mercoledì 11 maggio 2016

UN CIELO SENZA LUNA


                                                                UN CIELO SENZA LUNA
                                                                          DAVIDE VINCI

Manuel è un ragazzo decisamente attraente e le donne non possono fare a meno di sentirsi affascinate dallo sguardo penetrante dei suoi occhi, dal corpo muscoloso terribilmente virile. Ma tutti lo mettono in guardia, anche il vecchio e saggio nonno. Tuttavia Manuel, con la tipica arroganza di chi è giovane e non vuol far tesoro dell'esperienza altrui, a quei discorsi reagiva con orgogliosa durezza. Che lui fosse un'immaturo cronico, un'egoista tutto preso da se stesso e con il culto di non impegnare troppo il cuore. E' piuttosto uno che va dietro a tutte le ragazze. Ecco chi è veramente Manuel, non ci si può fidare di lui. Dopo l'ennesima delusione in amore, si domandò. Cosa sto facendo? Con prepotente audacia, si fece largo in lui, il desiderio di voler essere proprio da tutt'altra parte. Lì per lì gli parve facile, poi però lo assilivano tutte le implicazioni, così che il desiderio rischio di tornare nel regno dell'impossibile. Ma a poco a poco, la sua intolleranza e la sua disperazione del momento si dileguarono. Una nuova conquista si affacciava all'orizzonte. Devo confessare che la sua presenza divenne ben presto per il protagonista molto più importante del suo interesse per tutto il resto che lo circondava e i loro incontri acquistavano un sapore romantico. Quello che seguì, fu un periodo magico, dolce e irripetibile in cui scopriì emozioni intense e inaspettate. E' vero che Manuel non ho mai avuto tempo per il vero amore, pensava che per lui era difficile incontrare la donna giusta. Ma la fortuna ha fatto sì che la donna giusta venisse a scovare lui. Manuel che aveva scelto di seguire il cuore d'improvviso si rese conto che un sortilegio aveva spezzato la loro unione: L'incantesimo era finito per sempre. Quel giorno sentiva una malinconia che lo sapeva, ci avrebbe messo del tempo a svanire. Nulla adesso rimane di quel dolore, solo un ricordo bellissimo di un amore mai dimenticato, vissuto realmente.

                                                           

martedì 10 maggio 2016

VOGLIA DI TENEREZZA

                                                          VOGLIA DI TENEREZZA
                                                             LARRY McMURTRY

Nell'eterno teatro della loro vita, che non è animato solo da nobili ideali, ma spesso è fatto di azioni mediocri, così come da menzogne e raggiri, infamia e follia. Non è noto il ruolo che gioca la passione amorosa. L'amore infatti, non muove solo gli i moti del cuore, ma anche la storia di Aurora ed Emma, rspettivamente madre e figlia, trascinandole per le vie tortuose e cieche della passione e altre volte verso quelle felici del sentimento. Basta muovere una pedina perchè le trame del destino mutino, il loro corso. Emma la figlia, colei che ha sempre qualcosa che non va. Con un ritmo pressante, si dipana la trama del romanzo in cui ciascuno vuole mettere in scena l'angolo della sua vita. Emma è  la figlia, colei che ha sempre qualcosa che non va. E' una donna tradita, ferita dal marito, ai suoi occhi ormai nient'altro che un donnaiolo incallito e bugiardo. Il romanzo mette in scena le zone d'ombra di vite opposte, di matrimoni abbandonati nell'incertezza dei riguardi del mondo e di se stessi? I segreti celati sono capaci di determinare la fine di un nuovo inizio. Un romanzo che parla della fragile complessità delle storie personali dei protagonisti, caratterizzato da una inquietitudine. Sono questi i personaggi più rilevanti del romanzo, sebbene ve ne siano altri. La trama del romanzo racconta i solidi principi religiosi e morali (almeno in apparenza), vite morigerate. Ma anche due esistenze che impercettibilmente si separano, si fronteggiano per poi scontrarsi nella tortura del silenzio. E da questo silenzio si solleva la voce di Emma: la più pacata, saggia e riflessiva delle due. Vittima di giochi d'amore che l'hanno sempre solo sfiorata, avvolta in ricordi di un tempo remoto e forse felice, custode di sensazioni, eventi che sono stati, per lei, porto sicuro e quiete nella tempesta del vivere. Ma quando i tasselli della verità sembrano ormai dolcemente composti, ecco la voce di Aurora: l'irrequietà, volitica, irruenteAurora, ribelle nell'animo e nei gesti, in fuga da un mondo che invece l'ha incatenata, rendendola prigioniera di sogni sempre più simili a incubi senza voce, a rivelazioni che nessuno, soprattutto Emma, non vuole conoscere. Mentre l'attività del mondo e il benessere conquistato procede travolgendo cose e persone, noi ascoltiamo queste due donne e le loro confessioni: piccoli fatti che si moltiplicano come in un gioco di specchi, materializzandosi per poi sparire sepolti dall'incomprensione e dal dolore. Ascoltiamo cercando di capire, di credere magari  a entrambe, ma soprattutto di non giudicare, perchè la vita di Aurora e Emma, come la nostra, è fatta di frammenti che non riescono a congiungersi. Teso fino allo spasimo sul filo dei sentimenti, Voglia di tenerezza è certamente il romanzo che attesta la straordinaria abilità dell'autrice di rivelare i crimini del cuore, che albergano nell'animo femminile.

                                                           


                                                                        

REBEL - IL DESERTO IN FIAMME

                                                        REBEL - IL DESERTO IN FIAMME
                                                                  ALWYN HAMILTON

Rebel, il deserto in fiamme è un Fantasy per YA. La protagonista è Amani Al'Hiza è un'adolescente che vive con i parenti che la maltrattano e la trascurano, il suo è un destino segnato. Prende allora una improvvisa decisione: andare via da quel posto.

 Dicevano che Deadshot dopo il tramonto appartenesse solo a chi aveva cattive notizie.Io,di cattive, non ne avevo. Ma nemmeno di buone, se è per questo.


 Il suo scopo è quello di trasferirsi in uma città oltre il deserto, che dia più possibilità e cominciare una nuova vita in una terra fertile e verde.

Hai mai desiderato qualcosa con una forza tale da non poterlo più nemmeno chiamare desiderio? Io ho bisogno di andarmene da qui. Ne ho bisogno come ho bisogno dell'aria per respirare.

 E' l'inizio di un lungo viaggio su strade arroventate dal sole cocente e poco sicure, che la porterà a incontrare un personaggio enigmatico dotato di capacità rabdomatiche. Romanzo che raconta con una prosa impeccabile un mondo dominato da disuguaglianze sociali e rapporti di potere in cui, tra le rovine del deserto germogliano violenza, misticismo e superstizione. Un libro avvincente, con una scrittura limpida, ci consegna non soltanto un'eroina che voleva riscattare la sua vita da quel posto dove viveva e per farlo decide di competere a condizioni maschili nel mondo maschile. Ma è anche il ritratto di una terra antica che rischia di scomparire sotto i colpi di mortaio di una guerra infinità. Scritto con una prosa così accattivante, il romanzo si legge con la certezza di essere trascinati di pagina in pagina. Rebel, il deserto in fiamme è una scintillante conferma, delle doti di Alwyn Hamilton come narratrice. Nel romanzo Fantasy, gli elementi Paranormali, che quelli facente parte dei costumi del territorio si fondono in un linguaggio naturale e facile da approcciare che nè fanno una qualità da non sottovalutare. Anche Jin il protagonista maschile, nonchè suo compagno di viaggio e d'avventura è un personaggio misterioso. L'amicizia fra i due nasce a poco a poco è il romanticismo è appena visibile. Mi aspetto che nel prossimo romanzo, alcuni personaggi (Jin) acquistino più carattere.

                                                                     




 

QUANDO IL RESPIRO SI FA ARIA

                                                      QUANDO  IL RESPIRO SI FA ARIA
                                                                    PAUL KALANITHI
 

Dal suo letto sistemato davanti alla grande finestra del soggiorno di casa, vede sfilare le stagioni. Una dopo l'altra, in sequenza. Le vedo ma non le vive. Non gli è più permesso. Non più, da quando il suo corpo si è trasformato in una prigione per la sua mente. E' ormai un lungo tempo che lo tiene in ostaggio. Le giornate, il tempo, passano abbastanza in fretta. Le ore che teme di più sono quelle serali, quando tutti dormono saporitamente. Allora giaceva sveglio nel suo letto e si sentiva sprofondare in un abisso di dolore. Era terrorizzato, ma non lo davo a vedere. La sua  era una paura viscerale, segreta, una paura che lo isolava dagli altri esseri umani. E ciò che lo scatenava era senza nome, almeno all'inizio della malattia, ma dopo diversi esami clinici arrivo il responso spietato è crudele. Aveva pianto tutte le sue lacrime, la prima notte dopo l'infausta notizia. Ora nella profondità del suo essere, si stava preparando ad un compito che sapeva avrebbe impegnato tutte le sue energie. Come un marinaio che appresti la sua imbarcazione per far fronte alla tempesta, si  accingeva ad affrontare la bufera accettando ciò che la sorte aveva in serbo per lui e cercando di cavarsela nel miglior modo possibile. Giorno per giorno si allontanava da tutto ciò che lo circondava. Alcune volte sembrava sordo, altre volte cieco. Per un certo periodo desiderò di starsene per conto proprio, di non vedere nessuno. Con il tempo si rese conto che la sua famiglia cercava di raggiungerlo nel suo mondo di solitudine, non ci riuscivano in un primo momento: lui non voleva. Era sempre stanco. Probabilmente anche gli amici lo giudicavano strano. Paul trovava difficile parlare con loro: sembrava che non ci fosse nulla da dire, che ogni conversazione fosse insignificante, che la banalità dominasse i rapporti umani. Eppure, imparò poco a poco a vivere la giornata. Imparò anche che il dolore ha diverse intensità e che lui non riusciva a soffrire oltre un certo limite. La vita continuava è malgrado tutto, voleva viverla fino alla fine.

                                                                     

IL LADRO DI NEBBIA

                                                                     IL LADRO DI NEBBIA
                                                                          LAVINIA PETTI

Per il famoso Antonio Fonte, scrittore di libri, l'uscita del nuovo romanzo, si presenta quasi impossibile. Lo scrittore si è isolato dal mondo esterno, vive da solo e a tenergli compagnia c'è la sua gatta Calliope, che per lui è tutta la sua famiglia. Fonte ricorda il passato, quando ancora non era uno degli scrittori più conosciuti ed era solo un giovane innamorato. Ora tutto è cambiato, il successo si sa, ha un prezzo, quello che ancora Fonte non sa, che qualcosa di imprevisto sta per accadergli. Inizia così, da un episodio, quasi banale come il ritrovamento di una lettera, la sua drammaticità e lo scrittore scoprirà che, se è vero che basta un attimo perchè tutto vada in frantumi, la vita va avanti e ci chiede  di tenere il passo mettendo a repentaglio la sua tranquillità o rischiare di farsi sopraffare dai fantasmi del passato. Tutto cambia, quando un giorno tra la corrispondenza pervenutagli trova una lettera, della quale Fonte non ricorda nulla. Cerca di dare un senso a quelle parole e all'oscuro segreto che custodiscono. Da allora qualcosa nel suo comportamento è cambiato. Fonte che è abituato a descrivere la vita degli altri, adesso è costretto a guardare nella propria ad aprirsi agli altri, mettendo a nudo la sua sensibilità, il suo dolore, la sua rabbia. Quella lettera dimenticata che Fonte credeva di avere perso, ma che adesso stringe tra le mani per la prima volta dopo anni, parla di un uomo ucciso. Ora non può più nè cancellare, nè nascondere nel profondo quel segreto mai confessato. Eppure, quando crede che il peggio sia alle spalle si ritrova tra le mani una lettera, dalla quale tutto è cominciato. Lo scrittore non poteva immaginare che quella lettera riuscisse a toccare le note più nascoste della sua anima. Quelle righe nascondono un fascino oscuro, che giorno dopo giorno si trasforma in un'ossessione. I ricordi cominciano a vivere solo nel momento in cui vengono ricordati, ma se davvero Fonte aveva voluto dimenticare, un motivo ci doveva essere. Ora non può più ignorare, una notte di tanti anni fa. Una notte che non ha mai raccontato a nessuno, un segreto che gli tormenta l'anima e che potrebbe tramutare un vento troppo forte in una tempesta, distruggendo tutto, forse anche l'istinto irrazionale che lo spinge a tornare sempre indietro a Tirnail, nel Regno delle cose perse e dove tutto viene conservato. A volte la salvezza può arrivare nella maniera e dalle persone o oggetti più impensate, si apre così uno squarcio nel buio dei ricordi. La trama del libro cammina accanto a personaggi di questo romanzo, li tocca e li travolge, figure forti immerse nei profumi e nella nebbia di Napoli, segnate da drammi che da piccoli e quotidiani, diventano grandi e universali.



lunedì 9 maggio 2016

DISCLAIMER

                                                                      DISCLAIMER

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mercoledì 4 maggio 2016

MADAME BOVARY

                                                                    MADAME BOVARY
                                                                  GUSTAVE FLAUBERT

Al centro della storia di "Madame Bovary" di Gustave Flaubert c'è Emma Rouault, figlia di un proprietario terriero, che andata in sposa al dottor Bovary, si sente insoddisfatta sia della personalità grigia e mediocre del marito sia della vita monotona ch'egli la costringe a vivere. La donna sogna il successo sociale, avventure galanti e, soprattutto, il grande amore romantico. Incapace, da una parte, di abbandonare il marito e dall'altra, di rinunciare alle proprie ambizioni, finisce per abbandonarsi a colpevoli relazioni prima con uomo affascinante e superficiale, poi con un praticante notaio. Da questi due rapporti però Emma non trae alcuna felicità; l'amara esperienza vissuta non le è di alcuna utilità. Scende sempre più in basso nella china del vizio finchè, piena di debiti, non potendo farvi fronte, si uccide. Il marito, che le aveva perdonato le sue infedeltà e che non aveva mai cessato di amarla, la segue poco dopo nella tomba. Flaubert definisce le carateristiche fondamentali della protagonista dell'opera già nella descrizione del suo abbigliamento: la vestaglia tutta aperta, la camicia coi tre bottoni d'oro, la cintura, le pantofoline rivelano una raffinata eleganza, ma anche una trascuratezza, vanità e delusione. Questi aspetti dell'indole di Emma vengono definiti ancor meglio subito dopo: bighellona da una parte all'altra della casa, senza far mai nulla di importante nè portare a compimento alcuna delle azioni che intraprende come presa da una strana inquietitudine. La sua mente è attraversata da pensieri più contraddittori che si susseguono l'uno all'altro senza alcun nesso logico: viaggiare, tornare in convento, morire, vivere a Parigi. Queste vane illusioni, i progetti così vaghi e del tutto irrealizzabili sono le espressioni, e non le cause, della sua crisi di insoddisfazione indefinibile e pur grave. E' questa sua incertezza, insieme alla debole volontà l'origine delle vicende che seguiranno nel romanzo. Il marito è una sua vittima, Emma cerca qualcuno su cui scaricare il proprio scontento, al quale attribuire la responsabilità della propria infelicità; cerca in altre parole un colpevole per poter continuare a sentirsi vittima, e a compiangersi. Il dottor Flaubert non è un cattivo marito: è onesto, stimato, valente, fedele alla moglie. Tutto quel che gli si può rimproverare è che manca, forse di sensibilità. Ma Emma gioisce di notarne la grossolanità, gli atteggiamenti poco raffinati, l'incipiente pinguedine; alimenta così in se stessa una tenace ostilità nei confronti dello sposo, per sentirsi diversa da lui, superiore.  Questo romanzo di Flaubert è considerato il capolavoro della letteratura realistica. L'opposizione al gusto romantico è evidente sia nel modo in cui l'autore ritrae gli ideali e le fantasticherie della protagonista, mettendone in evidenza la morbosità, l'egoismo e l'immoralità che vi si nascondono, sia nello stile che adotta, di assoluta oggettività. I fatti, cioè, sono presentati nella loro cruda verità, senza che lo scrittore intervenga mai a commentare la vicenda che va narrando o a giudicare direttamente o in direttamente i suoi personaggi.


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