martedì 18 aprile 2017

IL PROFUMO DEI FIORI DI CILIEGIO DI CHIARA TRABALZA



IL PROFUMO DEI FIORI DI CILIEGIO
Autore: Chiara Trabalza

Disponibile in ebook a € 1,99

Pagina autore: Il Volo Delle Lanterne



SINOSSI



Alice ha trent'anni, meravigliosi occhi verdi pieni di segreti e un passato doloroso che le ha lasciato molte cicatrici. Quando il dolore diventa troppo grande da sopportare, scappa via dalla sua casa e dalla sua vita, per rifugiarsi nella piccola Positano, dove vive sua nonna. E qui, dove l'aria è intrisa del profumo dei glicini e dei limoni e dove il mare parla al suo animo inquieto, Alice incontra Luca, un uomo schivo e solitario che sembra volerla evitare e tenere alla larga. Ma anche Luca nasconde un segreto doloroso, perseguitato dai fantasmi di un passato che si rifiuta di affrontare, ha chiuso le porte delle sue emozioni, per proteggersi da ferite nascoste che ancora sanguinano. Solo Alice riesce a toccargli il cuore. Quando lui la guarda incontra gli occhi più belli che abbia mai visto in tutta la sua vita, occhi profondi che sembrano capaci di capire i suoi tormenti. Occhi in grado di farlo innamorare.

Ma, per ricominciare ad amare, Luca e Alice dovranno affrontare le loro paure, lasciarsi il passato alle spalle e imparare a guardare di nuovo l'amore negli occhi, prima di rischiare di perdersi.
Una storia di dolore e speranza, di ferite e promesse, di fragilità e forza, di sofferenza e rinascita. Una storia d'amore romantica, dolce e intensa. Perché anche dalle cicatrici possono nascere un paio di ali per ricominciare a volare.
Bisogna attraversare la tempesta per tornare a vedere le stelle.

Qualche volta succede che, per quanto due anime cercano di sfuggirsi e di restare a distanza, se è scritto che devono stare insieme alla fine si incontreranno inevitabilmente. Non si può lottare troppo a lungo contro la naturale forza dell'attrazione. Non si può resistere per troppo tempo al richiamo del cuore.

Copertina: le Muse Grafica


Conosciamo l'autrice: CHIARA TRABALZA

Chiara Trabalza vive a Roma, dove è nata e cresciuta. Laureata in Psicologia, mamma di due bambine, è una scrittrice accanita, di formazione classica. Ha una passione sfrenata per la fotografia, i gatti e il mare. Ama leggere e viaggiare, adora la pizza e i dolci.
E' autrice di tre romanzi.
Nel 2014 esce il suo romanzo d'esordio "Il volo delle lanterne" pubblicato da Eden Editori.
Nel 2015 pubblica "Il mio imprevisto più dolce" con la casa editrice Lettere Animate.
Nel 2016 esce "Lieve come la neve", edito sempre da Lettere Animate.
I libri dell'autrice sono disponibili in tutti gli store, sia in ebook che in formato cartaceo.

Pagina dell'autrice: https://www.facebook.com/Il-volo-delle-lanterne-989809424365800/


 RECENSIONE
 
Positano, rivelandole un angolo di mondo quasi intatto, popolato da un'umanità con una dolcezza sconosciuta. È la scoperta di una felicità senza aggettivi. La conca protetta dalle montagne e dai silenzi del mare diventa il suo rifugio e risveglia le emozioni del corpo, a lungo inaridite dagli orrori del buio dell’anima. E lí, tra l'oro e l'azzurro del mare, in un'atmosfera fuori dal tempo, una figura di donna si muove a passo di danza sulle scalinate del paese. Si chiama Alice. Lentamente cerca d scuotersi nella speranza così vivida di voltare pagina. Un sentimento che cela un rancore profondo nel tempo si era ingigantito nella sua anima: quel dolore che ancora le appariva, talvolta, incidendole la pelle come un tatuaggio e chiamandola per nome. 



Questo sconvolgimento doloroso più forte di ogni istanza moderatrice del volere, pareva riuscire alle occasioni e ai pretesti da una zona profonda, inespiabile, di celata verità: da uno strazio senza confessione. Era il male oscuro di cui la sua storia e le leggi persistono nel dover ignorare la causa, i modi e lo porta dentro di sé  per tutto il folgorato soscendere d’una vita, più greve ogni giorno.



Il romanzo Il Profumo dei Fiori di Ciliegio è la descrizione del dolore senza nome ( ma non senza causa),  di Alice e Luca, affetti da una rabbia contro il mondo, che non li risparmia. 


Sono mirabili le pagine nelle quali l’autrice Chiara Trabalza ci racconta il loro dolore e le sue  vicissitudini. La trama dell’autrice, non risparmia nessuno dei diversi personaggi, sia che la protagonista lì incontri sulla sua strada,  sia evocati dall’autrice. La prosa di Chiara Trabalza è efficace, si resta affascinati dalla sua abilità nel descrivere il rancore sordo.

Alice è una voce prodigiosa e un triste segreto celato dietro il paravento di due labbra imbronciate, sussurrato  sotto i rami dell’albero di fiori di ciliegio. E’ il desiderio, la forza che manda all’aria questi destini, costringendo i protagonisti a uscire allo scoperto una volta per tutte. Per capire che non esiste difesa dal mondo, dalla luce e dal dolore che a ogni respiro ci trafiggono con la stessa vertiginosa ferocia. 

Ad Alice, appaiono utili soltanto due medicine: il silenzio e la solitudine, che però in realtà non risolvono nulla. C’è poi la figura di Luca, un uomo sprofondato anche lui nella solitudine, benchè sia legato in maniera indissolubile allo stesso dolore, egli ne ha paura. Sapeva di essere un uomo schivo. Ma non lo interessava la categoria nella quale poter venire classificato. Forse il suo stato di vita non era in sintonia con il suo stato d’animo. Un altro sentimento viveva in lui ed era il silenzio che era penetrato nella sua mente, in modo tale da renderlo sordo a tutto ciò che non avesse rapporto con la disgrazia. 

Questo “silenzio”, interrompeva il flusso delle sue idee. Conobbe ore morte, nelle quali avrebbe potuto compiere qualsiasi azione malvagia. In realtà, egli era vuoto, era una buccia d’uomo mossa dall’abitudine. Lavorava in un bar e ogni giorno aspettava qualche avvenimento straordinario, tale da esprimere una svolta insperata alla sua vita e da salvarlo dalla sua stessa catastrofe, diventa un cinico, pronto a tutto per vincere un dolore che lo rende delirante. Luca, a ogni ricordo, a ogni disagio, si ripeteva che tanto quella non era la sua vita, che quella gente e quelle parole erano remote da lui come un deserto, e lui era un confinato, che un giorno sarebbe uscito da quello stato. L’uomo passa tutto il suo tempo al bar, conosce diversi personaggi, ma è perenne la sensazione in lui che tutto sia precario, che quelle relazioni saranno destinate al dimenticatoio, che quel luogo, per quanto possa essere ospitale, è un luogo che Luca non ha scelto.

La protagonista Alice, anche lei confinata in una Positano dove si è trasferita, vive il confine come una condanna, ma anche come un’alibi che gli rende più semplice chiamarsi fuori dal mondo, isolarsi, in un perenne tentativo di dominare le illusioni e prevenire il dolore, quasi che la sua condizione la autorizzi a vivere la sua storia d’amore con Luca, con un distacco a tratti atroce. 

Un romanzo acuto e incisivo su uomini e donne diversi ma ugualmente desiderosi di riscattarsi grazie all’amicizia e al potere guaritore dell’amore. Chiara Trabalza autrice, commuove il lettore con la forza delle parole, e destarne insieme cuore e mente è il suo dono straordinario. Un romanzo d'autore unico nel suo genere, spontaneo, dal piglio inconfondibile.

Conoscersi, svelarsi, cambiare, sono i pilastri di quella vicinanza. Una storia che la memoria non riesce a scolorire e anzi trasforma in romanzo: la rievocazione di un affetto perduto e l'affresco di un luogo che segna un nuovo inizio e che rivive grazie a una scrittura sensoriale, vibrante di suggestioni, appena velata di malinconia, come al risveglio da un sogno d'infanzia che fatica a dissolversi. Un libro capace di raccontare la fugacità dell'incanto come se l'incanto non dovesse mai finire.




CITAZIONI DEL LIBRO


Se mi tieni la mano possiamo arrivare ovunque e quell'ovunque è il mio tutto se sto insieme a te.



Positano un paradiso di colori che le scaldava il cuore come non le succedeva ormai da troppo tempo. Adesso Positano somigliava più a un piccolo presepe natalizio ma in estate avrebbe assunto le sembianze di una delicata tela di un pittore, di un paradiso dai colori caldi, di un piccolo borgo incantato. Alice ne era sicura.



Non sapeva ancora quale fosse ormai il suo posto nel mondo. Non aveva idea di dove l'avrebbero spinta le sue inquietudini e il suo dolore. Non era nemmeno sicura di poter trovare di nuovo la gioia di vivere né qualche motivo per sorridere ancora.



Quando arrivava la primavera Alice rifioriva e sentiva una gioia irrefrenabile esploderle nel petto. Ma negli ultimi tempi le cose erano cambiate, ogni giorno era uguale all'altro e poco le importava che fosse inverno, estate o primavera.

La signora Ester era una donna di vecchio stampo, dotata di saldi principi e di una volontà di ferro.

Nonna Ester sembrava aver compreso il dolore profondo rinchiuso nell'animo di sua nipote e ne aveva un rispetto assoluto.

Il mare le era sempre piaciuto, le metteva il buonumore, sapeva calmare le sue ansie, acquietare le sue paure, consolare il suo cuore e asciugare le sue lacrime. In questo posto dove tutto è a misura d'uomo il mare diventa un compagno di vita. Restarono entrambi per un po' in silenzio ad ascoltare il suono del mare. Era vero quello che aveva detto Luca poco prima, quel suono penetrava dentro nelle ossa, fino al midollo, fin dentro il cuore. Era come un richiamo, come un canto. Calmava, rilassava, portava via con sé.

Fino a un attimo prima sembrava scocciato di averla incontrata e pareva che non vedesse l'ora di togliersela dai piedi. Ora invece le tendeva la mano e voleva fare le presentazioni. Era davvero un tipo strano e incomprensibile.

Alice aveva notato che non sorrideva mai. Aveva un viso duro, cupo, segnato dal dolore. Lei ne era certa. Ormai sapeva riconoscere chi aveva sofferto, forse perché le anime simili alla fine si cercano e si riconoscono.

Tanti comportamenti strani e buffi che adesso pian piano, come tessere di un puzzle, si stavano ricomponendo sotto gli occhi di Luca. Non riusciva a crederci. Era tutto scritto in quella lista. Ma perché? Cos'era quella lista? Perché Alice ci teneva tanto? Perché sentiva l'esigenza di fare certe cose? «Quel foglio che tieni in mano è un tesoro prezioso e per me ha un valore inestimabile. È il ricordo di Gaia al quale tengo di più. Se oggi ho deciso di mostrartelo è semplicemente perché mi sento pronta e so che tu sei la persona giusta. Adesso so con certezza che sei l'uomo che amo e con il quale voglio condividere il resto dei miei giorni. Ora ho chiaro nel mio cuore quello che voglio, quello che sento, quello che provo. In quest'ultimo anno ho sconfitto molte paure, molti mostri che mi tenevano sveglia di notte, molte ansie che mi impedivano di respirare. Ho accettato il mio passato, ho curato le mie ferite, ho chiuso i conti in sospeso.

Ho compreso che spesso la vita è ingiusta e ci toglie ciò che amiamo di più ma non per questo bisogna lasciarci annientare dal dolore perché spesso la vita riserva anche delle sorprese e qualche volta restituisce, sotto altre forme, quello che ci ha tolto. Tutto sta nel capirlo, nel vedere la bellezza di ogni nuovo giorno, nell'accettare ciò che non possiamo cambiare. Ho dovuto compiere un lungo e difficile percorso per comprendere tutto questo».

Quel giorno scrivemmo nella lista: «Vivere il giorno più bello della mia vita senza rimpianti». E io l'ho vissuto con te a Positano». Una lista speciale che due sorelle avevano scritto insieme. Una lista di desideri da realizzare quando sarebbero diventate due ragazze. E invece la vita aveva spezzato quel sogno troppo presto «Per molti anni la lista è rimasta nascosta nel mio diario segreto in fondo ad un cassetto. Quando poi ho perso il mio bambino tutte le ferite si sono riaperte e ho vissuto di nuovo anche il lutto mai elaborato della morte di Gaia.. Non so per quale motivo ma sentivo dentro al cuore il bisogno di esaudire tutti quei desideri. «È una storia molto bella. Ho un nodo in gola, credimi. Tu e tua sorella siete davvero speciali.....il vostro legame....la vostra unione.... nemmeno la morte ha potuto spezzarla. Nessuno ti potrà mai togliere il ricordo di Gaia e quell'amore che nutrivate l'una per l'altra. E questa è una cosa meravigliosa amore mio» «Alcune cose non sono riuscita ancora a esaudirle. Ad esempio andare a cavallo sulla spiaggia al tramonto» «Se me lo permetterai vorrei aiutarti io a terminare la lista. Non appena ci sarà occasione andremo a cavallo sulla spiaggia al tramonto. Te lo prometto. E faremo ogni altra cosa che ancora ti manca».

«Innamorarsi di uno sconosciuto. Hai seguito anche qui la lista?».

Eppure innamorandomi di te ho esaudito senza volere anche quei punti della lista. Forse mia sorella è stata profetica o forse mi ha aiutato lei dal cielo. Mi piace credere che Gaia da lassù, a cavallo di una stella, mi protegge sempre e mi ha dato una mano a farmi conoscere te e a farci innamorare».

«Sono pronta a esaudire l'ultimo punto della lista» sorrise Alice.

Luca inclinò la testa da un lato.
«E sarebbe?».
«Ridere, amare, vivere».
«E come pensi di fare?».
«Iniziando una nuova vita al tuo fianco, lasciandomi avvolgere dal nostro amore e scoprendo i doni che ogni nuovo giorno ci riserva, vivendoli insieme a te mano nella mano. Tu sei il mio presente e sarai il mio futuro. Da oggi a per sempre».

Una meravigliosa preghiera indiana dice: "Amami per ciò che vedi ad occhi chiusi o per quello che senti quando resto in silenzio. Lo stesso farò io camminandoti accanto. E se sarai con me ti insegnerò a volare e tu mi insegnerai a restare". Luca e Alice questo lo avevano imparato e insieme avrebbero affrontato qualunque domani.


«Diciamo che è un posto con una forte valenza affettiva per me e tempo fa feci una promessa a una persona che sarei venuto qui un giorno» concluse misterioso ed enigmatico.

     Sentiva la chiara e trasparente certezza che non avrebbe mai più saputo rinunciare a lui e che mai avrebbe potuto dimenticarlo. Sentiva di essere nata soltanto per appartenergli. Ogni passo che aveva compiuto nella sua vita era solo in preparazione a quell'incontro. Le loro anime si appartenevano ancor prima che i loro corpi si unissero. Luca era il suo destino, il suo sole, la sua luna, il suo inizio e la sua fine. Da adesso in poi niente sarebbe stato uguale perché, ovunque lei sarebbe andata, lui avrebbe fatto parte del suo cuore per sempre.
 

Non credo nei per sempre delle favole ma credo ad ogni adesso che ci vede insieme, fino a che il mio cuore batterà insieme al tuo, fino a che la mia mano stringerà la tua.



E qualche volta succede che, per quanto due anime cercano di sfuggirsi e di restare a distanza, se è scritto che devono stare insieme alla fine si incontreranno inevitabilmente. Non si può lottare troppo a lungo contro la naturale forza dell'attrazione. Non si può resistere per troppo tempo al richiamo del cuore. A volte si soccombe sotto i colpi dell'amore.



Alice pensò che era bello poter parlare con qualcuno che riusciva a capire cosa provava senza bisogno di troppe spiegazioni, qualcuno che aveva provato il suo stesso dolore e aveva le sue stesse ferite. Luca era diverso da tutti gli altri uomini che lei aveva incontrato nella sua vita perché era dotato di una grande sensibilità. Quella sensibilità che hanno le persone con un passato difficile, che per sopravvivere hanno dovuto tirare fuori le unghie e combattere, che sono cadute molte volte ma si sono sempre rialzate, che hanno imparato a sorridere tra le lacrime e a leccarsi da sole le ferite.



Conoscerti è stata la cosa migliore che potesse capitarmi. Amarti è stata la cosa più giusta che io abbia mai fatto. Non riesco nemmeno più a immaginare una vita senza di te. Qualsiasi cosa io faccio durante il giorno tu sei sempre là a spettinare i miei pensieri, a passeggiare nella mia mente, a danzare nel mio cuore.

1 commento:

  1. Gentilissima Caterina, sapere che il mio romanzo è riuscito a lasciare delle emozioni nel suo cuore mi riempie di gioia. Quando scrivo cerco sempre di trasmettere qualcosa, di accarezzare l'anima, di lasciare un messaggio. La sua recensione è molto bella, molto profonda, molto poetica. E' riuscita a cogliere perfettamente l'anima di Alice e Luca, i loro tormenti, il loro dolore, il loro amore, le loro speranze. La ringrazio per avermi ospitata nel suo blog.

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