sabato 28 aprile 2018

FIGLIE DEL MARE di MARY LYNN BRACHT - LONGANESI EDITORE

FIGLIE DEL MARE di MARY LYNN BRACHT - LONGANESI EDITORE



Titolo FIGLIE DEL MARE
  Collana LA GAJA SCIENZA
Dettagli Cartonato
N° di pagine 372
ISBN 9788830447653

«Un emozionante esordio che svela l’orrore nascosto di una guerra.»
The Washington Book Review
 
UN CASO LETTERARIO IN USCITA IN 18 PAESI

Corea, 1943. Per la sedicenne Hana sapere immergersi nelle acque del mare è un dono, un antico rito che si trasmette di madre in figlia. Nel buio profondo delle acque, è solo il battito del cuore che pulsa nelle orecchie a guidarla sino al fondale, in cerca di conchiglie e molluschi che Hana andrà a vendere al mercato insieme alle altre donne del villaggio. Donne fiere e indipendenti, dedite per tutta la vita a un’attività preclusa agli uomini.
Nata e cresciuta sotto il dominio giapponese, Hana ha un’amatissima sorella minore, Emi, con cui presto condividerà il lavoro in mare. Ma i suoi sogni si infrangono il giorno in cui, per salvare la sorella da un destino atroce, Hana viene catturata dai soldati giapponesi e deportata in Manciuria, dove verrà imprigionata in una casa chiusa gestita dall’esercito.
Ma una figlia del mare non si arrende, e anche se tutto sembra volerla ferire a morte, Hana sogna di tornare libera.
Corea del Sud, 2011. Arrivata intorno agli ottant’anni, Emi non ha ancora trovato pace: il sacrificio della sorella è un peso sul cuore che l’ha accompagnata tutta la vita. I suoi figli vivono un’esistenza serena e, dopo tante sofferenze, il suo Paese è in pace. Ma lei non vuole e non può dimenticare…
In Figlie del mare rivive un episodio che la Storia ha rimosso: una pagina terribile che si è consumata sulla pelle di intere generazioni di giovani donne coreane. E insieme vive la storia di due sorelle, il cui amore resiste e lotta nonostante gli orrori della guerra, la violenza degli uomini, il silenzio di oltre mezzo secolo finalmente rotto dal coraggio femminile.

 

L’autore

Mary Lynn Bracht

Mary Lynn Bracht, scrittrice americana di origini coreane, vive a Londra. Tramite la madre, cresce a stretto contatto con una comunità di donne emigrate dalla Corea del Sud. Nel 2002 visita il villaggio dove è nata sua madre e lì sente parlare per la prima volta delle comfort women. Quel toccante viaggio e le successive ricerche hanno ispirato il suo romanzo d’esordio, Figlie del mare, in uscita in tutto il mondo. 

RECENSIONE 

Inspirò l'aroma denso e inebriante del terreno. Ci vollero diversi secondi prima che Hana si rendesse conto che non stava sognando, non aveva le allucinazioni. Il sole del mattino sorgeva proprio allora e, Hana socchiuse gli occhi dinanzi alla valle, dove le luci della città scintillavano ancora nella foschia. Il corpo ricadde sul terreno. Le gambe si trascinavano sotto il corpo ormai stanco. Tentò di riprendersi, senza badare ai lividi e alle ossa rotte, per proteggere la sorella, per tornare a casa. Era ormai allo stremo delle forze, crollò come un cesto di vimini sfiancato dalla pioggia.

Quando l'uomo si trovò di fronte a lei, la strinse a sè, sentì le lame aguzze delle scapole, era così delicata che aveva paura a muoverla, quasi potesse rompersi. Un ranucolo morente, lacerata e disidratata. Un'orfanella malconcia, con la carnagione deturpata da macchie di sporcizia e chiazzate di lividi insanguinati. Hana vedeva i suoi aguzzini dinanzi a sè, ma non riusciva a emettere un fiato. 

Mentre era lì aveva sognato tutta la notte i suoi genitori, sua sorella, voleva dir loro che le erano mancati, ma la voce non veniva. Non riusciva a parlare. Rimase là seduta, con le mani che le tremavano e gli occhi spalancati. Non ricordava più l'ultima volta che li aveva abbracciati.

Hana si mise a piangere. Piangeva per la sua famiglia e la loro casa che erano esattamente dove li aveva lasciati; mentre lei era diversissima. Era un'impressione ingannevole, in realtà: anche loro da quel giorno erano cambiati.

Il mondo della famiglia di Hana aveva cessato di esistere dal primo istante della sua cattura, i cui effetti, come le conseguenze delle azioni del governo giapponese, si stavano ancora dipanando sotto i loro occhi. La madre piangendo, malediva i mostri responsabili di un crimine tanto orrendo.

La ragazza sentiva freddo, aveva brividi in tutto il corpo. Hana si ritrovò placata dal silenzio che seguì, sollevata dall'idea che gli unici suoni mascherati fossero le raffiche gelate che scuotevano le finestre. 

Il tempo e le autorità erano stati avari, e le avevano concesso solo qualche spiraglio di vita. Spesso ricordava ciò che le era successo, e come viveva la sua famiglia. Tuttavia, dopo la scomparsa di Hana, in casa loro tutto era rimasto lo stesso, fermo, impertubabile. Il trascorrere del tempo non l'ha scalfito.

In effetti i suoi segreti non si potevano confidare. I ricordi di una bambina rapita e torturata non sono storie da raccontare. Si era tenuta tutto il dolore per sè, finchè non era diventato troppo. E a quel punto ha deciso di restituire, i suoi segreti, per filo e segno. 

 

POST FIGLIE DEL MARE di MARY LYNN BRACHT - LONGANESI EDITORE



Titolo FIGLIE DEL MARE
  Collana LA GAJA SCIENZA
Dettagli Cartonato
N° di pagine 372
ISBN 9788830447653 
«Un emozionante esordio che svela l’orrore nascosto di una guerra.»
The Washington Book Review
UN CASO LETTERARIO IN USCITA IN 18 PAESI
Corea, 1943. Per la sedicenne Hana sapere immergersi nelle acque del mare è un dono, un antico rito che si trasmette di madre in figlia. Nel buio profondo delle acque, è solo il battito del cuore che pulsa nelle orecchie a guidarla sino al fondale, in cerca di conchiglie e molluschi che Hana andrà a vendere al mercato insieme alle altre donne del villaggio. Donne fiere e indipendenti, dedite per tutta la vita a un’attività preclusa agli uomini.
Nata e cresciuta sotto il dominio giapponese, Hana ha un’amatissima sorella minore, Emi, con cui presto condividerà il lavoro in mare. Ma i suoi sogni si infrangono il giorno in cui, per salvare la sorella da un destino atroce, Hana viene catturata dai soldati giapponesi e deportata in Manciuria, dove verrà imprigionata in una casa chiusa gestita dall’esercito.
Ma una figlia del mare non si arrende, e anche se tutto sembra volerla ferire a morte, Hana sogna di tornare libera.
Corea del Sud, 2011. Arrivata intorno agli ottant’anni, Emi non ha ancora trovato pace: il sacrificio della sorella è un peso sul cuore che l’ha accompagnata tutta la vita. I suoi figli vivono un’esistenza serena e, dopo tante sofferenze, il suo Paese è in pace. Ma lei non vuole e non può dimenticare…
In Figlie del mare rivive un episodio che la Storia ha rimosso: una pagina terribile che si è consumata sulla pelle di intere generazioni di giovani donne coreane. E insieme vive la storia di due sorelle, il cui amore resiste e lotta nonostante gli orrori della guerra, la violenza degli uomini, il silenzio di oltre mezzo secolo finalmente rotto dal coraggio femminile.

 

L’autore

Mary Lynn Bracht

Mary Lynn Bracht, scrittrice americana di origini coreane, vive a Londra. Tramite la madre, cresce a stretto contatto con una comunità di donne emigrate dalla Corea del Sud. Nel 2002 visita il villaggio dove è nata sua madre e lì sente parlare per la prima volta delle comfort women. Quel toccante viaggio e le successive ricerche hanno ispirato il suo romanzo d’esordio, Figlie del mare, in uscita in tutto il mondo. 

 

sabato 14 aprile 2018

LA CURA DELL'ACQUA SALATA by ANTONELLA OSSORIO - NERI POZZA


La cura dell'acqua salata 

Antonella Ossorio

collana: I Narratori delle Tavole

 ISBN 978-88-545-1500-0
Pagine 304
Euro 17,00

 

 

SINOSSI

 

 Napoli, 1766. Al tocco delle undici antimeridiane Brais Barreiro sente con certezza che quello sarà il suo ultimo giorno di vita. L’origine dei suoi tormenti affonda le radici in un tempo e in un luogo lontano, la Galizia del 1730, quando, giovane orafo di talento e di riconosciuta fama, gli viene commissionato un gioiello senza eguali:  una collana d’oro con uno scintillante pendente, noto come sapo gallego per  l’affinità tra la superficie scabra del gioiello e la pelle del rospo.
Portata a termine l’opera, destinata al sontuoso décolleté di donna Delícia Castro, Brais scopre che l’idea di privarsene gli provoca una sofferenza inaspettata, un  autentico sentimento di lutto. Il sapo gallego non è un semplice oggetto  senz’anima, ma l’esatta misura del suo genio, una corda tesa sul confine tra umano e divino. Per questo motivo quando il committente del gioiello, Santiago Castro, si reca da lui per reclamarlo, la reazione di Brais è inconsulta e irrazionale: afferra un coltello e colpisce a morte l’uomo.
Confuso dalla natura del proprio gesto, terrorizzato dagli scenari che gli si  prospettano dinnanzi, a Brais non resta che afferrare la custodia del sapo e darsi alla fuga imbarcandosi, sotto le mentite spoglie di Santiago Romero, su un  mercantile britannico diretto in Italia.
Un viaggio che lo porterà a confrontarsi con la vera natura del sapo, nel quale si  concentra un oscuro e spaventoso potere destinato a gravare come una  maledizione sulla storia della famiglia Romero negli anni a venire.
Con una prosa elegante ed evocativa, Antonella Ossorio ha scritto un romanzo impeccabile per solidità della trama e veridicità storica, una rocambolesca saga di una famiglia che, dalla Galizia del 1730 alla Napoli della Seconda guerra mondiale, è vittima di una singolare maledizione.


«Antonella Ossorio mostra una piena maturità narrativa e padroneggia l’incastro tra realtà e immaginazione, tra fantasia e storia».
Mirella Armiero, Corriere del Mezzogiorno


«Questo nuovo romanzo della Ossorio è un gioiellino. Per qualità e vivacità della  scrittura; per eleganza del racconto e della struttura; per la capacità, che ha, di tenere avvinto il lettore dall’inizio alla fine».
Francesco Durante

l'autore

Antonella Ossorio

Antonella Ossorio

Antonella Ossorio è autrice di libri di narrativa per bambini e ragazzi pubblicati da Einaudi, Rizzoli, Giunti, Electa e altre Case Editrici. Nel 2014 è uscito per i Coralli Einaudi il suo romanzo La mammana (Premio Società Lucchese dei Lettori 2015).
 
RECENSIONE
 

Brais Barreiro è un uomo singolare, un genio dell'arte orafa. Quando nel 1730 per opera di Santiago Castro gli viene commissionato un gioiello: una collana d’oro con uno scintillante pendente, noto come sapo gallego per  l’affinità tra la superficie scabra del gioiello e la pelle del rospo, per quel gioiello egli sente un'inspiegabile attrazione.

La storia del gioiello risarcisce il silenzio patito per i suoi lavori meno fortunati e, attribuendo a tale gioiello una "forza", lo rese insofferente alle persone che gli furono più vicine prima che gli fosse scaraventato in una dimensione di smisurata ambizione.

Brais una volta conquistata la fama che aveva con ostinazione perseguito, cominciò a inseguire ombre depositate sulla scia parallela a quella ufficiale: una scia intima e segreta, della cui sopravvivenza ha fortunatamente preferito non curarsi quando ha deciso di metter fine alla sua vita. 

L'improvviso successo ottenuto gli procura un'ansia febbrile, una civetteria estrema di costruire e riflettersi in uno specchio. Quel maledetto giorno i suoi occhi erano senza vista, come l'uomo che giaceva, privo di vita e sporco di sangue, su un pavimento immacolato. 

 Alla tragedia che muove dall’alto i fili dei diversi destini si vengono a intrecciare i dubbi, le passioni, le debolezze, gli slanci e i tradimenti dell’eterno dispiegarsi della commedia umana.

 

sabato 7 aprile 2018

Happy birthday 2

 
Happy birthday
2 


Quello che invio ai Lettori del Blog:labibliotecadikatia.blogspot.it di Caterina Buttitta

è un caloroso Grazie.

Perchè attraverso Voi si rinnovi la vita e l'interesse

e ne prolunghi l'esistenza 

ed è questa la massima aspirazione di ogni Blogger: essere letto e ricordato.

GLI AQUILONI by ROMAIN GARY - NERI POZZA


GLI AQUILONI

ROMAIN GARY

collana: Biblioteca Neri Pozza 

ISBN 978-88-545-1562-8
Pagine 352
Euro 14,00



SINOSSI

È un giorno d’ombra e sole degli anni Trenta quando, dopo essersi rimpinzato e assopito sotto i rami di una capanna, Ludo scorge per la prima volta Lila, una ragazzina biondissima che lo guarda severamente da sotto il cappello di paglia. Ludo vive a Cléry, in Normandia, con suo zio Ambroise, «postino rurale» tornato pacifista dalla Grande guerra e con una inusitata passione: costruire aquiloni. Non è un costruttore qualunque. Da quando la Gazette di Honfleur ha ironicamente scritto che gli aquiloni dell’«eccentrico postino» avrebbero reso famosa Cléry «come i pizzi hanno costituito la gloria di Valenciennes, la porcellana quella di Limoges e le caramelle alla menta quella di Cambrai», Ambroise è divenuto una celebrità. Belle dame e bei signori accorrono in auto da Parigi per assistere alle acrobazie dei suoi aquiloni, sgargianti strizzatine d’occhio che il vecchio normanno lancia in cielo.
Anche Lila vive in Normandia, benché soltanto in estate. Suo padre non è, però, un «postino spostato». È Stanislas de Bronicki, esponente di una delle quattro o cinque grandi dinastie aristocratiche della Polonia, detto Stas dagli amici dei circoli di giocatori e dei campi di corse. Un finanziere che guadagna e perde fortune in Borsa con una tale rapidità che nessuno potrebbe dire con certezza se sia ricco o rovinato.
L’incontro infantile con Lila diventa per Ludo una promessa d’amore che la vita deve mantenere. Il romanzo è la storia di questa promessa, o dell’ostinata fede di Ludo in quell’incontro fatale. Una fede che non viene meno nemmeno nei drammatici anni dell’invasione tedesca della Polonia, in cui Lila e la sua famiglia scompaiono, e Ludo si unisce alla Resistenza per salvare il suo villaggio dai nazisti, proteggere i suoi cari e ritrovare la ragazzina biondissima che lo guardava severamente da sotto un cappello di paglia.

«Romain Gary ha creato una galleria di eroi che sono disposti a morire per la libertà».
Time

«Un romanzo delizioso e straordinario».
James Laughlin

«Che miniera d’oro!»
Jean-Paul Sartre


 Romain Gary

Romain Gary

Romain Gary (pseudonimo di Romain Kacev) nacque nel 1914. A trent’anni, Gary è un eroe di guerra (gli viene conferita la Legion d’honneur), scrive un romanzo, Educazione europea (Neri Pozza, 2006), che Sartre giudica il miglior testo sulla resistenza, gli si aprono le porte della diplomazia. Nel 1956, vince il Goncourt con Le radici del cielo (Neri Pozza, 2009). Nel 1960 pubblica uno dei suoi capolavori La promessa dell’alba (Neri Pozza, 2006). Nel ’62 sposa Jean Seberg, l’attrice americana di Bonjour tristesse, l’interprete di A bout de souffle. Nel 1975 pubblica, con lo pseudonimo di Émile Ajar, La vita davanti a sé (Neri Pozza, 2005) che, nello stesso anno, vince il Prix Goncourt. Il pomeriggio del 2 dicembre 1980, Gary si uccide, nella sua casa di place Vendôme a Parigi. Con un colpo di pistola alla testa.
http://www.romaingary.org/

dello stesso autore:


RECENSIONE

 Anni Trenta quando, Ludo e Lila s'incontrano nel bosco. Ai due giovani ragazzi li aspettano occasioni di riscatto, la scoperta dell'amicizia e, soprattutto l'amore. Che si rivelerà più forte della distanza, della guerra, degli anni.

A quel tempo, l'uomo che si sarebbe occupato di Ludo, orfano di entrambi i genitori è il tutore lo zio Ambroise Fleory, postino rurale con la passione per gli aquiloni o come li chiama lui "gnamas". Questa passione gli ha attribuito il soprannome di "postino spostato".

"Gli aquiloni hanno un aspetto un pò ingenuo ed hanno mantenuto nel tempo l'impronta di freschezza d'animo e d'innocenza".

Proprio per questa loro particolare caratteristica che Ambroise affida all'aquilone: affetti, sogni, dolori, speranze, liberandolo nel cielo azzurro non si sporca dalle dicerie del popolo, ma bisogna tenerlo saldamente consiglia Ambroise altrimenti, una raffica improvvisa, potrebbe strapparlo di mano.

Anche la Gazzetta di Houfleur ha dedicato un articolo ad Ambroise esaltando la figura di questo "eccentrico" personaggio. La notizia fece tanto scalpore che il postino balzò alla notorietà. Era quello un periodo storico travagliato e, la società parigina risentiva del clima cupo dell'Europa.

Il giovane Ludo aveva sotto gli occhi l'esempio di un uomo maturo che aveva saputo conservare in sè quella parte d'ingenuità che diventa saggezza solo quando invecchia male.

Un giorno nel bosco incontra Lila ovvero Elisabeth de Bronicka, distanti per posizione e status sociale sono le loro famiglie. Quell'incontro fatale rappresenta per Ludo una promessa d'amore che la vita deve mantenere.

Un viaggio alla scoperta di un 'affascinante iniziazione di un sentimento d'amore che vedrà l'intelligenza e la purezza dei sentimenti vincere sull'arroganza, sarà questa l'occasione per un giovane uomo, di scoprire le proprie radici che governano l'utopia di ogni singolo destino.

 Quando Lila si trasferisce insieme alla famiglia per quattro anni in Polonia, Ludo commenterà:

"A tutt'oggi non so ancora se mi è andata bene nella vita perchè non sono fuggito o se ho rovinato tutto perchè sono rimasto".

"Certe scelte in amore possono macchiare il destino.?"

"Scommetto che non è più la stessa cosa." "E' molto più sicuro quando te la costruisci da solo, coi bei colori, carta e spago." Replica Ambroise.

Ludo vuole volare incontro alla sua Lila e al suo sogno d'amore invece, annega nel dolore e nella solitudine. Come il suo gnama, ne insegue i segni nel cielo colorato di azzurro, fino alla "porta del cielo", oltre la quale, è possibile ritrovare: pagine, volti, storie, ricordi. Come il ricordo favoloso dell'incontro di Ludo e Lila continua ad aleggiare nell'aria e sul bosco che lo vide nascere.

Il ritratto ironico e appassionato, del sentimento d'amore che sembra sparito appena ieri. Un romanzo delicato fatto di solitudini che s'incontrano, la penna lieve e felice di Romain Gary, riesce a raccontare le ferite che la vita incide negli animi e nei luoghi, l'eco del passato che rimbalza su un futuro sconosciuto, la difficile arte di non perdersi mai completamente.



 

martedì 3 aprile 2018

IL PROFUMO DEL MOSTO E DEI RICORDI by ALESSIA COPPOLA - NEWTON COMPTON EDITORI


Il profumo del mosto e dei ricordi 

Alessia Coppola 

Editore: Newton Compton (29 marzo 2018)

 Collana: Anagramma
 Copertina rigida: 320 pagine 
Lingua: Italiano 
ISBN-10: 8822714164



Ogni famiglia ha i suoi segreti

I legami familiari non si spezzano mai


Lavinia vive a Firenze, dove studia e lavora come restauratrice. Quando un telegramma le annuncia la morte del nonno, che non ha mai conosciuto, sarà proprio lei a partire per la Puglia per valutare l’eredità ricevuta. Al suo arrivo trova un’antica masseria da ristrutturare, terre e vigneti in stato di abbandono, ma trova anche una grande famiglia pronta ad accoglierla. Abituata alla città, Lavinia si sente quasi a disagio in quell’ambiente rustico, e mal sopporta le premure e l’affetto che tutti le riservano, convinti che lei sia lì per risollevare le sorti della tenuta. E invece Lavinia è pronta a venderla, anche se non ha il coraggio di confessarlo. Quel viaggio in una terra sconosciuta, selvaggia e vigorosa, ha però in serbo delle sorprese. Alessandro, il giovane agronomo che lavorava a fianco del nonno, le farà conoscere ogni angolo della proprietà, la guiderà alla scoperta delle sue radici, narrandole storie che nessuno le ha mai raccontato. Ripercorrere insieme a lui quel passato, avvolto nel mistero e capace di risvegliare tanti ricordi, le farà cambiare idea su molte cose…

Un’eredità inattesa
Un viaggio alla scoperta di legami familiari sconosciuti
Un amore capace di vincere le ombre del passato

Hanno scritto dei suoi libri:


«Da quando leggo i libri di questa autrice sono abituato al modo di scrivere romantico che la caratterizza. La capacità dell’autrice di “vedere e descrivere” la vita dei suoi personaggi è davvero incredibile, come se tutto scorresse di fronte ai suoi occhi.»
Sogno tra i libri 

«Una storia romantica condita con un pizzico di magia che vi farà sognare. Un romanzo da leggere tutto d’un fiato.»
Le tazzine di Yoko

RECENSIONE 

Un passato, avvolto dal mistero e capace di risvegliare tanti ricordi. Segreti che la stessa Lavinia ha paura di affrontare perchè la riportano indietro nel tempo, alla storia della sua famiglia, a una cicatrice che il tempo non ha ancora sanato. Ella deve cercare la strada che la porterà in un viaggio nel passato di suo nonno, ma anche alla scoperta di un mondo nuovo, la Puglia.

E la protagonista dovrà decidere se restare, mettendo a repentaglio la sua tranquillità, o andare via rischiando di farsi sopraffare dalle ombre del passato.

Non è facile sconfiggerele ipocrisie e le menzogne che serpeggiano nell'ambito familiare. Perchè Lavinia, non vuole salvare la masseria e la confina alla vendita. Eppure lei sà che c'è un segreto che l'attende. Inaspettato, come quella eredità al cui richiamo non può opporsi. 

Con impareggiabile maestria Alessia Coppola ci regala una storia di cui è impossibile non innamorarsi.

Tornare lì dove tutto è cominciato.

lunedì 2 aprile 2018

LA STRADA PERDUTA by MAURO OREFICE - IFAPUBLISHER


La Strada Perduta

 Mauro Orefice

 Editore: lfapublisher (27 febbraio 2018)

Dove acquistare La Strada Perduta:
 
Bookrepublic
https://www.bookrepublic.it/book/9788833430591-la-strada-perduta/?tl=1
Feltrinelli
https://www.lafeltrinelli.it/ebook/mauro-orefice/strada-perduta/9788833430591
Ibs
https://www.ibs.it/strada-perduta-ebook-mauro-orefice/e/9788833430591?inventoryId=100543761
Amazon
https://www.amazon.it/dp/B07B4NBQQQ/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1519982974&sr=8-1&keywords=la+strada+perduta
Mondadori
http://www.mondadoristore.it/La-strada-perduta-Mauro-Orefice/eai978883343059/
Ebook
https://www.ebook.it/teatromusicaespettacolo/283498-la_strada_perduta-9788833430591.html?search_query=la+strada+perduta&results=1196
Kobo
https://www.kobo.com/it/it/ebook/la-strada-perduta-1
Euronics ebook
http://ebook.euronics.it/scheda-ebook/mauro-orefice/la-strada-perduta-9788833430591-531785.html
Omniabuk
http://www.omniabuk.com/scheda-ebook/mauro-orefice/la-strada-perduta-9788833430591-531785.html
Rizzoli
http://www.libreriarizzoli.it/La-strada-perduta-Mauro-Orefice/eai978883343059/
 
 SINOSSI


 Un ragazzo di 40 anni che si appresta a diventare un uomo.  Un evento tragico che lo costringe a fare i conti con l’apatia della sua vita. Una scelta d’amore difficile tra tre bellissime donne. Un cambiamento di lavoro che diventa irrinunciabile. Tutto questo ripercorrendo la storia del protagonista attraverso i suoi ricordi e momenti indimenticabili che lo hanno portato ad essere quello che è adesso.
Sensazioni,Emozioni Comuni a tutti ma Uniche nel Viverle da soggetto a soggetto, il Romanzo della Nostra Vita.

BIOGRAFIA 

MAURO OREFICE

 

Nasce a nel Napoli nel 1976, i suoi studi spaziano nella tecnica, fin da adolescente dimostra interesse per la poesia, la scrittura e la musica, mai cimentandosi nel comporreo nello scrivere. Si dedica alla realizzazione di app per cellulari e continua il suo lavoro nel settore dell'informatica a cui si dedica con grande entusiasmo e con altrettanto entusiasmo alla poesia ed alla scrittura. Tutt'oggi, pur continuando nel suo lavoro informatico coltiva l'amore per la musica, la poesia, la scrittura, lo sport e tutto ciò che è espressione di arte. In particolare ama giocare a pallavolo e tennistavolo, due sport che ha praticato il primo a livello agonistico, il secondo a livello amatoriale. Ama la buona compagnia, il caffè (da buon napoletano) ed ha un fermo convincimento: "Che i sogni si possano realizzare, con tenacia e passione: Il suo motto è "Crederci, Sempre, Comunque, In Ogni Istante"!

estratto de La strada perduta.


“Capitolo I – Crisi

Era un giorno qualunque. Uno di quei giorni anonimi e ripetitivi, come spesso stavano succedendosi nella vita di Maurice. Sveglia intorno alle sette, questa volta la suoneria del cellulare l’aveva sentita forte, quasi ruggente. Doccia veloce, colazione con latte e un goccio di caffè, che ormai aveva imparato a preparare e metabolizzato a sufficienza e cornetto rigorosamente comprato al centro commerciale, in confezione da dieci pezzi. Vestito di tutto punto, ormai lo faceva sempre più spesso, come per compensare una apatia crescente. Uscita di corsa da casa, anche se in perfetto orario, forse per poter saltare i gradini, scendendo come faceva da bambino, superandosi nella somma dei gradini saltati, ogni giorno di più. Entrata in macchina, la sua macchina da poco comprata, suo vanto, la sua prima comprata nuova, non senza sacrificio. Stereo a palla sulla sua stazione radio preferita, rigorosamente rock, una ballade, perché come spesso si ripeteva, la più bella canzone d’amore è una ballata rock. Mezz’ora di tragitto nel traffico, che a differenza degli altri a lui non dispiaceva. Quel disordine lo faceva sentire stranamente calmo, tranquillo, non era niente rispetto all’inferno che aveva dentro. Lui visto da tutti come una persona pacata, sensibile, simpatica. Mai un gesto fuori posto, mai un litigio sul posto di lavoro, anche in situazioni di emergenza. Un perfetto consulente, preciso, tempestivo e rassicurante con il cliente.
Arrivato nel parcheggio, lo aspettava, avendolo visto da lontano, George, suo alter ego, collega di lavoro, istintivo e imprevedibile, il suo opposto. Il suo collega nonché suo amico, era stato sempre al suo fianco, in tutte le battaglie professionali affrontate e nonostante in molti diffidassero di lui, per la sua facile abitudine al cambiare in maniera repentina il suo umore e quindi da reputarsi inaffidabile, per Maurice, era il complice perfetto di tutte le sue strategie lavorative. La giornata proseguiva monotona, come previsto da Maurice ma, evidentemente, George non aveva passato una nottata tranquilla, visto che dopo aver pranzato insieme, beveva il caffè nervosamente e i suoi occhi manifestavano un’agitazione dormiente, di quel sonno perduto a causa di una figlia arrivata troppo presto, in un matrimonio già in crisi, dopo solo un anno insieme alla sua Hanna. Maurice non badò molto allo stato dell’amico, e dopo aver partecipato all’ennesima riunione in ufficio, aveva solo voglia di tornare a casa. All’improvviso il suo cellulare suona senza tregua la sua canzone preferita, It’s only rock’n’ roll but i’m like it. In realtà la riunione era appena terminata e quel suono non fece che anticipare la sua uscita dall’ufficio. Dal display compare il nome di sua madre Rose. Perché stava chiamando? Di solito non lo chiamava mai sul posto di lavoro, per non disturbarlo con quella insistenza poi. Decise di porre fine alla graffiante voce di Mick Jagger e rispose. La voce dall’altra parte era fioca, tremante, Maurice capì a malapena il nome del soggetto citato nella frase appena troncata, nel suono disturbato del cellulare. Non aveva dubbi il nome era, Austin. Suo zio, il suo eroe, colui che lo aveva ispirato per una vita intera, aveva lasciato questa vita. La sofferenza degli ultimi anni si era fatta sentire e non aveva retto alle botte della vita. Maurice passò nel giro di pochi minuti dall’incredulità, alla realizzazione, fino alla rassegnazione del momento. Ma questo passaggio repentino lo aveva turbato, segnato, come se avesse capito che da quel momento in poi niente sarebbe stato come prima. Alla domanda della madre se avesse voluto essere presente e di supporto ai suoi cugini e alla zia, la sua risposta fu un no secco, giustificato dal non sentirsi pronto e adeguato alla situazione. La madre non volle approfondire la questione e si avviò a casa di suo fratello. Nel frattempo Maurice era arrivato a casa, sconvolto, seppur consapevole dello stato dello zio Austin e della sua esasperante lotta contro la malattia che lo affliggeva da tempo. Semplicemente non era preparato a questa notizia. Come un portiere di calcio, il suo amato sport, che non vede passare il pallone sopra la barriera, fino a che non si insacca nel sette con conseguente boato del pubblico presente allo stadio. Lui si sentiva così, frastornato dal quel boato senza aver metabolizzato cosa lo avesse generato, ossia la perdita dell’amato zio. I giorni seguenti furono trascorsi da Maurice, in uno stato di automa, vigile ma non presente a se stesso. Aveva deciso di prendersi un paio di giorni di malattia a lavoro, inventandosi un tremendo mal di stomaco dovuto al lutto subito. In realtà non era così, era sì provato, ma da una apatia diversa dal solito, che nascondeva uno stato di ansia mai provato. Sicuramente al suo stato aveva contribuito sua madre Rose, che lo aveva avvertito dell’orario del funerale, che si sarebbe tenuto in giornata. Lui aveva provato senza troppa convinzione a dire alla madre che non sarebbe andato, che non se la sentiva. Ma sua madre lo aveva anticipato dandogli appuntamento in chiesa. Maurice non ebbe il coraggio di contraddirla anche perché dentro di lui c’era comunque la voglia di salutare suo zio Austin un’ultima volta. La cerimonia fu quasi indolore, Maurice resse fino al momento in cui suo cugino Roger, volle spendere due parole per il suo amato padre perduto. Non l’avesse mai fatto. Il ragazzo elencò i numerosi pregi del padre e la sua forza nell’affrontare la malattia che aveva messo a dura prova lo zio Austin fisicamente ma, soprattutto, psicologicamente. Infatti nella mente di Maurice comparvero le immagini dell’ultima volta che era andato a trovare suo zio che non riusciva a celare una strana apatia non consona al suo carattere si mite ma mai così distaccato. Di colpo Maurice vide in quelle immagini del volto dello zio Austin, la sua stessa apatia. Fu terribile, ma non quanto le parole di suo cugino che sul finire del suo discorso, completò dicendo ciò che spesso suo zio Austin ripeteva a Maurice: Nella vita devi voler bene a tutto e a tutti. Quelle parole suonarono come una lama, nel cuore di Maurice. Finalmente quelle parole avevano un senso. Spiegate così dolcemente da suo cugino, rappresentavano ciò per cui aveva vissuto suo zio Austin, un uomo che amava profondamente il suo lavoro e la sua famiglia. Urgeva un cambiamento di direzione e Maurice senza accorgersene da quel momento in poi avrebbe vissuto una seconda vita, una nuova vita, anzi avrebbe vissuto veramente per la prima volta.
“Il dolore cresce, fuoriesce, è incessante non calante, non si ferma è sulla pelle, arriva alle stelle. È dentro, non lo sopporto, è un trasporto. Respiro, non spiro, dà tregua, mi metto alla sua stregua. Sta passando, non sto giocando. Cessa all’istante ed io torno me stesso ma sono distante.”

RECENSIONE 



LA RICERCA DELL’IDEA DI LIBERTA’, DEL DOMINIO INTERIORE DELLO SPIRITO E DELL’INDIPENDENZA.

La voce che ci parla in questo intrigante romanzo di Mauro Orefice arriva da un posto molto protetto, il legame più intimo che esista, quello familiare, in particolare di uno zio, il più caro, il più intimo.

E, mescolando fantastico e reale, non smette di porre domande serissime su un mondo che gli sembra aver perso ogni punto di riferimento e ogni certezza.

L’autore torna sugli ultimi passi del protagonista per riuscire a affrontare il dolore e il distacco. E fare un “salto” verso l’amore infinito.

Eppure, anche lì ci si ritrova esposti ai mali classici del nostro mondo: tradimenti, odio, avidità. Il protagonista ha una sensibilità acuta e un’intelligenza innata che lo scrittore manipola come un acrobata, spargendo humour amaro sulle piccolezze umane.

Combattuto tra i sentimenti di amore e odio, vorrebbe lanciare un grido d’allarme oppure vendetta?

Mentre riflette e si tormenta sul suo probabile futuro, ci diletta anche con una lingua forbita e una cultura enciclopedica che l’autore gli presta generosamente. E’chiaro che il protagonista gioca nascondendosi dietro il suo narratore, si diverte a mantenere il filo della trama teso fino alla fine.

 

domenica 1 aprile 2018

LA COLLINA DEI CONIGLI by RICHARD ADAMS - BEST BUR


LA COLLINA DEI CONIGLI
RICHARD ADAMS
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli (7 novembre 2007) 
Collana: Exploit 
 Copertina flessibile: 429 pagine
Lingua: Italiano 
ISBN-10: 8817019372 
ISBN-13: 978-8817019378


SIETE COSÌ DIVERSI DAI CONIGLI?
Quelli di voi che vogliono esser liberi possono seguirci.

Il timido Quintilio è un profeta e sa che una terribile minaccia sta per abbattersi sulla sua gente. Ma quando tenta di mettere in guardia il suo popolo, come spesso accade ai profeti, non viene creduto.
In compagnia di un gruppo di fidi compagni, intraprende allora un viaggio alla conquista della libertà e di una nuova possibilità di vita. E se questo è lo scopo, che importa che Quintilio e i suoi amici siano conigli?
Un fantastico romanzo epico, a metà tra Tolkien e Orwell, in cui Richard Adams dà forma a un universo straordinario, ricostruendone mitologia, costumi e linguaggio.


Will Staehle, illustratore e designer di questa copertina, collabora con le più prestigiose case editrici americane. Incluso dalla rivista "Print" tra i più importanti artisti under 30, è stato uno dei protagonisti della recente mostra AIGA 50 Books/50 Covers.

Richard Adams

è nato in Gran Bretagna nel 1920 e ha studiato Storia a Oxford. Tra i suoi romanzi ricordiamo La valle dell’orso, I cani della peste e La ragazza sull’altalena. La collina dei conigli, il suo primo romanzo diventato in poco tempo un bestseller mondiale, ha vinto il Guardian Children’s Fiction Award e la Carnegie Medal nel 1972.  

RECENSIONE

 Il romanzo è stato scritto da Richard Adams nel 1972 (BUR 2013) e trae origine da una storia inventata per le sue figlie. “Un gruppo di conigli sfugge alla distruzione della loro conigliera e va in cerca di un altro posto dove vivere, incontrando pericoli" e tentazioni.

 Il titolo originale del libro era Watership Down e viene dal nome della collina, destinazione del viaggio, che si trova nella contea dello Hampshine, in Inghilterra, nei luoghi dell’infanzia di Adams.

La trama del romanzo mette in luce le cause, illustra tutti i contendenti, gli eroi con le loro passioni spontanee e gagliarde. Vengono descritti aspri scontri, battaglie. Da questa situazione drammatica derivano il comportamento e il carattere dei protagonisti.

Tutti i protagonisti invece, sono bellicosi ed eroici, e reagiscono con la loro indole primitiva mostrando passioni selvagge, ire, crucci, odi e rancori, ogni volta che si attenti al loro prestigio sociale, al loro amore di gloria.

 I conigli combattono con indomito coraggio animati soprattutto da un prorompente bisogno di lotta. Membri di una società in cui gli scontri e le passioni occupano un posto d’onore, anelano alle battaglie perché esse possano dare loro la gloria e la memoria perenne tra i posteri.

Dalla ricchezza di scorci psicologici e di sfumature sentimentali, per cui il romanzo La collina dei conigli, diventa anche il romanzo del dolore umano.

Riprova esemplare di questa meravigliosa concretezza di rappresentazione è il gusto di Adams per le similitudini. Siano ampie, larghe e minuziose, o rapidissime e ristrette ad una battuta, esse costituiscono un piccolo mondo, ricco di un profondo sentimento della natura, o relative al quotidiano.

Questa impronta della vita vissuta è però trasfigurata e idealizzata con vigorosa spontaneità e nella scioltezza di una versificazione in cui il ritmo della trama, discorso logico e suggestione poetica hanno la stessa cadenza maestosa e possente.