giovedì 25 febbraio 2021

Come si può scrivere dell'Invisibile?


Questo sentimento. E' odioso. Va preso sul serio e rispettato. E' come il buio. Bisogna imparare ad attraversarlo, notte dopo notte, pur avendone paura. E' una guerra di posizione sfiancante: il virus sta fuori, noi dentro. Lui si è preso i nostri giardini, le piazze, i cinema, i teatri, le biblioteche e noi per il momento dobbiamo aspettare, e odiarlo e sperare che non si sia infilato nei polmoni di nessuna persona amata e, in generale, di nessun altro che c'è divenuto caro pur senza averlo mai visto, senza aver mai sospettato della sua esistenza.

L'invisibile è riuscito in poche settimane in un capolavoro politico impensabile fino a qualche mese prima: siamo una stessa famiglia, l'umanità intera, e ci ammaliamo delle stesse malattie, e non possiamo più stare a casa, e proviamo a distrarci affidandoci di continuo, perchè concentrarci su chi siamo è doloroso.

L'invisibile, bisogna riconoscerlo: non manca di squarciare veli, il nostro nemico, e di mostrarci la bellezza che avevamo dimenticato (...). La vicinanza forzata di ciò che ami, ho scoperto, è motore irresistibile di fuga. Il fatto che abbia cominciato a detestare la mia stessa casa ne è la prova. Mio marito vuole tornare al lavoro. Non metto in dubbio il nostro amore reciproco, ma per nutrirlo occorrono distanza e separazione. Perchè il bisogno primario di un essere umano, subito dopo l'ossigeno è il desiderio. Il desiderio è diventato un dono, ciò che prima creava imbarazzo: la fragilità, la vecchiaia, l'avere bisogno degli altri. Ci sono tante cose che non rimpiango della società di prima.

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