venerdì 22 ottobre 2021

RECENSIONE: ILLUSIONE EPREGIUDIZIO by REMO CANTONI - IL SAGGIATORE - MILANO, 1967

 IL PROGRESSO DISCUSSO

Crediamo ancora nel progresso, in questa grande idea che da oltre due secoli domina i nostri orizzonti intellettuali?

Caterina Buttitta


REMO CANTONI

ILLUSIONE E PREGIUDIZIO

IL SAGGIATORE

MILANO, 1967







 

 RECENSIONE

Nella realtà attuale non esiste più la ragione per credere che il progresso scientifico e tecnico corrisponda per credere che il progresso scientifico corrisponda a un progresso assoluto, a un perfezionamento morale e culturale dell'uomo. 

I mezzi a disposizione, grazie alle grandi rivoluzioni specialmente scientifiche e tecnologiche, dovrebbero consentire di sperare in un futuro positivo; eppure un senso costante di angoscia e paura grava su tutti, a causa dei rischi e delle minacce della nostra epoca di transizione.

Di fronte a questa complessa problematica c'è chi assume un atteggiamento di estremo pessimismo, chi invece crede ancora nelle possibilità che ha l'uomodi poter decidere le sorti del suo destino. 

Il filosofo Remo Cantoni, nelle pagine del libro Illusione e Pregiudizio, Il Saggiatore, Milano, 1967, pur escludendo un'idea di progresso illimitato come si era andata affermando nei secoli diciassettesimo e diciottesimo, contesta il fatalismo e l'inerzia <<perchè nè il bene nè il male si compiono come un fatto al di sopra della nostra testa>>.


martedì 19 ottobre 2021

RECENSIONE "ATTI DI SOTTOMISSIONE" by MEGAN NOLAN - NNE

Tragedia di un uomo che detesta le donne.


Megan Nolan racconta una storia di dolore e violenza in cui la scrittura procede dura, senza metafore. Ma il testo non è un'apologia dell'odio, piuttosto un'elegia della nostra lotta all'odio. Quello dentro di noi.

 

Megan Nolan 

Atti di sottomissione

Traduttore : Tiziano Lo Porto
Numero Pagine : 304
Prezzo : 19 €
In libreria da : 30-09-2021

 

 

 Il libro

Quando lei, giovane e travolta dalla Dublino notturna, incontra lui, Ciaran, bello e risoluto, succede qualcosa di semplice e straordinario: l’attrazione rompe gli argini, si mescola alle fragilità e alle paure, diventa il significato stesso del vivere. Nasce così una relazione che per la protagonista è un alternarsi di estasi e sofferenza, di gelosia sfrenata unita a un piacere così intenso e bruciante da creare dipendenza: lei vuole annullarsi nel corpo di lui, dissolversi nei desideri fino a non lasciare più spazio alla propria identità. Mentre Ciaran, uomo emotivamente incapace e ferito, non trattiene i propri atteggiamenti malsani e crudeli. Fino all’epilogo, distruttivo e liberatorio, che apre la strada a una fuga e una rinascita.

Megan Nolan racconta una storia di anti-amore, interrogandosi su cosa significa vivere in funzione del desiderio altrui, della volontà di essere amate a tutti i costi, rinunciando a ogni filtro che non sia lo sguardo dell’altro. Attraverso un serrato monologo interiore, sincero come il cristallo, Atti di sottomissioneparla della seduzione del nulla, che può piegare il senso stesso dell’amore rovesciando certezze, moralismi, rivendicazioni e cliché, in un’estenuante battaglia interiore per la conquista delle proprie emozioni.


 


MEGAN NOLAN 

Megan Nolan (1990) è nata in Irlanda e vive a Londra. I suoi saggi, fiction e articoli sono stati pubblicati su The New York Times, The White Review,The Sunday Times, The Village Voice,The Guardian e nell’antologia Winter Papers. Salutato dalla critica come uno dei migliori esordi del 2021, Atti di sottomissione è il suo primo romanzo.

 

 

 

 

 


 

 RECENSIONE

C'è molto dolore e molto odio, e molta violenza, nel romanzo (NNE) di Megan Nolan. E sono odio e violenza di un genere che farà discutere, perchè il bersaglio sono le donne. Tutte. Quasi tutte. Dove gemiti lugubre di piacere è regina. Sembra. Poi però le pagine scorrono. E solo dopo esserci passato ti accorgi che la storia non è un'apologia dell'odio, ma un'elegia tragica della nostra lotta eterna all'odio. Non quello di fuori di noi. Quello dentro. 

La storia - scritta da Nolan con una sovrapposizione diaristica tra autore e personaggio che se non ricordassimo che si tratta di un romanzo, potrebbe portare davvero a chiedergli: <<Ma sul serio Nolan?>>

E veniamo alla lotta tra le due anime protagoniste che in questa storia si confrontano. A partire dallo stile. Perchè da una parte c'è il personaggio che parla di sè. E dice cose tipo queste:

“Perché dovrei dire che i cattivi sono loro, e io la buona, e poi limitarmi a osservare cosa accade nel mondo? Il potere che gli uomini hanno avuto su di me, più che una ragione per odiarli, mi sembra un dato di fatto. Non avrei potuto scegliere altri grandi amori invece degli uomini che ho scelto di amare?”. Avrebbe potuto, ma è intrappolata in un vizioso autolesionismo e sceglie di non volerlo.

E  nel racconto del personaggio o nel racconto del suo vissuto non manca niente, il tutto unito alle violenze, privazioni subite. E c'è la differenza tra le lacrime del dolore umano, che subito passano, e quelle del dolore della natura. E ce n'è almeno una, di donna, che <<era riuscita a tirare fuori la parte buona di me, quell'anima che non sapevo di avere>>. 

E alla fine, dopo aver letto l'ultima pagina, la mia nota personale: <<A volte ricordare che picconare intere montagne di ghiaccio per trovare quell'unica stilla di fuoco. Toccare il fondo di una fobia d'odio per risalire con una goccia d'amore>>.

 

 

venerdì 15 ottobre 2021

RECENSIONE "LE SCRITTRICI DELLA NOTTE" by LOREDNA LIPPERINI - IL SAGGIATORE

 NOTTE DA INCUBO NEI LABIRINTI DEL SIMULACRO

ANIME BRUCIATE INTORNO ALLA NOTTE

Caterina Buttitta

 

LOREDANA LIPPERINI

LE SCRITTRICI DELLA NOTTE

IL SAGGIATORE

Pagine 208

Euro 19,00

«C’è uno strano equivoco che,
specie negli ultimi anni, coinvolge il romanzo:
pretendere che la letteratura racconti la realtà.
Tuttavia bisogna cercare, tramite il fantastico,
forme di reincanto, tra cui il confronto,
continuo, con il Male.»



Il Libro


Cimiteri infestati, bare inchiodate troppo in fretta, corpi
palpitanti di terrore, simulacri in cui albergano divinità in-
trappolate e spettri assassini di donne innamorate. Loreda-
na Lipperini indice una seduta spiritica e chiama a raccolta
le scrittrici della notte: donne che hanno sfidato il canone
letterario, che si sono cimentate con il fantastico e con il
perturbante e ancora terrorizzano chi mette gli occhi sulle
loro pagine. La corona di racconti composta da Loredana
Lipperini mostra tutte le sfumature nella palette del buio
letterario. Troviamo il gotico spettrale di Carolina Inverni-
zio e Marchesa Colombi, la tensione al sublime e all’eroico
di Paola Masino, il fantastico frammisto al folklore di Grazia
Deledda e Matilde Serao, la fusione di ricordo e fantastiche-
ria di Anna Maria Ortese, la visionarietà poetica di Gilda
Musa e Chiara Palazzolo – due autrici che hanno scardinato
i cancelli della letteratura di genere e che, come Paola Ca-
priolo, hanno saputo aprire il fantastico a nuove, contem-
poranee vastità. Instancabile esploratrice di libri, Loredana
Lipperini scava nella terra del nostro passato letterario e ne
riemerge con nuove possibilità per il lettore del presente e
del futuro, componendo con Le scrittrici della notte l’anto -
logia definitiva dell’orrore al femminile; il canone inverso
dell’inquietudine più dolce e terribile che la nostra lettera-
tura abbia conosciuto-

Loredana Lipperini (Roma, 1956) è una giorna-
lista, scrittrice e conduttrice radiofonica. Condu-
ce il programma Fahrenheit su Radio 3, collabora
con diverse testate nazionali e cura il blog Lip-
peratura. Ha pubblicato saggi e romanzi, tra cui
Di mamma ce n’è più d’una (Feltrinelli, 2013), An-
cora dalla parte delle bambine (Feltrinelli, 2014),
L’arrivo di Saturno (Bompiani, 2017), Magia nera
(Bompiani, 2019), Non è un paese per vecchie
(Bompiani, 2020) e La notte si avvicina (Bompia-
ni, 2020).

 

RECENSIONE

Anche glie eroi hanno paura, soprattutto quando si trovano per la prima volta di fronte al Male. Un romanzo a più voci: con ogni personaggio che la pronuncia con un proprio modo, tono e linguaggio. Anche se non tutti i personaggi hanno una propria voce diretta.

Ed è la voce del Male, ossia di chi, nel combatterlo osessivamente ha finito per incarnarlo; una voce, in questo caso, meditata dai racconti dei personaggi che sono venuti a contatto. Ed è tema, quello del Male, che passa nel romanzo non senza tracce del passato, ma che si ritrova a incrociare strettamente quello dell'amore.

Un meccanismo perfetto, sorprendente, che ci costringe a confrontarci con quanto è diventato difficile per la Letteratura il confronto continuo con il Male. Umano e Disumano convivono nella storia universale, ma oggi l'equilibrio si è ancora una volta spezzato.

Il libro si divide in tre parti: Sepolture, Violazioni, Visioni. Sono tutte donne scrittrici è questo le ha relegate a Demonio del Diavolo. C'è un'esposizione personale, basta per esplodere. Niente memorie intime, per scrivere bisogna esagerare. Le idee di certo dovrebbero essere più flessibili delle ossa.

Sono proprio le donne a raccontare e riassumere quelle vite, sulla cui fine aleggia un mistero. Le voci, dianzi ai corpi distesi, cimieri,simulacri, riattivano il passato e lo ricompongono attraverso la frammentarietà di ricordi che, si alternano in sessioni nel tentativo di risvegliarla. 

Ricordi dalla espressività arruffata, proprio della stessa vita dei personaggi, nelle quali si rivivono momenti felicità e scoperta del sesso. Ricordi, e presente, con cadenze di parlato che si traducono in urla, per una lingua della realtà più che della possibilità, pur senza mai dismettere la speranza. 

E infine, e soprattutto c'è la voce mentale, nel rivivere un suo passato ricco di segni, e però a sua volta divisa, tra il lasciarsi andare e il resistere. La Lipperini gestisce sapientemente la mimesi linguistica per ciascuno dei personaggi, dal rilasciarsi all'accumulo anche sintattico, alla frammentazione nel trascorrere dal dialogico al riflessivo.

 

lunedì 11 ottobre 2021

RECENSIONE "L'ARTE DELLA GIOIA" by GOLIARDA SAPIENZA - EINAUDI SUPER ET

  «Il tempo lavorerà a favore dei libri di Goliarda Sapienza. E questo non è un augurio: è una convinzione».

Cesare Garboli

 

GOLIARDA SAPIENZA

L'ARTE DELLA GIOIA

EINAUDI - SUPER ET

pp. 552
€ 15,00
Postfazione a cura di
Prefazione a cura di
 

 

Il libro

L’arte della gioia è un libro postumo: giaceva da vent’anni abbandonato in una cassapanca e, dopo essere stato rifiutato dai principali editori italiani, venne stampato in pochi esemplari da Stampa Alternativa nel 1998. Ma soltanto quando uscí all’estero – in Francia, Germania e Spagna – ricevette il giusto riconoscimento. Nel romanzo, tutto ruota intorno alla figura di Modesta: una donna vitale e scomoda, potentemente immorale secondo la morale comune. Una donna siciliana, una «carusa tosta» in cui si fondono carnalità e intelletto, che attraversa bufere storiche e tempeste sentimentali protetta da un infallibile talismano interiore: «l’arte della gioia». Modesta nasce il primo gennaio del 1900 in una casa povera, in una terra ancora piú povera. Ma fin dall’inizio è consapevole, con il corpo e con la mente, di essere destinata a una vita che va ben oltre i confini del suo villaggio e della sua condizione. Ancora ragazzina è mandata in un convento e da lí, alla morte della madre superiora che la proteggeva, in un palazzo di nobili. Qui il suo enorme talento e la sua intelligenza machiavellica, le permettono di controllare i cordoni della borsa di casa, e di convertirsi in aristocratica attraverso un matrimonio di convenienza. Tutto ciò senza mai smettere di sedurre uomini e donne di ogni tipo. Amica generosa, madre affettuosa, amante sensuale, Modesta attraversa la storia del Novecento con quella forza che distingue ogni grande personaggio della letteratura universale.

 
RECENSIONE

Goliarda Sapienza, qui dichiara d'essere nata per amare, nata e rinata ancora. C'è un femminile scelto e consapevole nell'intera storia. Chi scrive è Sapienza attraverso il personaggio di Modesta, che vuole restare sè stessa, ogni sè stessa che è stata, Modesta sceglierà il rituale che inizia a mettere in discussione la capacità delle parole stesse: <<In nessuna bocca c'erao parole degne d'esser dette>>. 

L'arte della gioia è un romanzo sull'amore. Vibra dell'amore tra donne: pastoso, passionale, discontinuo e della crescita di una ragazza attraverso inquietudini, piaceri e solitudini. 

Ci vorrà distanza, ma poi i nostri corpi dimenticheranno. Si espande ovunque un senso di mancanza. La solitudine non s'incarna nella presenza di una sola ma è scandita dall'assenza dell'altra. Tutto è pervaso dal posto vacante lasciato da lei. 

<<Vedo la forma del tuo corpo in ogni ramo nudo>>, che rende il mondo intero insopportabile, in un'atmosfera generale che ricorda, in più occasioni. 

Corpi femminili si addensano nella lontananza, per Modesta, ancora una volta crescere fa male, avviene in mezzo a perdite e segreti, avviene tra donne che si amano e si feriscono. Il tempo viene di continuo scardinato, preso in giro, per tornare a sè stesse, un fiuto tiranno.

La voce di Modesta, si staglia potente per le vie della città, nei boschi urbani, sussurra nelle stanze, nelle case ed è sempre carnale, una mappatura ininterrotta dei propri desideri, delle miserie e delle potenze che sappiamo generare, del dolore dei nuovi inizi.

Il corpo femminile: <è un luogo abitato da amore che muta in ferocia, da mancanza che si trasforma in scoperta, cinismo che si alterna a piacere:<<Viveva del tuo amore, ti credevo un Dio e ogni volta mi ammazzavi>>. La scrittura di Goliarda Sapienza, così corporea, primigenia.

Il tempo non va a ritroso, ci conduce dal dolore alla gioia, verso la comprensione di cosa sia l'amore. La scrittura di Sapienza si fa dirompente nel quotidiano di una vita riscoperta. Ci sono lenzuola nuove, foreste e radici di alberi, premestruo condiviso e stelle. C'è il nome di lei che come una farfalla cercava di spiccare il volo. C'è l'amore ferocemente vivo. Il dolore è al tempo passato. 

Il romanzo L'arte della gioia parla della passione timida e non risolta di Modesta, parla di un rincorrersi al centro della sua opera e del suo sguardo plurale e in continua metamorfosi.

L'afferrmazione di sè passa attraverso la scoperta del limite tra i nostri sentimenti e il mondo. Stavolta c'è un'espressione personale senza maschere, la parola prende le sembianze del diario di una ragazza che tra tenacia e spaesamenti diventa adulta. 


 Citazioni del Libro

“Bisognava essere liberi, approfittare di ogni attimo, sperimentare ogni passo di quella passeggiata che chiamiamo vita. Liberi di osservare, di studiare, di guardare dalla finestra, di spiare fra quel bosco di palazzi ogni luce che dal mare si insinua fra le imposte…”

-Noi dall’isola abbiamo donne guerriere nella memoria, donne che con la spada fanno carneficina di chi le offende.
-Sono forse sante?
-Niente Sante! Paladine valenti e senza paura, all’altezza d’Orlando nel roteare la durlindana.

 

sabato 9 ottobre 2021

NOBEL PER LA PACE: MARIA RESSA - DMITRY MURATOV - LA PACE DEVIATA -

Nobel per la pace ai giornalisti Ressa e Muratov. «Hanno difeso libertà di espressione»

LA PACE DEVIATA

Caterina Buttitta



La Royal Swedish Academy ha assegnato il Nobel per la pace 2021 alla giornalista filippina Maria Ressa e al giornalista russo Dmitry Muratov «per i loro sforzi per salvaguardare la libertà di espressione, che è precondizione per la democrazia e per una pace duratura».

Per molto tempo - forse per il resto della vita - Ressa e Muratov, vanno incontro ad un ignoto destino dal quale poi poter fuggire per salvaguardare <<la verità>>.

Dove misuro <<la verita?>> 

Scegli gli diranno: da quale parte stare: o sei uno scrittore o fai il giornalista. Nel primo caso l'identità sarà formata dalla qualità dello stile, la credibilità dal fascino della storia, l'affidabilità dalla verosomiglianza dello scritto. Nel secondo l'identità è la chiarezza della prova, la credibilità risiede nell'inconfutabilità del fatto, l'affidabilità nella giusta distanza da ciò che racconti. 

Per entrambi i Nobel e coinvolgimento, rigore e impertubabilità. Ecco che Ressa e Muratov riescono con una strategia personale a porsi completamente ancorati alla verità, a conservare gli aspetti narrativi che avvicinano storie distanti - distanza fisica e distanza culturale. Un mondo sconosciuto diventa vicinissimo, meccanismi geopolitici complessi diventano accessibili.


venerdì 8 ottobre 2021

ABDULRAZAK GURNAH PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2021- RECENSIONE IL DISERTORE DI ABDULRAZAK GURNAH - RECENSIONE: PARADISO DI ABDULRAZAK GURNAH - LA NAVE DI TESEO

 E' stato annunciato il vincitore del NOBEL PER LA LETTERATURA 2021 va allo  scrittore tanzaniano

Abdulrazak Gurnah

Uno sguardo severo e schietto, ma anche capace di autocritica e di ottimismo di un credente nella ragione. "A tutti coloro che si sono battuti e si battono per la libertà di scelta di fronte alla vita e alla morte".

Caterina Buttitta

Quando si prende in mano un romanzo come di  Abdulrazak Gurnah, la prima cosa che colpisce è il rispetto. Ancor più, forse, a chi i libri li scrive e sa quanto costi riempirli in modo coerente e quanto tale costo si moltiplichi esponenziale all'aumentare delle pagine. 

Abdulrazak Gurnah è stato premiato per la"intransigente e compassionevole penetrazione degli effetti del colonialismo e del destino del rifugiato nel divario tra culture e continenti”. Il suo "Il disertore", edito nel 2006 da Garzanti, è ormai introvabile.

Possibile che un autore di un così alto prestigio sia dimenticto in Italia? 

La storia dell'editoria ci insegna che, sì, è possibile, ma ci insegna anche che, prima o poi, ciò che vale qualcosa tende ad emergere. 

Lo scrittore tanzaniano è autore di “Il disertore”, “Paradiso” e “Sulla riva del mare”, pubblicati in italiano da Garzanti

RECENSIONE 

“Il disertore”

Il suo capolavoro “Il disertore” si impone come accorata e precisa esplorazione del modo in cui la memoria ci consola e ci delude.

Protagonista del romanzo è Hassanali, che è diretto verso la moschea, ma dal deserto emerge la sagoma di un inglese, che crolla esausto ai suoi piedi. Martin Pearce, viaggiatore, scrittore e studioso dell’Oriente, ha attraversato il deserto ed è allo stremo. Hassanali lo salva e lo porta nella casa dell’unico bianco della cittadina, un ufficiale. Quando Pearce torna a ringraziare Hassanali per averlo salvato, incontra anche sua sorella Rehana: resta immediatamente affascinato dal suo sguardo e in questa città ai margini dell’impero, affacciata sulla costa africana dell’Oceano Indiano, nasce una storia d’amore destinata a riverberarsi per tre generazioni.

RECENSIONE
“Paradiso”

Tradotto in italiano da Garzanti nel 2007, è ambientato in Kenia, alla vigilia della prima guerra mondiale. Il protagonista è Yusuf, che ha solo 12 anni quando suo padre lo affida allo zio Aziz, un ricco mercante. Vicino a Mombasa, nella bottega di Aziz, il ragazzo scopre che non si tratta di suo zio, ma del suo padrone. Venduto per pagare i debiti del padre, è costretto a lavorare duramente. Poi un giorno Aziz decide di portarlo con sé per un lungo viaggio all’interno del continente africano. Yusuf conosce la morte e la violenza e impara le difficili regole di convivenza di un mondo sull’orlo del conflitto, dove musulmani, missionari cristiani e indiani coesistono in un fragile equilibrio. Al ritorno Yusuf è un altro: un giovane robusto e avvenente. È ancora schiavo, ma a dargli la libertà del cuore c’è l’amore, quello per la giovane ancella della padrona, Amina. Ma la ragazza cela un terribile segreto e, mentre il colonialismo europeo stringerà le sue maglie sul continente africano, Yusuf capirà il cammino che dovrà intraprendere.

 


                                                      

RECENSIONE: OLIVA DENARO by VIOLA ARDONE EINAUDI - STILE LIBERO BIG

 DALL'AUTRICE DE IL TRENO DEI BAMBINI

 LA VOCE CHE SCOLPISCE ANCHE L'ANIMA

Caterina Buttitta


VIOLA ARDONE

OLIVA DENARO

EINAUDI - STILE LIBERO BIG

pp. 312
€ 18,00
 
La colpa e il desiderio di essere liberi in un romanzo di struggente bellezza.

Dopo lo straordinario successo de Il treno dei bambini, Viola Ardone torna con un'intensa storia di formazione. Quella di una ragazza che vuole essere libera in un'epoca in cui nascere donna è una condanna. Un personaggio femminile incantevole, che è impossibile non amare. Un rapporto fra padre e figlia osservato con una delicatezza e una profondità che commuovono.
 
 
Il libro 
 

«Io non lo so se sono favorevole al matrimonio. Per questo in strada vado sempre di corsa: il respiro dei maschi è come il soffio di un mantice che ha mani e può arrivare a toccare le carni».

È il 1960, Oliva Denaro ha quindici anni, abita in un paesino della Sicilia e fin da piccola sa – glielo ripete ossessivamente la madre – che «la femmina è una brocca, chi la rompe se la piglia». Le piace studiare e imparare parole difficili, correre «a scattafiato», copiare di nascosto su un quaderno i volti delle stelle del cinema (anche se i film non può andare a vederli, perché «fanno venire i grilli per la testa»), cercare le lumache con il padre, tirare pietre con la fionda a chi schernisce il suo amico Saro. Non le piace invece l’idea di avere «il marchese», perché da quel momento in poi queste cose non potrà piú farle, e dovrà difendersi dai maschi per arrivare intatta al matrimonio. Quando il tacito sistema di oppressione femminile in cui vive la costringe ad accettare un abuso, Oliva si ribella e oppone il proprio diritto di scelta, pagando il prezzo di quel no. Viola Ardone sa trasformare magnificamente la Storia in storia raccontando le contraddizioni dell’amore, tra padri e figlie, tra madri e figlie, e l’ambiguità del desiderio, che lusinga e spaventa, soprattutto se è imposto con la forza. La sua scrittura scandaglia la violenza dei ruoli sociali, che riguarda tutti, uomini compresi. Se Oliva Denaro è un personaggio indimenticabile, quel suo padre silenzioso, che la lascia decidere, con tutto lo smarrimento che dover decidere implica per lei, è una delle figure maschili piú toccanti della recente narrativa italiana.

 
RECENSIONE
 

Distilla poesia e regala immagini di grande suggestione questo romanzo di Viola Ardone. Si tratta della storia di Oliva Denaro, dal cui nucleo scaturiscono pagine di intenso lirismo, governate con mano ferma da una scrittura meditata e curata, che trova nella descrizione dei paesaggi e nello scavo degli stati d'animo (spesso due facce della stessa medaglia), la sua cifra migliore.

L'amore perduto, l'angoscia della solitudine, il terrore del vuoto che tutto questo produce nell'animo di Oliva sono scandagliati in ogni possibile anfratto della scrittrice che, accompagna passo passo la protagonista nella sua lotta per uscire dal pantano del dolore e superare l'ossessione che <<si esaurisce da sola o esaurisce la sua preda, il sè - unico e solo, e poi il mondo intorno comincia a farsi riconoscere come una persona che torna dopo tanti anni che è stata cacciata via, traboccante della sua stessa vita>>. 

Lei, sia pure, con fatica, la sua ossessione riuscirà a superarla ma soltanto dopo aver lottato <<nella cella della propria mente (...) per diventare tante altre persone, e così trovare il proprio posto.