mercoledì 4 settembre 2019

POST #255/19 ACHIVIO DEI BAMBINI PERDUTI by VALERIA LUISELLI - LA NUOVA FRONTIERA

Che fine fanno i bambini che attraversano da soli la frontiera? Bambini in mano a delle Bestie. Le loro voci non sono udibili. Non ci sono, non sono mai esistiti. Altri bambini vengono spediti in un riformatorio ovvero, una colonia penale Kafkiana, una fabbrica di abusi. E' una discesa agli inferi un'iniziazione al contrario, un'avventura al contrario nel mondo dei mostri. 




Archivio dei bambini perduti

 Traduttore: Tommaso Pincio 
Editore: LA NUOVA FRONTIERA
Collana: Liberamente 
Pagine: 448 
Paese: Messico 
Pubblicato il: 29/08/2019
  € 20,00
 
 

Archivio dei bambini perduti




  • “Riempie l’abitacolo dell’auto con il calore del suo respiro da cucciola e ci parla dal sedile posteriore; racconta storie lunghe e incomprensibili che mi ricordano i testi di certe canzoni del tardo Bob Dylan, post-conversione al cristianesimo. Poi, piuttosto repentinamente, sembra quasi stancarsi di essere al mondo, perché si azzittisce, guarda fuori del finestrino e non dice una parola. Forse è in uno di questi momenti dilatati in cui conoscono il mondo in silenzio, che i nostri bambini cominciano a staccarsi da noi, facendosi a poco a poco insondabili. Non smettere di essere una bambina, penso, ma non glielo dico. Lei guarda fuori del finestrino e sbadiglia. Non so a cosa stia pensando, cosa capisca e cosa no.”
    Una macchina avanza sulle strade americane. All’interno una coppia e i due bambini nati da precedenti relazioni. Il padre e la madre sono documentaristi, si sono conosciuti durante una mappatura degli idiomi parlati a New York, la metropoli linguisticamente più eterogenea del pianeta. Si sono lasciati alle spalle la casa in cui sono diventati una famiglia. Davanti a loro una lunga lingua d’asfalto che li spinge verso un futuro incerto. Sono diretti in Arizona: il padre vuole visitare il luogo dove l’ultima banda di guerrieri apache si è arresa all’esercito americano. La madre vuole invece vedere con i propri occhi la realtà di quella che i notiziari chiamano “emergenza migratoria”: bambini che attraversano da soli il confine.
    In un alternarsi di paesaggi desertici, polverose città di frontiera e soste in motel, si delinea una nuova mappa dell’America d’oggi, un territorio profondamente segnato dalla storia, dalle migrazioni e dalle conquiste. Lo stesso paesaggio che, in cima a un treno merci, attraversano anche i bambini perduti con un numero di telefono cucito sui vestiti.
    Con Archivio dei bambini perduti Valeria Luiselli ha scritto il grande romanzo del presente americano, un lessico famigliare composto di voci, testi, suoni e immagini che unisce al senso politico dello scrivere l’idea che vita e letteratura siano un unico e sterminato labirinto di echi e rimandi continui.
    Un nuovo classico che rompe ogni schema. Nelle mani di Luiselli il romanzo torna a essere veramente nuovo: elettrico, flessibile, seducente e originale. –
     The New York Times

    Biografia

    Valeria Luiselli 

     Valeria Luiselli (Città del Messico, 1983) è autrice di due romanzi, Volti nella folla e La storia dei miei denti e dei saggi Carte False e Dimmi come va a finire, tutti pubblicati da La Nuova Frontiera. Collabora abitualmente con numerosi giornali e riviste di lingua spagnola e inglese tra cui The New York Times, The New Yorker, Granta, The Guardian, El País e McSweeney’s. Le sue opere, tradotte in più di venti lingue, hanno vinto importanti riconoscimenti internazionali come il Los Angeles Times Book Prize e l’American Book Award. Valeria Luiselli è stata due volte finalista del National Book Critics Circle Award e del Kirkus Prize. Attualmente vive a New York.

lunedì 2 settembre 2019

POST #254/19 UNEARTHED: A DEATH SEEKER NOVEL by CECY ROBSON - AMAZON






Unearthed: A Death Seeker Novel (English Edition) Formato Kindle

POST #253/19 NUTRIMENTI EDIZIONI - NOVITA' SETTEMBRE/OTTOBRE 2019


SOLE VERDE
di Kent Anderson


 Finalista del Los Angeles Times Book Prize 2019 e vincitore del prestigioso Grand Prix du Roman noir étranger. 

È il 1983 e Hanson ha smesso di insegnare letteratura inglese in Idaho per tornare a vestire i panni del poliziotto in una Oakland scossa dalla violenza e dalla sfiducia nei confronti delle forze dell'ordine, ciniche e razziste.
Con una scrittura vertiginosa e lontana dai cliché del romanzo poliziesco, Anderson ridefinisce ancora una volta il genere, da vero maestro, regalandoci un graditissimo ritorno di uno dei personaggi più originali del crime americano e, al tempo stesso, una meditazione su potere, violenza e sopportazione del dolore.
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 IL TERZO MATRIMONIO
di Tom Lanoye
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ZUCKED
di Roger Mcnamee
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 JULIE
di Don Robertson
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 IL DISAGIO DELLA SERA
di Marieke Lucas
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UN ALTRO CANDORE
di Giacomo Verri
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IL REGNO DELLE ULTIME POSSIBILITÀ
di Steve Yarbrough
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NEWS
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domenica 1 settembre 2019

RECENSIONE #95/19 CTRL+C, CTRL+V. SCRITTURA NON CREATIVA. by KENNETH GOLDSMITH - PRODUZIONI NERO






Ctrl+C, ctrl+V (scrittura non creativa)

RECENSIONI
 
Nel coraggio di reinventarsi finalmente, ho trovato l'uscita dal labirinto, precisa Goldsmith, poeta, scrittore, artista e fondatore di UbeWebs, il più importante archivio di poesia visiva e sonora consultabile online.

Lo sgambetto che interrompe l'eterno ritornare del vecchio schema. <<Ricontestualizzare>> è la conclusione dell'autore: <<le parole creano dipendenza, il linguaggio va stravolto e reinventato di continuo; offrendo al nostro tempo il dono più grande di tutti: <<ribellarsi alla mancanza di creatività che soffoca la scrittura>>. 

Nel libro Kenneth Goldsmith, ha dato consistenza fisica alla materialità del linguaggio. Insistere in un momento in cui l'immaterialità è soggetta a interpretazioni nefaste. Ed è questo un modo per smontare le fake news, riabbracciare e riconsiderare idee concrete provenienti dalle espressioni di noi stessi, come le cose originali che noi scriviamo.

POST #252/19 PALOMAR DI ITALO CALVINO

 


Palomar di Italo Calvino, sembra un gioco lingustico, perchè in effetti l'ultima frase racchiude in sè il senso finale delle riflessioni di Calvino: le generazioni sono condannate a non capirsi proprio in ciò che le lega più da vicino.  

a) Ti sembra che questa conclusione inviti o no gli scrittori a raccontare storie, cioè a comunicare esperienze, a tramandare idee e valori?

b) Ti sembra che il modo di raccontare di Calvino possa essere diffuso tra la grande massa dei lettori o che possa essere compreso da un pubblico di raffinati intellettuali?