giovedì 22 agosto 2019

POST 234/19 -- 1939- 2019 IL PRIMO SETTEMBRE DI OTTANT'ANNI FA SCOPPIAVA IL SECONDO CONFLITTO MONDIALE.



1939 - 2019  Il primo settembre di ottant'anni fa scoppiava il Secondo conflitto mondiale.

Oggi nel 2019 ci si chiede se una <<cosa del genere potrebbe accadere di nuovo>>. Sono stati raccolti molti pareri, tutti concordi nel concludere che <<sì, potrebbe succedere di nuovo>>. Vi sono molte <<zone calde>>, suscettibili di diventare <<punti di innesco>>, di un nuovo conflitto. L'elenco è infinito perchè, in un mondo multipolare, ogni angolo della Terra è oggetto di interessi multipli, quasi sempre opposti, e talvolta conflittuali. Se si dovessero concretizzare, questi eventi finirebbero per <<ridurre la fiducia, indebolire gli investimenti, dislocare le filiere locali e rallentare notevolmente la crescita globale>>. E' questo il pericolo più grave, l'ipotesi di una crisi economica globale provocata da mosse irresponsabili di leader ossessionati dai consensi elettorali.

domenica 11 agosto 2019

RECENSIONE #87/19 L'ANIMLE CHE MI PORTO DENTRO bY FRANCESCO PICCOLO - EINAUDI

Di quante cose è fatto un uomo? Sensibilità, ferocia, erotismo e romanticismo, debolezza, sete di potere. Ci vuole un certo coraggio per indagare la profondità del maschio, sempre che esista: non è detto che ci piaccia tutto quello che vedremo. In questo romanzo serio, divertente, spietato, Francesco Piccolo racconta, come solo lui sa fare, la vita di molti attraverso una sola.
L’animale che mi porto dentro
L'animale che mi porto dentro
FRANCESCO PICCOLO
EINAUDI
2018

Supercoralli

pp. 240

€ 19,50
Il libro
 


«Quello che tenevo compresso dentro di me, nell’ora di educazione fisica o durante i film di Maciste, o certe sere quando andavo a dormire e avevo paura, era l’angoscia di dimostrare di essere maschio. Doverlo far vedere a tutti, ogni ora, ogni giorno, ogni settimana. E ogni volta misurare la mia inadeguatezza». «Se c’è qualcosa che mi dispiace molto, se ho un dolore fisico, se ho una scadenza, se devo risolvere un tarlo interiore, se ho dei dubbi, se ingrasso, se mi colpisce un lutto molto doloroso, se faccio un incidente per strada – ignoro; ignoro tutto. Vado avanti, non voglio intoppi. Continuo». Quella che Francesco Piccolo racconta è la formazione di un maschio contemporaneo, specifico e qualsiasi. Il tentativo fallimentare, comico e drammatico, di sfuggire alla legge del branco – e nello stesso tempo, la resa alla sua forza. La lotta indecidibile e vitale tra l’uomo che si vorrebbe essere e l’animale che ci si porta dentro. Perché esiste un codice dei maschi; quasi tutte le sue voci sono difficili da ripetere in pubblico, eppure non c’è verso di metterle a tacere. Tanti anni passati a cercare di spegnere quel ronzio collettivo per poi ritrovarsi ad ascoltarlo, nel proprio intimo, nei momenti piú impensati. «Dentro di me continuerò sempre a chiedermi: siete contenti di me? sono come mi volevate?» In un mondo da sempre governato dai maschi, capirli è la chiave per guardare piú in là. Per questo il racconto si nutre di tutto ciò che incontra – Sandokan e Malizia, i brufoli e il sesso, l’amore e il matrimonio, l’egoismo e la tenerezza – in un andamento vivissimo ma riflessivo, a tratti persino saggistico, che ci interroga e ci risponde, fino a ridisegnare il nostro sguardo.

RECENSIONE
L'autore Francesco Piccolo: dopo aver vinto lo Strega 2014 con " Il desiderio di essere come tutti", alla fine dello scorso anno ha pubblicato un libro che ha fatto molto discutere. "L'animale che mi porto dentro", ossia l'esatto contrario di quei libri rassicuranti e più o meno seriali che si sfornano solitamente dopo aver vinto uno Strega. "L'animale che mi porto dentro", non è un libro carino. Non è un libro di quelli che dopo aver concluso la lettura scompaiono dalla memoria, che si confondono e sovrappongono ad altri. Questo è in realtà un libro inconfondibile e indimenticabile.
Nel libro c'è, beninteso, la voce di Piccolo. Sono pochi gli scrittori italiani che oggi posseggono una voce riconoscibile. "L'animale che mi porto dentro" rappresenta un'evasione dalla confortevole gabbia di protezione. Un libro che molti lettori hanno definito coraggioso ma che meglio potrebbe essere definito rischioso. Un libro che può essere detestato sia dai lettori maschi, con l'accusa di delazione, che dalle lettrici donne, per via di un protagonista che, al netto dei suoi sforzi e dell'evoluzione della specie, tende ad apparire come un maschio capobranco.
La maniera in cui il libro è stato accolto dai lettori e dalla critica potrebbe essere oggetto di ulteriore filazione letteraria, e così via. "L'animale che mi porto dentro" racconta una serie di intimi e radicati istinti maschili. Quelli che ci portano a guardare negli occhi una ragazza, discutere con lei di heidegger, fingere di ascoltare la sua interpretazione di "Essere e tempo e in realtà interrogarci sull'esatta forma delle sue tette, se lasciate libere. Sono tutti così, i maschi?" No, hanno detto molti maschi dopo aver letto il libro. Solo Philip Roth e Francesco Piccolo, hanno detto altri. Speriamo di no. Temiamo di sì hanno pensato molte donne, alcune dicendolo apertamente.
La polemica è insorta sia su carta stampata che su Internet, con frecciatine anche velenose (un autore Premio Strega è un bel bersaglio) e opinioni contrastanti fra i due opposti di porcheria e capolavoro. In ogni caso, bisogna ammettere che affrontare un argomento come la rozza complessità del genere maschile è di per sè un merito, perchè significa affrontare i luoghi oscuri di ciascuno di noi. La domanda correlata che ogni lettore maschio idealmente rivolge all'autore Francesco Piccolo, oltre a <<Come ti sei permesso?>> , è << Chi te l'ha fatto fare?>>. Domanda tossica provocatoria come poche altre, visto che maschera il nichilismo di chi è portato a non prendere mai nessun rischio.

RECENSIONE #86/19 CHI HA UCCISO MIO PADRE by EDOUARD LOUIS - BOMPIANI

 

Chi ha ucciso mio padre

Formato Legatura
Pagine 130x180
Cartonato con sovraccoperta 96
In libreria da Marzo 2019
  € 12


Édouard Louis

Édouard Louis ha curato il volume Pierre Bourdieu: l’insoumission en héritage (PUF, 2013) ed è ideatore e direttore della collana “Des Mots” della Presses Universitaires de France. Il suo primo romanzo, Farla finita con Eddy Bellegueule, è diventato subito un caso in Francia, dove ha venduto oltre 300.000 copie ed è in corso di pubblicazione in dodici paesi. 

RECENSIONE

Édouard Louis, il giovane scrittore protagonista nel 2014 del caso letterario "Il caso Eddy Bellegueule", che si è confermato con "Storia della violenza" e pubblica adesso in Italia "Chi ha ucciso mio padre". Louis torna a parlare della sua famiglia di sottoproletari del Nord della Francia, in particolare del padre un tempo omofobo, razzista e violento e oggi fiero di lui, in un testo breve, pensato per il teatro. Un libro potente, di lotta politica e letteraria insieme, in cui Louis fa i nomi dei responsabili della disgrazia morale, sociale e fisica del padre: Jacques Chirac, Nicolas Sarkozy, Emmanuel Macron, Marin Hirsch e altri.

Nel romanzo "Chi ha ucciso mio padre" sono presenti i problemi denunciati in seguito dal movimento dei gilet gialli. L'autore racconta una storia personale, quella del padre. Quando ha visto le condizioni di salute del padre che a cinquant'anni, con la schiena spezzata, ha voluto spiegare che le condizioni del corpo del padre derivano dal posto che gli è stato assegnato nel mondo, ed esse non sono una fatalità.

Il romanzo "Chi ha ucciso mio padre" ha fatto molto discutere, nelle sue pagine c'è la scelta dell'autore di indicare gli <<assassini>> del padre. La lettura di questo romanzo è imperdibile per chiunque. Il libro poggia su due pilastri: registro personale e politico. I due elementi si incrociano. Soprattutto per togliere alla politica quella dimensione tecnocratica, astratta, che sembra avere da troppo tempo.

La politica provoca effetti sui corpi. Tutta una parte del mondo politico non smette di mascherare questo, come se la politica fosse una questione di gestione, o di estetica, di visione della società, o di concetti vaghi come il vivere insieme.

Sebbene i gilet gialli si sono resi protagonisti di atti e slogan antisemiti, razzisti, omofobi. Ci si batte contro le ineguaglianze, contro la povertà e la discriminazione di classe, non mi interessa sapere se il singolo lo merita o no, afferma l'autore e aggiunge: "Mi batto contro la poverta, non mi interessa se mio padre lo merita. Lotto perchè è giusto".


RECENSIONE #85/19 FALSA PARTENZA by MARION MESSINA - LA NAVE DI TESEO

 

 Falsa partenza

Marion Messina (Autore), A. M. Lorusso (Traduttore)  

Editore: La nave di Teseo 

Collana: Oceani 

Lingua: Italiano

 Copertina flessibile: 173 pagine

€ 17

 

SINOSSI

Aurélie ha vent’anni. È francese, viene dalla provincia, da una famiglia operaia che ha condotto una vita di sacrifici per consentire ai figli di studiare e di fare uno scatto sociale. Alejandro ha la sua stessa età. È colombiano, nel suo paese era agiato e credeva che in Europa avrebbe avuto un grande avvenire. Arriva in Francia per studiare; qui, però, resta un immigrato: qualsiasi cosa faccia, qualsiasi cosa dica, sembra che le sue origini non possano mai essere messe da parte.
Con il loro carico di frustrazione, solitudine e il bisogno di guadagnarsi da vivere con lavori precari, i due si incontrano e si innamorano: è una storia d’amore che travolge Aurélie e sorprende Alejandro, allentando almeno per un po’ la morsa della delusione nei confronti del futuro e quel senso di estraneità dal resto del mondo che li percorre in modo così diverso.
Ma presto neanche la passione non basta più: servirebbero sicurezze economiche e lavorative, progetti, un’accettazione sociale che, prima a Grenoble e poi a Parigi, sembra impossibile per entrambi.
Il romanzo d’esordio di Marion Messina, acclamata in Francia come la nuova Houellebecq, è un racconto lucido e inesorabile delle difficoltà del mondo d’oggi per chi ha vent’anni, quando tutti ti dicono che hai il futuro davanti, ma ti ritrovi incagliato in un infinito susseguirsi di false partenze.

Marion Messina

 

Proveniente dalla banlieue, cresciuta in una famiglia di operai bibliofili e gourmet, Marion Messina ha studiato Scienze politiche e si è specializzata in Agraria. Falsa partenza è il suo primo romanzo. 








RECENSIONE
"Falsa partenza" by Marion Messina è un romanzo importante, in cui la trama, gli intrecci privati, la dimensione puramente personale dei protagonisti si interseca felicemente con uno sguardo ai dettagli della condizione umana di questa Europa di inizio secolo. Uno sguardo attento ed empatico che solo la letteratura riesce a raffigurare pienamente. Il romanzo "Falsa partenza" dell'esordiente francese Marion Messina (la nave di Teseo), ha un ritmo, un passo e una profondità davvero singolari in un'autrice al suo primo romanzo. Nel romanzo "falsa partenza" di Marion Messina a essere rappresentata è la frustazione sorda dei nuovi <<esclusi>>, dei giovani e meno giovani che vedono spezzarsi i meccanismi dell'emancipazione sociale, promessa dalla modernità e non sanno come arginare la delusione di una promessa non mantenuta. 

Il mondo della protagonista Amèlie del romanzo di Marion Messina, descrive il mondo dei figli del proletariato, sentono solo il grigiore di corsi di studi seguiti con meccanica indolenza senza la minima fiducia che il corso della vita possa davvero cambiare e dare forma a un'esistenza ricca, soddisfacente, addirittura elettrizzante. Lavori precari e sottopagati a vita, dove ogni ambizione appare ridicola. Dettagli di un disagio, di una disperazione sottile ma invincibile che spiega tante cose sulla sensibilità collettiva di questa contemporaneità europea. I dettagli che la letteratura riesce a cogliere, più e meglio di un trattato di sociologia politica.

Nel romanzo "Falsa partenza" di marion Messina, i figli del proletariato sentono solo il grigiore di studi seguiti con indolenza senza la minima fiducia che la vita possa cambiare.

RECENSIONE #84/19 UN GRIDO NELLE ROVINE by KEVIN POWERS - LA NAVE DI TESEO


Un grido nelle rovine

  C. Prosperi (Traduttore)   

Editore: La nave di Teseo (28 febbraio 2019) 

Collana: Oceani 
Lingua: Italiano 
Copertina flessibile: 272 pagine
  € 19


Sinossi 


Autunno 1652. Piantagione di Beauvais, Virginia. Guerra civile americana. Il proprietario terriero Antony Levallois è stanco della produzione di tabacco e cotone. Sa che il futuro appartiene ai grandi capitali e all’industria. È un uomo senza scrupoli, che mira soltanto a difendere i suoi interessi e a ingrandire la sua ricchezza. Quando il vicino Bob Reid parte per la guerra, Levallois sfrutta la sua assenza per soffiargli la proprietà, sedurre e sposare Emily, la figlia dodicenne di Reid e prendersi i suoi schiavi, fra cui la giovane Nurse.
Quando Bob Reid torna a casa dal fronte, sfigurato e mutilato, non trova più nessuno ad attenderlo, la sua tenuta non gli appartiene più e sua figlia è sposata con il responsabile della sua rovina. A un uomo disperato resta una sola scelta: la vendetta.
L’acclamato autore di Yellow Birds torna con un romanzo faulkneriano sul potere e la violenza. Un libro che solo apparentemente racconta la guerra civile americana e lo schiavismo, per esplorare piuttosto la potenza delle pulsioni che muovono ogni uomo.

Kevin Powers

Kevin Powers, nato e cresciuto a Richmond, Virginia, ha servito nell’esercito americano in Iraq nel 2004/05. Ha studiato Letteratura inglese presso la Virginia Commonwealth University. Il suo primo romanzo, Yellow Birds, un caso editoriale internazionale, ha vinto il Guardian First book Award, l’Hemingway Foundation/PEN Award ed è stato finalista al National Book Award. La sua prima raccolta di poesie, Letter Composed During a Lull in the Fighting, pubblicata nel 2014, è stata candidata al TS Eliot Prize e al Forward Prize.


RECENSIONE 

Kevin Powers, l'autore che conquistò pubblico e critica nel 2012 con Yellow Birds, il suo romanzo d'esordio ispirato all'esperienza militare vissuta a 17 anni in Iraq, è tornato a casa, nel Sud degli Stati Uniti. E ha deciso di raccontare una nuova storia di violenza, radicata stavolta nel luogo dov'è cresciuto, la contea di Chesterfield in Virginia, ai tempi della Guerra civile, tra le brutalità dello schiavismo e dei combattimenti. In "Un grido tra le rovine (La nave di Teseo) come in Yellow Birds c'è un veterano che torna dal fronte durante il conflitto, qui si tratta del proprietario terriero Bob Reid, il quale scopre che il vicino Antony Levallois, ha sfruttato la sua assenza per soffiargli la tenuta, sedurre e sposare la figlia adolescente e prendersi i suoi schiavi.

La trama contenuta nel romanzo "Un grido nelle rovine", è una storia vera, racconta dell'omicidio del proprietario di piantagioni Antony Robin è una vicenda nata a Chesterfield Country. Una storia infame iscritta nel paesaggio che kevin Powers conosce bene. A lungo ha occupato la sua mente, alla fine l'ha romanzata, per esaminare i temi che gli stanno a cuore. Il risultato è una combinazione tra la familiarità dei luoghi che hanno influenzato la sua comprensione del mondo e il tentativo di andare oltre la sua percezione grazie alle ricerche storiche.

Ecco allora, una storia come amore e violenza siano entrambi fondamentali per l'umanità. La violenza porta sempre a nuova violenza ma anche che, per essere commessa, non abbia bisogno di essere sollecitata, istigata. Ci sono modalità diverse in cui viene esercitata nella storia in generale: intima o esteriore, strumentale, su scala industriale. In particolare la violenza scaturisce dall'esistenza stessa dell'umanità. Nel romanzo il veterano Bob Reid torna a casa mutilato, senza un braccio, e la gente distoglie lo sguardo perchè in lui vede il proprio fallimento, la disfatta del Sud. 

Il romanzo pone l'interrogativo sull'idea che un vicino di casa abbia avuto un rapporto, intimo con la sofferenza e la morte deve generare una specie di disgusto e di ripugnanza. Ma la maggior parte dei civili non pensa affatto allo stato dei nostri conflitti recenti: (Iraq e Afghanistan). Certo e che il trattamento medico dei veterani è migliorato molto, grazie anche alle conoscenze sul disturbo post- traumatico da stress e sulle ferite morali.

Nel romanzo uno dei protagonisti nasce intorno al 1860 e vive fino agli anni Cinquanta del XX secolo. L'autore ha cercato di tracciare una linea diretta tra la fine della Guerra civile e gli anni Cinquanta e chiedere cosa sia cambiato nell'arco di una vita. Questi eventi non fanno parte della Storia antica ma è facile pensarli come fossero recenti. Mentre la storia del conflitto è stata decisa sul campo di battaglia, le divergenze che l'hanno causato non sono state pienamente risolte. Quelli che dicono che siamo sull'orlo di una Guerra civile esagerano, ma le tensioni irrisolte tornano a essere sottolineate oggi.

Il Sud degli Stati Uniti è cambiato, oggi? La fine della schiavitù è stata un enorme cambiamento, ma la struttura gerarchica della società è rimasta. Le condizioni di vita materiali sono migliorate, tuttavia la questione chiave della nazione è se il cuore stesso della nazione possa o no cambiare.

RECENSIONE #82/19 e 83/19 IL RACCONTO DELL'ANCELLA e L'ALTRA GRACE by MARGARET ATWOOD - PONTE ALLE GRAZIE

Da sempre denuncia sorprusi e discriminazioni, ambientando le sue storie in un futuro da incubo o in un lontano passato. Pura invenzione? Purtroppo no. E ora ci esorta : <<Stiamo all'erta: cìè sempre chi vuole limitare i nostri diritti.>>


 Il racconto dell'Ancella
Margaret Atwood
Narrativa
Collana: Scrittori
Pagine: 400
Prezzo: € 16.80
In libreria dal: 27 Giugno 2019
Libro  disponibile

Il libro 


In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Offred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Gilead: garantire una discendenza alla élite dominante. Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette Ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione. Mito, metafora e storia si fondono per sferrare una satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c'è anche la volontà di colpire, con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, dietro il paravento di tabù istituzionali, fonda la sua legge brutale sull'intreccio tra sessualità e politica. Quello che l'Ancella racconta sta in un tempo di là da venire, ma interpella fortemente il presente.


L'altra Grace
Margaret Atwood
Narrativa
Collana: Scrittori
Pagine: 476
Prezzo: € 20.00
In libreria dal: 19 Ottobre 2017
Libro  disponibile

Il libro

Nel 1843 il Canada è sconvolto da un atroce fatto di cronaca nera: l’omicidio del ricco possidente Thomas Kinnear e della sua amante, la governante Nancy Montgomery. Imputata insieme a un altro servo, la sedicenne Grace Marks viene spedita in carcere e, sospettata di insanità mentale, in manicomio. A lungo oggetto dei giudizi contrastanti dell’opinione pubblica – propensa a vedere in lei ora una santa, ora una carnefice – la protagonista del romanzo può finalmente raccontare la propria vita al giovane dottore Simon Jordan. Convinto di mettere le proprie conoscenze al servizio della verità sul caso, e al tempo stesso contribuire al progresso della scienza psicologica, Jordan non potrà fare a meno di restare ammaliato da questa personalità complessa e inafferrabile.
Nelle mani di Margaret Atwood, il dialogo che si instaura tra i due si trasforma nel ritratto psicologico di una persona due volte vittima del sistema sociale – in quanto povera e in quanto donna – e assurge a denuncia delle enormi contraddizioni di una società maschilista e tormentata da conflitti interni perché incapace di accettare l’«altro».

 

IL RACCONTO DELL'ANCELLA e L'ALTRA GRACE
(entrambi di nuova edizione di Ponte alle Grazie)
Sono i romanzi di Margaret Atwood diventati quest'anno serie televisive di successo.
Alri due libri della scrittrice sonos stati opzionati per diventare film o serie tv.
Ma i titoli rimangono ancora top secret.


SOTTOMESSE 

Sono le donne raccontate da Margaret Atwood. Che invita a non abbassare la guardia.



Da sempre denuncia sorprusi e discriminazioni, ambientando le 
sue storie in un futuro da incubo o in un lontano passato. 
Pura invenzione? Purtroppo no. E ora ci esorta: <<Stiamo 
all'erta: c'è sempre chi vuole limitare i nostri diritti.>>



Margaret Atwood, 78 anni, è nata a Ottawa (Canada). La madre era una nutrizionista, 
il padre un entomologo. Le ricerche dei genitori la portano a passare l'infanzia nelle foreste
del Quèbec. Dopo la laurea, inizia a scrivere: è autrice di oltre 60 libri. 
E' sposata con Graeme Gibson, scrittore, da cui ha avuto una figlia.

RECENSIONE

Nell'Annex, il quartiere di Toronto dove vive, l'hanno ribattezzata "strega". La cosa non le dispiace affatto. <<Il timore, si sa, ispira più rispetto dell'amore>>, dice Margaret Atwood. Capelli argentei ed elettrici, sguardo aguzzo e spirito più vivace di una ragazzina, ha appena ritirato in Italia il Premio Chandler, riconoscimento che il Noir in Festival assegna ogni anno a un prestigioso scrittore internazionale. E ha conquistato tutti con il suo humour tagliente. Non è un caso che a 78 anni sia una delle scrittrici più amate e lette del mondo: ogni tanto il nome compare nella lista dei probabili vincitori del Premio Nobel per la Letteratura. La rivista Time l'ha appena inserita nell'elenco annuale delle 100 persone più influenti al mondo.

Originaria del Canada, figlia di due scienziati, ha firmato non solo romanzi (partendo dal primo La donna da mangiare del 1969, passando per L'assassino cieco con cui ha vinto il Booker Prize nel 2000, fino a Il canto di Penelope del 2005), ma anche racconti, poesie, saggi e sceneggiature.

Negli anni ha spaziato dalla narrativa pura alla fantascienza, fino al giallo storico. E ultimamente si è divertita a misurarsi con Shakespeare, rivisitando La tempesta, in Seme di strega (Rizzoli). Ma Atwood è più di una scrittrice. E' diventata per le donne una sorta di guida: l'epiteto di "strega", infatti, le arriva dalla sua capacità di visione e di anticipare gli eventi. Con i suoi libri ha acceso i riflettori sulla condizione femminile, sui tentativi di discriminarci e renderci subalterne, e su temi come l'ambiente e l'ecologia.

Il suo pensiero, poi, è arrivato anche ai giovani grazie all'approdo in tv di due storie tratte dai suoi romanzi. La prima è l'acclamatissima The Handmaid's Tale (Il racconto dell'ancella uscito per la prima volta nel 1985), inquietante viaggio in un futuro distopico in cui un governo teocratico che si ispira al puritanesimo americano tiene in schiavitù le donne e seleziona ragazze fertili obbligandole ad accoppiarsi con uomini potenti per dar loro dei figli.

l'altra è la miniserie L'altra Grace (1996), la cui trama si ispira a un fatto di cronaca avvenuto in Canada a metà '800: l'omicidio di un ricco nobile e della sua governante-amante, di cui venne accusata la cameriera di casa, Grace Marks, insieme allo stalliere.




Sarah Gadon, 30 anni. E' la protagonista della serie L'altra Grace (su Netflix), storia vera di una cameriera sedicenne che, nel 1843, venne accusata dell'omicidio del suo datore di lavoro e dell'amante dell'uomo. La Atwood ha raccontato di essersi appassionata alla vicenda dopo aver notato che le donne accusate di crimini violenti sono spesso vittime dei pregiudizi e delle contraddizioni di società maschiliste.



Una scena di The Handmaid's Tale. la serie ha vinto 8 Emmy Awards e ha conquistato tre nomination ai Golden Globe. 

Domande che vorrei rivolgere in una intervista alla Signora Margaret Atwood:

- Signora Atwood, nel corso degli anni molti le hanno attribuito poteri da indovina, i suoi libri sembrano più attuali oggi di quando sono stati scritti.

- Sia ne Il racconto dell'ancella, sia in altri romanzi, ci ha mostrato come il potere di un regime assolutista passi per prima cosa attraverso il controllo delle donne. Ci spiega il perchè?

- Per Lei cambiare in modo definitivo la condizione femminile è insita nel potere economico?
- Come si sente a essere etichettata come femminista? Saprà che da molte donne è considerata una guida?



lunedì 5 agosto 2019

RECENSIONE #81/19 SUNFALL by JIM AL-KHALILI - BOLLATI BORINGHIERI

Sunfall

Traduzione di Carlo Prosperi
Anno 2019
Formato Cartonato
N° di pagine 416 
€18.60




2041. Pericolo dal Sole: entro poche ore, emissioni straordinarie di massa coronale colpiranno la Terra, già a rischio per l’indebolimento del campo magnetico che protegge il pianeta. In Nuova Zelanda un’aurora australe, che dovrebbe essere rivolta a sud, appare invece a nord. Un aereo in atterraggio a Nuova Delhi si schianta al suolo per il danneggiamento dei satelliti di comunicazione dovuto a una raffica di particelle ad alta energia provenienti dallo spazio. Su un’isola delle Bahamas si scatena un uragano di violenza inaudita.
La Terra è fuori controllo e le autorità mondiali stanno nascondendo la verità sulla catastrofe imminente per non seminare il panico. Toccherà a quattro scienziati, due uomini e due donne, far ricorso a tutto il  proprio sapere, al proprio coraggio e alla propria inventiva per salvare il pianeta. Ma c’è chi è convinto che l’estinzione dell’umanità sia l’unica soluzione possibile…
Dal notissimo fisico quantistico Jim Al-Khalili, un romanzo scientificamente plausibile che ci proietta nel futuro, un thriller dal ritmo serrato che svela chi saremo e come vivremo tra non molti anni e, soprattutto, ci ricorda che in un mondo di raffinate tecnologie – a partire dai droni e dalle intelligenze artificiali, così simili a quelle che già conosciamo – la variabile umana e la conoscenza rimangono le nostre principali alleate. Con grande accuratezza scientifica, Jim Al-Khalili conduce il lettore in un futuro agghiacciante e ma allo stesso tempo più vicino a noi di quello che possiamo pensare.  
RECENSIONI DEL LIBRO: