mercoledì 5 giugno 2019

RECENSIONE #56/19 AMORE BY HANNE ORSTAVIK - PONTE ALLE GRAZIE


AMORE
HANNE ORSTAVIK
Traduzione di Luigi Spagnol
in collaborazione con l'autrice
PONTE ALLE GRAZIE
Narrativa
Collana: Scrittori
Pagine: 128
Prezzo: € 14.00
In libreria dal: 9 Maggio 2019



SINOSSI

Amore racconta la storia di Vibeke e Jon che sono madre e figlio, appena arrivati in un paesino dell’estremo nord. È il giorno prima del compleanno di Jon e un luna park è arrivato in città, Jon esce per vendere i biglietti della lotteria e Vibeke va in biblioteca. Da lì seguiamo i due attraversare una serata e una notte di gelido inverno, mentre una crescente irrequietudine si fa strada. Amore dimostra come attraverso il linguaggio ognuno di noi costruisce la propria verità, e come madre e figlio possano vivere ciascuno nel proprio mondo. C’è distanza, non solo tra le persone, ma anche tra ogni persona e sé stessa.

Arriva finalmente in Italia un capolavoro già tradotto nel mondo in più di venti lingue.

Biografia




Hanne Orstavik è nata a Tana, nel nord della Norvegia, nel 1969. Il suo primo romanzo è deò 1994, e ha dato l'inizio a una carriera di scrittrice e intellettuale tra le più interessanti del panorama norvegese ed europeo. Da allora ha pubblicato tredici romanzi, ha vinto numerosi premi ed è stata tradotta in ventisei lingue. Amore, uscito nel 2018 negli Stati Uniti, è stato finalista al National Book Award e ha vinto il Pen Award per il miglior libro in traduzione. Per Ponte alle Grazie ha pubblicato A Bordeaux c'è una grande piazza aperta (2018). Dal 2017 vive a Milano.

In libreria:



RECENSIONE
 Nessuno nasce solo. Si nasce perlomeno in due, con la mamma vicino. Questo legame è profondo e duraturo e ci dice chi siamo. Ecco perchè non possiamo farne a meno. La cosa più difficile se mai è accettare anche le ombre di questo rapporto non sempre idilliaco. Siamo spesse volte incapaci di costruire legami solidi? Ma qual'è la strada giusta per farlo?

Gli affetti famliari fanno di noi le persone che siamo. Più silenziosi dell'amore, meno turbolenti e fugaci, ci scorrono dentro e affondano le radici nella nostra storia. La trama del romanzo racconta la storia di Vibeke e Jon che sono madre e figlio, appena arrivati in un paesino dell’estremo nord. È il giorno prima del compleanno di Jon e un luna park è arrivato in città. Hanne Orstavik(Autore), tiene fede al suo proposito: scrive di un rappaorto così ingannevole, così come la messinscena nel parco divertimenti, tra giostre coloratissime, piena di gente indaffarata. Orstavik pare dire: questa è la superficie della vita, luccicante come la ruota contro il cielo azzurro della loro città, una promessa per bambini, ma sotto c'è ben altro. 
Mentre una crescente irrequietudine si fa strada, assistiamo alla vita che gli scivola addosso, senza viverla davvero, senza esserne partecipi, ma solo degli spettatori e come madre e figlio possano vivere ciascuno nel proprio mondo.
I due attraversare una serata e una notte di gelido inverno, ci rccontano le loro vite distanti tra di loro e da loro stesse. Vibeke che si reca in biblioteca, mentre Jon esce per vendere i biglietti della lotteria.

Entrambi raccontano la loro inquietudine. Quella vita che dapprima gli era paiciuta, gli diventò ben presto insopportabile. Si stancarono della monotonia delle stesse scene e delle stesse ideee. Si misero a sondare il loro cuore, e a chiedersi quello che volevano.

Ed ecco Jon, deciso improvvisamente ad avventurarsi in un luna park. Abbracciò questo progetto con tutto l'ardore che era solito ad esternare: percosse quella strada appena comiciata, e sulla quale aveva divorato pensieri su pensieri. Eppure sente che la monotonia dei sentimenti quotidiani gli piaceva; e se egli fosse ancora tanto pazzo da credere alla felicità la cercherebbe nell'abitudine.

La solitudine assoluta, lo cacciò in uno stato indescrivibile. Senza amici, solo lui e la madre, senza aver ancora amato, era sopraffatto da un eccesso di vitalità. Gli mancava qualche cosa per colmare l'abisso della sua esistenza.

Ma intanto questo stato di calma e di turbamento, di ricchezza e d'indigenza, era pur bello: come un re che teme di perdere la corona per una rivoluzione improvvisa, non prova angosce più vive di quelle sue, per ogni incidente che minaccia l'nfanzia del cuore umano. Eppure, molti uomini legano il loro destino a cose tanto futili quanto le sue.
Gli echi destati dalle passioni nel vuoto dei cuori solitari somigliano al mormoriò dei venti e delle acque nel silenzio del deserto, che si sente ma non si può produrre. L'adolescenza lo colse fra queste inquietudini: l'arrivo del luna park, fu per Jon una gioia. Il nostro cuore è uno strumento incompleto, una lira dove manca qualche corda, e sullo stesso tono consacrato ai sospiri, dobbiamo riprodurre gli accenti di gioia.

La notte descritta da Hanne Orstavik, guardare attraverso la finestra vedeva la luna solcare i cumuli di nubi, come una pallida nave che vada arando le onde, gli pareva che la vita gli si moltiplicasse nel cuore, che avrebbe avuto la forza di creare un mondo.

Non passò molto che il cuore di Jon, non potè più alimentare i suoi pensieri, e l'esistenza non fu altro che il senso d'una profonda noia. Tutto gli sfuggiva, l'amicizia, il mondo, la solitudine. Respinto dalla società, quando gli mancò anche la solitudine non gli rimaneva altro. Era l'ultima tavola alla quale s'aggrappava, e sentiva che anch'essa s'inabissava.

Hanne Orstavik non si stanca di metterci davanti agli occhi quanto contraddittoria, nel bene e nel male, sia la natura umana e quanto il fato si diverta a sparigliare le carte. Mentre la ruota del luna park gira nell'incanto di un cielo magnifico, le promesse di felicità vanno in fumo come i roghi accesi del nostro vivere.






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