venerdì 29 settembre 2017

L'ULTIMA PREDA DI WILBUR SMITH - TEA su licenza LONGANESI


autore Wilbur Smith
collana Best TEA
dettagli 516 pagine, libro - brossura
traduttore Brera C.
su licenza di Longanesi
ISBN 9788850243136
 
serie
Il ciclo dei Courteney d'Africa
La spiaggia infuocata
Il potere della spada
I fuochi dell'ira
L'ultima preda
La volpe dorata
SINOSSI

Sulle tracce di Tukutela, enigmatico e leggendario elefante, la spedizione guidata da Sean Courteney incontra la guerra, quella vera.
 
Tukutela: un enigmatico, leggendario elefante, simbolo di un continente dilaniato da guerre civili e scontri razziali. Per cacciarlo, dallo Zimbabwe si muove un colossale safari guidato da un uomo dal passato avventuroso, Sean Courteney. Inseguendo l'elefante, la spedizione oltrepassa la frontiera del Mozambico, e incontra la guerra, quella vera, infiammata dall'odio tribale e dalla lotta politica. Ma tornare indietro significa lottare per la propria vita e giocare una partita decisiva che non prevede né vincitori né vinti.

Biografia Il fascino travolgente dell'avventura

Wilbur Addison Smith, maestro del romanzo d'avventura, nasce a Broken Hill, Zambia (la ex Rhodesia del Nord) il 9 gennaio 1933, da Herbert James Smith e da Elfreda Lawrence.
Studia alla Natal and Rhodes University, conseguendo la laurea in scienze commerciali nel 1954.
Dopo la laurea si associa alla Goodyear Tyre and Rubber Co. di Port Elisabeth, dove lavora dal 1954 al 1958. Successivamente si associa alla H. J. Smith and Son Ltd di Salisbury, ex Rhodesia rimanendovi dal 1958 al 1963. 



Dati sintetici

Scrittore zambiano

Data di nascita Lunedì  

Luogo di nascita Broken Hill, Zambia

Segno zodiacale Capricorno

Età 84 anni

la stampa

  • «Il maestro mondiale del romanzo d'avventura.», la repubblica
  • «Meglio dirlo subito: è lo scrittore più amato dagli italiani.», la gazzetta dello sport

RECENSIONE

L'Africa era una terra martoriata, dove corruzione, avidità e incompetenza, minacciavano la popolazione. All'orizzonte impazza una guerra civile che sfocia in una carestia che sterminerà molte persone. Sean Coureney è il personaggio che già abbiamo conosciuto nei precedenti romanzi di Wilbur Smith, che compongono il ciclo dei Courteney d'Africa. Egli era un uomo duro e spietato, professionista dei safari. 

La pista polverosa era cosparsa di tracce lasciate durante la notte dagli animali che l'avevano attraversata. Ad un certo punto il gruppo vide un grande elefante. Alfine di catturare l'elefante Sean, era disposto a violare qualche regola.Il gruppo intuiva che lui, proponeva qualcosa di sleale o addirittura illegale. La paura lo faceva sentire vivo in maniera così lucida e vibrante. Il gruppo continuò a seguire le tracce dell'animale ferito, non c'era cosa peggiore al mondo e Sean lo sapeva bene, per lui faceva parte del mestiere, così come per il fedele Matatu. Il gruppo continuò a seguire le tracce di sangue dell'animale ferito, non c'era cosa peggiore al mondo è Sean lo sapeva bene, per lui faceva parte del mestiere, così come per Matatu ma, per Riccardo Montenero era una prova che capitava una volta nella vita e, finora si era dimostrato all'altezza.

"Per certi uomini, la paura era un'emozione distuttiva e mutilante, ma per quelli come Sean era un vizio."

Cero sbagliava Sean ed anche il suo Paese a permettere la caccia agli animali e quando il danno sarà ormai irrimediabile, se ne andranno lasciando la terra e il popolo a sanguinare e soffrire. Ma il facile guadagno e la prospettiva di non deludere un cliente che ha già pagato lo spronano a portare a termine il safari. Claudia Montenero, odiava Sean.

"Tu e io apparteniamo a mondi diversi, non abbiamo nè un pensiero nè un sentimento in comune. Non possiamo sperare di capirci a vicenda, per non parlare poi di diventare amici."

Le tracce li avevano condotti lungo un vecchio sentiero di elefanti. Il safari aveva dato i suoi frutti, un elefante con zanne solide cme avorio. Quell'elefante era storia e leggenda. 

"Anche se era legale, ammazzare una bestia come quella, rappresentava un delitto contro l'Africa, un'offesa agli dei della boscaglia e anche all'anima dell'uomo."

Sean non avrebbe esitato ad ucciderlo, spedendo in corpo all'elefante centinaia di proiettili è più era nobile la preda, più forte è la determinazione del trofeo. Nella Terra d'Africa tutto veniva travolto dalle lotte per il potere, ingaggiate dalle nazioni emergenti, da rivalità tribali, con una fauna decimata le foreste abbattute per far legna, la terra resa sterile, mentre ogni anno la situazione peggiorava.

 Una terra senza più un tesoro. Dove i rapporti tra uomini bianchi e neri erano in pericolo. Benchè Sean aveva passato tutta la sua vita a stretto contatto con i negri. Ne conosceva la loro indole, le loro forze e debolezze. Capiva i loro costumi tribali, la loro etichetta sociale e sapeva guadagnarsi la loro stima. 

Il governo formatosi era incapace nello svolgere il suo compito, la mancanza di appoggio popolare ha fornito spettacoli di torture e massacri. In Africa non ci sono buoni o cattivi, ci sono solo vincenti o perdenti. Sean sentì nascere la rabbia per una terra violata.

L'Africa è un patrimonio inestimabile, una terra incantata che segue i ritmi del fiume. Per me leggere questo romanzo è stata un'avventura bellissima, difficile da dimenticare.

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