martedì 25 giugno 2019

RECENSIONE #62/19 L'UOMO CHE GUARDAVA PASSARE I TRENI by GEORGE SIMENON - ADELPHI




 RECENSIONE

Kee Popinga assapora i piaceri di una vita lontana dai clamori, anche se il dolore straziante per aver perso il lavoro non l’abbandona mai. Un lavoro che non lo soddisfa e il suo capo che non la smette di umiliarlo. Il fragile equilibrio è minacciato dall’arrivo, casuale e inaspettato, di un vecchio treno, un treno della notte: un uomo che non ha mai dimenticato il viaggio nei recessi più oscuri dell'anima, una storia di inganni e ossessioni, della ricerca spasmodica di una verità inafferrabile. Nel viaggio in treno misuriamo la distanza oggettuale tra il noi che partiva e il noi che rientra. Dimenticava dettagli, assorbito dall'inquietudine dell'esistenza, la speranza di un futuro spingono Popinga a cercare risposte non più su chi è stato ma su chi diventerà.

Il mondo del viaggiatore Kee Popinga, non è un mondo come gli altri, poiché un viaggio, anche il più banale, è un’implicita ricerca di anomalia. Tutti i viaggi ci portano in uno spazio diverso dal quotidiano, in senso letterale e figurato. Per dirla con George Simenon, l’avventura è senza dubbio un modo di viaggiare, o di pensare al viaggio. 

Quella sera, volendo dare un senso a questo feroce disagio, ha intrapreso un viaggio che l’ha portato dritto al cuore di queste vite sovrapposte. Viaggiando  l’autore ha messo insieme una mappa topografica del delitto, il terrore, l'ebbrezza e la lucidità.

Kee Popinga è tornato a quella conversazione, nella speranza di ottenere un istante di riposo nel bel mezzo dello svanire generale di tutte le cose. La storia è anche un corpo con dei rimorsi. Oggi è la storia di se stesso. Siamo tutti povera gente, infilati nel tunnel dell'esistenza. Quell'andarsene è forse ciò che fa precipitare la cascata di avvenimenti che terminano in un tassativo avvenimento, perchè il punto di vista è quasi una bussola nel baratro, una scienza, nella misura in cui abbiamo bisogno di una scienza che fornisca razionalità, un principio di certezza.

Gli avvenimenti lo spingono a riflettere sul suo inesistente senso del mondo. La vita di un uomo è, essenzialmente, il tentativo di non cadere nella rovina economica. La considerazione degli altri finisce per essere l'unica certificazione della tua esistenza. La considerazione è una morale, modella i valori e il giudizio su di te, e da quel giudizio deriva la tua posizione nel mondo. C'è poco da dire sullo sgretolarsi di tutte le cose che sono state. E' che io mi sono ritirato da me stesso per fare spazio a lui. E' come se non avesse voluto rivelarmi il senso della sua vita. Tutto il mio passato sprofondò quando sua madre fece la stessa cosa di suo padre: morire.

 Con sguardo penetrante George Simenon, ci porta nella mente del protagonista, alternando suspense e colpi di scena, tesse una trama che incrocia verità e finzione, ossessione e paura, storture della fama e desiderio di normalità.
 

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