un'altra ala della casa. Osservò per un pò i movimenti dell'ombra. Un'auto solitaria passò con un rumore sommesso lungo la strada. Una sirena ululò roca, lontano. Cosa non andava? Mille volte, fin dall'infanzia, aveva provato quell'inquietudine, quell'annaspare della mente alla ricerca di parole sconosciute. Si era fatta particolarmente forte nelle ultime settimane. Cercò di analizzarla. Cosa era successo di nuovo nelle ultime settimane? Eventi: Jon era partito e sarebbe stato via un mese per motivi di lavoro; i bambini erano da sua madre; il consiglio comunale aveva deciso l'emissione di obbligazioni; lei aveva licenziato la cameriera; un ubriaco aveva strangolato la propria moglie; l'Università aveva inaugurato il nuovo laboratorio di psicofisica; i suoi studenti della classe d'arte erano andati in vacanza per l'estate. No, lì non c'era nessun indizio. Nessuna spiegazione per quell'ansia irragionevole, senza motivo che la stimolava, che gridava come una voce in un deserto mentale: Vieni, partecipa, soddisfa, esprimilo al massimo. Esprimere cosa? Soddisfare cosa? Come? Un bambino abbandonato alla nascita, senza cibo, proverebbe una fame terribile. Ma se non avesse mai assaggiato il latte, non conoscerebbe il significato della fame, nè avrebbe idea di come calmarla. Devo correlare questa cosa a qualcos'altro, a qualcosa che rientri nella mia esperienza, o nell'esperienza di altri. Aveva cercato di soddisfare la sua ansia appagando altri stimoli: i figli, fare all'amore con suo marito, mangiare, bere, l'arte, gli amici. Ma quel desiderio, era qualcos'altro, reclamava la sua libbra di carne sconosciuta, e non c'era modo di soddisfarlo.

sabato 23 luglio 2022

Diario delle vacanze 2022. Racconto 13. Titolo "Artigli sul futuro".

Buongiorno. Diario delle vacanze 2022. Racconto 13. Titolo "Artigli sul futuro".

L'appartamento della ragazza risultò essere composto di quattro stanze, e la sua caratteristica più saliente era l'abbondanza di macchine automatiche. Dopo essersi dato rapidamente un'occhiata attorno. Mark ebbe la netta impressione che Raian non avesse mai dovuto compiere neppure una delle solite faccende domestiche. La cosa che lo rese perplesso, tuttavia, era che il luogo non sembrava protetto da dispositivi di sicurezza. La ragazza uscì dalla camera da letto già in abito da passeggio, e scosse le spalle di fronte al suo commento. Noi dei negozi d'armi, ella disse, viviamo esattamente come tutti gli altri, anche se di solito abitiamo nei quartieri residenziali migliori. Solo i nostri negozi e ..., ebbe un istante d'esitazione, alcune fabbriche e, ovviamente, il Centro Informativo sono protetti dalle interferenze. S'interruppe. Parlavate di acquistare un completo. Se volete, posso aiutarvi nella scelta. Ho solo un paio d'ore di tempo, però. Mark tenne aperta la porta per lei; era al settimo cielo. L'invito a casa doveva essere un significato personale. Qualunque fosse il suo dovere nei riguardi dei negozi d'armi, esso non poteva certo comprendere l'incarico di invitare a casa propria l'oscuro Mark Palazzetti, anche se la sua permanenza nell'abitazione della ragazza era durata pochi minuti. Decise di dare per certo ch'ella fosse interessata a lui come individuo.

venerdì 22 luglio 2022

Diario delle vacanze 2022. Racconto 12. Titolo "L'ombra del padre"

Buongiorno. Diario delle vacanze 2022. Racconto 12. Titolo: "Lombra del padre".

Il professore    sprofondò con sollievo nella sua poltrona da riposo di pelle rossa, ed emise un sospiro. Un sospiro lungo, accompagnato dalla complicata operazione di togliersi le scarpe e da numerosi grugniti mentre le spingeva con un calcio verso l'angolo. Sua moglie sorrise e ricominciò a preparare la cena. Forse era l'atmosfera di quella piccola città del Colorado. Le forti, impassibili vette montuose che li circondavano, l'aria sottile e frizzante, la gente tranquilla. In ogni caso suo marito sembrava assolutamente privo delle tensioni e dei dubbi che invece affliggevano altri membri della sua professione. In quel periodo il numero dei docenti aumentava per una schiera di aggressivi neolaureati. e gli anziani, improvvisamente insicuri, vedevano vacillare la loro posizione. Ogni università, ogni dipartimento e laboratorio di letteratura e teatro era stato invaso da quella nuova orda di brillanti giovani. Anche lì, al Britush College, così fuori dalle rotte più battute. Ma se Timoty Douglas era preoccupato, non lo dava a vedere. Riposava felice nella sua poltrona, con gli occhi chiusi e un sorriso beato sul volto. Era stanco ... ma rilassato. Sospirò di nuovo, questa volta più di piacere che di stanchezza. E' vero, mormorò pigramente. Sono abbastanza vecchio da poter essere loro padre, ma sono ancora molto avanti a loro. Naturalmente io conosco meglio la mia materia. E .... S'interruppe bruscamente. Cosa succede?, gli chiesela moglie. Douglas si drizzò. Era impallidito all'improvviso, e fissava qualcosa con un'espressione di orrore, aprendo e chiudendo la bocca, le mani strette sui braccioli della poltrona. Alla finestra c'era un grande occhio. Un occhio immenso che scrutava attentemente dentro la stanza, e lo studiava. L'occhio riempiva l'intero vano della finestra. Buon Dio! esclamò Douglas. L'occhio scomparve. All'esterno. All'esterno c'era solo il buio della sera, le colline scure, gli alberi, la strada. Douglas si abbandonò lentamente lo schienale della poltrona. Che cos'era? gli domandò la moglie, agitata. Che cosa hai visto? C'era qualcosa là fuori?

giovedì 21 luglio 2022

Diario delle vacanze 2022. Racconto 11. Titolo: "L'ottava nota".

Buongiorno. Diario delle vacanze 2022. Racconto 11. Titolo: "L'ottava nota".

Negli ultimi tempi nessuno dei supi figli sembrava interessato a lui nè orgoglioso dell'allevamento, uno dei più antichi di tutto il Sud. Ma che rispetto poteva aspettarsi dai due maschi, se persino Daisy la figlia perfetta, lo aveva tradito? Il rispetto era fondamentale, per un uomo. A King era sempre piaciuto essere rispettato. E lo era sempre stato, a Perl Habor. Lo meritava, dato che erano stati i suoi antenati ad avventurarsi fin lì per fondare la città. Il che gli dava il diritto di partecipare alla vita pubblica, dalle decisioni sul mercato del bestiame e le coltivazioni di soia, fino alle questioni politiche. E in molti lo ascoltavano. Essere uno Spencer, nella sua città, significava ancora qualcosa. O almeno, così era stato fino a qualche ora prima. Adesso era diverso. Certo, a Ddaisy non importava nulla delle tradizioni, dei legami di sangue, della gloriosa storia del Sud. Era interessata unicamente a soddisfare i propri comodi, infischiandosene delle umiliazioni che dovevano subire suo padre e i suoi fratelli e delle conseguenze per il buon nome della famiglia. Ma era colpa di sua madre. Mary Margaret, pace all'anima sua, era quella con le idee moderne. La responsabilità per l'atteggiamento di Daisy era tutta sua, anche vent'anni dopo la morte. Da quando aveva perso la moglie, era toccato a King salvare Daisy da quell'influenza nefasta. Era orgoglioso di essersi dimostrato all'altezza, ma oggi doveva superare la più difficile delle prove. Ci voleva astuzia. Anche se per il momento sentiva solo un gran mal di testa. Con lenti movimenti circolari si massaggiò i corti capelli grigi sulle tempie, chiudendo gli occhi per scacciare il dolore. Invano.


mercoledì 20 luglio 2022

Diario delle vacanze 2022. Racconto 10 Titolo: "La strda per le stelle".

Bungiorno. Diario delle vacanze 2022. Racconto 10. Titolo: "La strada per le stelle".

Con passao svelto, Carol tornò alla macchina e istintivamente si guardò attorno: la figura che aveva visto poco prima si doveva trovare proprio nel punto dove lei aveva parcheggiato. Non aveva lasciato tracce. Il terreno roccioso impediva qualsiasi impronta. Salì sull'auto e, senza sapere precisamente perchè, fu certa che qualcuno vi fosse vicino al pedale del freno confermarono i sospetti: era sicura che non ci fossero prima. Avviò il motore e fece i primi metri con grande cautela, provando ripetutamente il freno. Tirò un sospiro di sollievo: tutto funzionava alla perfezione. Strinse le mani attorno al volante e serrò le mascelle: aveva deciso di imparare a convivere con la paura visto che non la poteva eliminare. Guidò lentamente fino all'albergo anche se la strada era completamente deserta. Quando arrivò era già buio. Dalle finestre usciva una luce dorata, rassicurante. Prima di entrare inspirò profondamente. Nell'aria c'era uno strano profumo. <<Profumo di neve ... stanotte nevicherà...>>, pensò e si disse che era normale. Tra poco sarebbe stato Natale e lei avrebbe compiuto ventitre anni. Due date che non le avevano mai dato allegria. Il giorno dopo sarebbe stata la vigilia di Natale. E quel giorno Carol avrebbe compiuto diciotto anni. Per quell'occasione il professore Priamo aveva deciso di dare un grande ricevimento: sua figlia debuttava in società e, anche se a suo parere era completamente inutile, sapeva che la loro posizione sociale richiedeva che l'avvenimento fosse festeggiato. E per quanto Carol fosse una nullità, doveva fingere di esserne orgoglioso. Zia Cesira aveva molto insistito con il fratello perchè la ragazza avesse un compleanno indimenticabile e si era ripetutamente scontrata con l'indifferenza seccata di Priamo. - Priamo, tu sei troppo severo. Carol è semplicemente una ragazza in un'età difficile. Non sarà una bellezza, ma se vivesse meno isolata da quelli della sua età, probabilmente, sarebbe più vivace ... - Non vorrai dirmi che io la tengo isolata? Ha frequentato una delle migliori scuole di New York; l'anno passato l'ho perfino portata con me in Europa ... Parigi, Londra, Roma ... e sai con quale risultato? Le interessavano solo i ristoranti! - Ma che cosa pretendi da una ragazzina? - ribattè con tono indulgente Zia Cesira, che in tutta la sua vita non aveva mai messo piede in un museo e avrebbe preferito qualunque cosa piuttosto di passare una vacanza con il fratello, che trovava noioso e insopportabilmente pedante -... E poi, con tutto il rispetto, quando parlo di gente della sua età non è certo a te che alludo. - Cesira, tu mi stupisci. Tu conoscevi Laura .. Questa ragazza non assomiglia proprio a sua madre.