lunedì 5 novembre 2018

LA TERRA MALEDETTA di JUAN FRANCISCO FERRANDEZ - LONGANESI


La terra maledetta

Juan Francisco FerrándizSBN

Collana
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Cartonato
N° di pagine
736
ISBN 9788830451339

 

Una ricostruzione splendida di un'epoca segnata da sanguinose lotte per il potere.
Ildefonso Falcones
 
Ferrándiz rivela di avere penna e piglio per la ricerca storica. Ma soprattutto la capacità di tenere in equilibrio i fatti, la finzione e il mito.
Matteo Sacchi, Il Giornale
 
IX secolo: la città di Barcellona non esiste. Esiste solo un piccolo e sparuto avamposto ai confini estremi del Sacro Romano Impero, un insediamento di non più di un migliaio di anime governato distrattamente dai franchi. Barcellona è in uno stato di quasi totale abbandono, devastata dagli scontri con i saraceni e sottoposta alla tirannia dei nobili corrotti che sfruttano gli abitanti.
Ma è grazie al coraggio e all’ambizione di un uomo, il vescovo Frodoino – incaricato dal re Carlo il Calvo di riportare ordine e civiltà in quei luoghi – che inizia la rinascita. Accompagnato da un gruppo di coloni in cerca di un destino diverso e di una nuova vita, Frodoino è deciso ad affrontare le sfide che lo attendono: intrighi, conflitti e manovre occulte sullo sfondo di una minaccia saracena sempre alle porte. Ben presto Frodoino si scopre conquistato dal fascino di una donna misteriosa, la nobile Gota, fortemente legata alle tradizioni della sua terra e della sua gente, che si innamora, ricambiata, del vescovo. Con l’aiuto di personaggi sia di umile sia di illustre nascita, Frodoino e Gota daranno inizio a una lotta stoica per strappare Barcellona dal destino di terra maledetta nel quale sembra intrappolata, divisi tra i sentimenti che li legano e i doveri imposti da un sogno ancora più grande…
Con eccezionale abilità narrativa e allo stesso tempo grande accuratezza nella ricostruzione storica, Juan Francisco Ferrándiz trasporta i lettori in un viaggio epocale, alla scoperta della nascita di una delle città più belle della Spagna e del mondo, e della lotta dei suoi abitanti per la libertà.

BIOGRAFIA

Juan Francisco Ferrándiz


Juan Francisco Ferrándiz è nato a Cocentaina (Alicante) nel 1971. Ha una laurea in giurisprudenza e attualmente lavora come avvocato a Valencia. Con i suoi primi romanzi si è imposto nella scena letteraria nazionale attirando l’attenzione di un numero sempre crescente di lettori. La terra maledetta, pubblicato nel 2018, è stato ilsuo più grande successo ed è in corso di traduzione in 12 Paesi.


RECENSIONE

Nell'autunno dell'anno 861 nella città di Reims, il monaco Frodoino si presenta al re Incmaro. Incamaro gli offre di diventare vescovo di Barcellona.
<<E' una terra maledetta>>, fu il commento del monaco.
Frodoino dato il suo lignaggio non poteva abbassarsi ad accettare una diocesi nella terra più tenebrosa del mondo e, tutti sapevano che un rifiuto gli avrebbe impedito di ascendere al vertice della Chiesa. Nonostante l'umiliante proposta di Incmaro, accettò, in virtù del fatto che nessuno avrebbe potuto dargli del vigliacco e dopotutto la città di Barcellona era ancora in piedi. Incarico accettato. Senza discutere, senza riserve. Dandogli praticamente carta bianca riguardo la sicurezza e l'economia della città. Ti accompagnerà nel tuo viaggio, il giovane Jordi, che è di Barcellona e ti aiuterà con i difficili Goti e, il benedettino Servusdei.
La terra di Barcellona è una terra avida. Tiene tutto per sè. Quel poco che dà, lo dà male. Non sazierebbe neppure un cane randagio. Il monaco la cura, la sua terra non è diversa da una terra abbandonata, morente. Solo lui potrebbe far nascere qualcosa di buono in questa terra, ma costa troppo e, i Goti non fanno sconti a nessuno. Mentre Frodoino ha lo sguardo di chi non vorrebbe mai smettere di guardare. Ricostruire il paese è un compito già abbastanza arduo e lui non può permettersi nessuna distrazione.

Benchè all'inizio fosse stato riluttante a occuparsi dell'incarico ricevuto, doveva ammettere che i primi giorni gli avevano dato una bella botta di adrenalina. Si era immerso nel groviglio dei fatti e, benchè sapesse che le grandi intuizioni erano roba da romanzo, sentiva il forte impulso di scavare a fondo, di scoprire qualcosa che era sfuggito a tutti, di cogliere quel collegamento trascurato che avrebbe legato insieme le richieste del popolo.

Così si era gettato a capofitto nel suo compito, stremando se stesso e gli altri, giorno e notte. Ma l'avvilimento era ben presto subentrato all'euforia. Nel giro di poco tempo, aveva esaurito le energie, sopraffatto dalla stanchezza e dalla sfiducia. Ben presto si era ritrovato a fare da mediatore nella guerra che imperversava in quella terra martoriata. Si era adoperato affinchè le parti stringessero un'alleanza.

L'alleanza aveva portato ad un periodo di pace. Dopotutto, ilprestigio di una Chiesa non si misura su spade e sangue,ma sulla fede dei fedeli. Col tempo, il suo carattere si era incupito, cosa che aveva indiscutibilmente gettato una nube tetra sulla Chiesa. Gli anni successivi erano stati difficili per Barcellona. Decenni di dipendenza dai nemici avevano lasciato il luogo di culto impreparato ad affrontare il futuro. Si stavano preparando tempi duri.

Altre categorie di fornicatori che pure c'erano, a Barcellona, non avrebbero potuto mostrarsi alla luce del sole, in quel modo tra coraggioso e sfrontato: e però certamente  erano quelle che facevano girare il torno con maggiore frequenza.

Barcellona, all'epoca di Frodoino, era forse la più sfortunata: i suoi domini, erano così vasti e sparsi per il mondo da giustificare il detto "il sole non vi tramontava mai". Era una città fortezza, cinta da mura inespugnabili: un baluardo a prova d'assedio e di cannoni. Gli ordini erano perentori e insensati: provvedesse immediatamente a far distruggere i quartieri esterni, in cui risiedevano i tre quarti della popolazione civile, nuove opere di difesa, erano in gioco, oltre alla carriera personale del vescovo, le sorti del conflitto, l'avvenire, il mondo intero.

Il Frodoino era ambiziosissimo, si buttò a capofitto in quell'adempimento senza guardare in faccia a chicchessia, laico e ecclesiastico. C'era da stupirsi,visto il modo come andavano le cose in città, che la ruota della misericordia, la famigerata casa del torno, continuasse a girare, e che anzi girasse sempre più in fretta?

A Barcellona, dopo la distruzione dei sobborghi, non erano più accaduti fatti straordinari, si viveva senza drammi, normalmente; la gente se la passava bene o male a seconda del suo destino e dei suoi soldi, non varrebbe nemmeno la pena parlarne proprio allora, se non si fosse verificato un altro evento destinato ad avere conseguenze altrettanto profonde e durevoli.

Quell'evento più importante che clamoroso fu l'arrivo del vescovo Frodoino. Egli era un'aquila rimasta intrappolata in una rete per tordi, una cometa venuta a impigliarsi tra le pozzanghere e gli acquitrini della terra di Barcellona: dove avrebbe voluto attuarvi a viva forza quella Chiesa ultraterrena, disumana e santa, che lui e il suo seguito, non erano riusciti a imporre al mondo.

Gran personaggio, il vecchio Frodoino. Personaggio emblematico di un'epoca, ormai lontana nel tempo e in sè conclusa; ma anche un modo di intendere la vita eil destino dell'uomo, che non cessa di riproporsi e che certamente durerà, ben oltre il secolo ventesimo. Frodoino aveva tutte le carte in regola per aspirare a cambiare il mondo, naturalmente in meglio e per presumere di riuscirci.

E' sufficiente precisare che si tratta di un mondo in cui l'assurdità e la vanagloria la fanno da padrone e che attrae una percentuale di eccentrici, isterici, lamentosi e buoni a nulla di molto superiore a quanto ci si augurerebbe. 

 Da Carcassonne: l’infanzia di Olga è segnata dalla prematura scomparsa dei suoi genitori. Una vita vissuta in compagnia del  nonno e dei sogni propri dei bambini poveri: voler imparare, a non sentirsi del tutto estranea a quella terra e a quel mondo. Viveno alla locanda Oterio, fin da quando aveva memoria. Il nonno aveva concepito quelle fantasie (le mascherava la verità sulla sua storia), solo per regalarle un'illusione a un'orfana costretta a lavorare già a sei anni. Loro due lavoravano senza sosta in cambio di vitto e alloggio,  e il vecchio Oterio, l'oste, li considerava parte della famiglia.

In seguito Elisia si sposa con Galì. Anche loro due, indifesi come tutti gli altri davanti alle orde. E invece il destino, aveva riservato loro uno strano futuro, che lei ancora non riusciva a interpretare. Desiderava però, risollevare la sua precaria situazione. Tuttavia, sarebbe dovuto passare ancora, molto tempo, prima che ciò diventasse realtà. Lei e Galı´ stanno ristrutturando quella che promette d’essere una buona locanda.

Il 13 dicembre, l’umile taverna del Miracle aprı` i battenti nel cuore di Barcellona. Alla fine, gli avventori richiesero a gran voce la presenza di Elisia per festeggiarla con un’ovazione. Per la prima volta la ragazza si sentı` come a casa propria e, pur in mezzo a tutti quegli sconosciuti, le scappo` una lacrima.

L’alba imminente tingeva le tenebre di un vago chiarore indaco e avvolti dall'oscurità, ombre incappucciate, restarono per un po’ a guardare i contorni che sorgevano a un estremo della città. Il popolo sarebbe morto di debolezza e di freddo, ma se fossero sopravvissuti avrebbero ricordato quella notte come la piu` orribile della loro vita.

In quegli anni avevano scoperto che il terrore suscitato dai nemici era peggiore di una foresta di lance. La morte che davano era silenziosa e implacabile. Erano orde, che vivevano solo per radere al suolo i villaggi e ucciderne gli abitanti. Gli abitanti allora, mettono più anima nelle gambe, perchè la terra della Chiesa, la terra di Dio, per loro può essere la salvezza.

I pregiudizi del mondo e i folli eventi della storia congiurano però, si sa, spesso con i più deboli, con questa domanda dentro, con la rabbia pressata nello stomaco.

Sul vasto palcoscenico della Barcellona è rappresentata la farsa umana: l'arricchito, il falso devoto, il ciarlatano di successo. La potenza del denaro che si impone sul merito, il dominio dell'esteriorità, e il vescovo Frodoino ne è spettatore disincantato: uomo di fede suo malgrado, osserva i costumi della città e li fissa sulla pagina in un mosaico composito, dove osservazioni amare si alternano a ritratti fulminanti con un ritmo irregolare e inatteso. Dietro il paravento del grande moralismo antico, Frodoino cela l'opera di tutta l'umanità. In un turbine di menzogne e fanatismi di un anfratto paradossale e, spaventosamente attuale, della storia.

In una sociètà dominata dal potere degli uomini, gli abitanti dei villaggi si trovano a combattere per la loro vita, per i loro diritti, per la loro libertà. Per Frodoino è giunto il momento di ripercorrere l'oscuro passato di quella Barcellona che nasconde ancora molti, troppi segreti.

Il romanzo "La terra maledetta" di Juan Francisco Ferràndez, è un viaggio sorprendente in una terra dove nulla è come appare e ogni pagina trascina il lettore alla scoperta di una verità tanto amara quanto stupefacente.

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