martedì 29 maggio 2018

PATRIA by FERNANDO ARAMBURU - GUANDA


Titolo PATRIA
ISBN 9788823519107
Casa Editrice GUANDA
Dettagli 640 pagine, Cartonato
Prezzo di questa edizione cartacea 19,00€
 
 
 
 
 
 
SINOSSI
 
Da molto tempo non leggevo un romanzo così persuasivo, commovente, e così brillantemente concepito.
Mario Vargas Llosa
 
Un romanzo semplicemente formidabile… un esempio di grande letteratura.
La Vanguardia
 
Un romanzo definitivo.
La Razón
 
Senza alcun dubbio, uno dei grandi romanzi degli ultimi anni.
Abc
 
Una tensione narrativa sostenuta dall’inizio alla fine. Un libro straordinario.
El Diario Vasco
 
Indimenticabile: un grande romanzo.
El País
 
 
 
 
UN GRANDE ROMANZO FAMIGLIARE CHE HA CONQUISTATO I LETTORI E LA CRITICA IN SPAGNA

OLTRE 400.000 COPIE VENDUTE IN TESTA ALLE CLASSIFICHE DA UN ANNO

IN CORSO DI TRADUZIONE IN TUTTO IL MONDO

Due famiglie legate a doppio filo, quelle di Joxian e del Txato, cresciuti entrambi nello stesso paesino alle porte di San Sebastián, vicini di casa, inseparabili nelle serate all’osteria e nelle domeniche in bicicletta. E anche le loro mogli, Miren e Bittori, erano legate da una solida amicizia, così come i loro figli, compagni di giochi e di studi tra gli anni Settanta e Ottanta. Ma poi un evento tragico ha scavato un cratere nelle loro vite, spezzate per sempre in un prima e un dopo: il Txato, con la sua impresa di trasporti, è stato preso di mira dall’ETA, e dopo una serie di messaggi intimidatori a cui ha testardamente rifiutato di piegarsi, è caduto vittima di un attentato... Bittori se n’è andata, non riuscendo più a vivere nel posto in cui le hanno ammazzato il marito, il posto in cui la sua presenza non è più gradita, perché le vittime danno fastidio. Anche a quelli che un tempo si proclamavano amici. Anche a quei vicini di casa che sono forse i genitori, il fratello, la sorella di un assassino. Passano gli anni, ma Bittori non rinuncia a pretendere la verità e a farsi chiedere perdono, a cercare la via verso una riconciliazione necessaria non solo per lei, ma per tutte le persone coinvolte.
Con la forza della letteratura, Fernando Aramburu ha saputo raccontare una comunità lacerata dal fanatismo, e allo stesso tempo scrivere una storia di gente comune, di affetti, di amicizie, di sentimenti feriti: un romanzo da accostare ai grandi modelli narrativi che hanno fatto dell’universo famiglia il fulcro morale, il centro vitale della loro trama.  


Fernando Aramburu

 

 

Fernando Aramburu, nato a San Sebastián nel 1959, ha studiato Filologia ispanica all’Università di Saragozza e negli anni Novanta si è trasferito in Germania per insegnare spagnolo. Dal 2009 ha abbandonato la docenza per dedicarsi alla scrittura e alle collaborazioni giornalistiche. Ha pubblicato romanzi e raccolte di racconti, che sono stati tradotti in diverse lingue e hanno ottenuto numerosi riconoscimenti. Patria, uscito in Spagna nel settembre 2016 e pubblicato in Italia da Guanda nel 2017, ha avuto un successo eccezionale mettendo d’accordo critica e lettori, e conquistando anche il pubblico italiano.

 

RECENSIONE 


E' il racconto di due famiglie Joxian e Txato e delle loro rispettive mogli Miren e Bittori, abitano in un paesino alle porte di San Sebastiano. Siamo negli anni 70- 80 le due donne si incontrano, si parlano, diventano amiche. Miren e Bittori non se l'aspettavano di aver entrambe trovato l'amicizia, lì in quel paese e poi sono tante le cose che le due donne possono ancora condividere insieme.

Txato, con la sua impresa di trasporti è sato preso di mira dall'ETA è caduto vittima di un attentato. Miren decide di andare via dal paese dove le hanno ucciso il marito. Bittori invece, resta e lotta per pretendere la verità. Lei non si fa scalfire, eppure piegata dalla perdita del suo unico amore darà se stessa per scoprire l'origine di un crimine che ha travolto la sua vita. Non è facile imparare a camminare di nuovo da sola, quando si è sempre vissuto insieme al marito. 

Il cielo, le case, i negozi di quel paese alle porte di San Sebastiano, la cosa che la impressionava di più era la sensazione che quella voragine che si era aperta nella sua vita, non creasse alcun problema a nessuno. Era come se a viverlo e a notarlo fosse solo lei. Come se essere uccisi o scomparire del tutto, nessuno ci guarda. Rimani lì con la strana sensazione di vivere e far continuare quel giorno-ricordo.

Come può essersi verificato tutto questo? Che combinazione misteriosa di errori e miracoli? Lui è morto e lei, malgrado i dettagli di quella notte si siano impressi nella sua mente in maniera indelebile, ancora non riesce a comprenderla appieno.

Bittori per un attimo pensa di salutarla, di andare via da quel luogo, invece decide di rimanere lì dove le hanno ucciso il marito, con lo scopo di non arrendersi alla perdita e lottare in nome della verità. 

In un intreccio di respiro e rabbia. Con la mano a disegnare nell'aria il pensiero di un ricordo, il segno di una memoria fuori fuoco. Succede spesso che Bittori si scontri con un muro di omertà. Alcune parole rimangono incise come domande senza esserlo. O non hanno il coraggio di esserlo, come se non avessero bisogno. Sono commenti della vita. Constatazioni di destini che si dovrebbe avere il coraggio di modificare, di contrastare, ma che ci si attaccano alla pelle. 

In quella sua vita cammina piano Bittori e si angustia. Ogni angolo, sempre gli stessi angoli, tutti pieni di problemi e di errori. Pezzi di ricordi e i segni di una storia che non si rassegna, che ora è arrivato il tempo di dimenticare, ma che invece non passa e non lascia mai sola. Producono dubbi, diffidenza, incomprensione e curiosità. 

La donna si domanda se si può evitare alle persone di stare male. A volte ricomponeva i pezzi, non si arrendeva e continuava a lottare per la verità, per un attimo prova a interrompere quel cerchio infinito di pensieri troppo uguali. 

E arrabbiata con il suo destino. Non può stare lì incollata ai suoi pensieri, non può immaginare che le complicazioni dopo la scomparsa del marito la obbligheranno a rimanere lì dove non ha mai avuto il coraggio di essere. O dove forse molti paesani la evitano.

La vita le ha consegnato troppe sorprese e troppi pericoli a cui stare attenta per potersi permettere di spostare lo sguardo. Lei gli occhi non li sposta. Guarda fino all'ultimo, non lascia che gli altri, il mondo possano sfiorarla senza essere pronta a controllarlo.

Molti le consigliano che qualcuno presto si arrabbierà con lei, ma molti hanno paura e dentro quella paura si proteggono. Per Bitteri guardare le persone in faccia è invece fondamentale. Non è facile immaginare tutta la vita di una donna a cui è stato detto di non esistere più. 

Aveva creduto di potersi preparare alle sfide più importanti della vita, alle competizioni più snervanti. Non molla lo sguardo, non cede, che alla fine l'altro cadrà. Si guardava e sapeva di essere più forte del suo stesso riflesso, di poterlo guardare come altro da sè. 

Adesso dentro quella cornice si guarda e cerca di capire quanto tempo ha ancora il coraggio di aspettare la verità dalle indagini. D'altronde era vero che quella ricerca affannosa le stava regalando l'occasione che non aveva mai avuto il coraggio di creare, non una fuga in un'isola deserta, non la rottura di una normalità che aveva tutte le intenzioni di essere definitiva.

Forse perchè da noi la falsità è un interesse privato, non una forma di rispetto per proteggere l'altro. O forse perchè troppe emozioni si giocano sulla superficie. O forse perchè molti spesso hanno paura di far conoscere ciò che è davvero intimo. Una paura che a volte lascia molti uomini e molte donne chiusi in solitudine e in balia delle decisioni di altri.


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