venerdì 8 aprile 2022

RECENSIONE "ANCORA UNA VOLTA" DI DUSTIN THAO - NEWTON COMPTON EDITORI

 Ha il passo di un memoriale - divagazioni comprese - il romanzo di Dustin Thao . La voce è quella di una ragazza che fa i conti con il ragazo al quale si era legata ma che è deceduto. Racconta il dolore per la perdita. Poi prevale la voglia di ripartire.

Caterina Giuseppa Buttitta

L'amore non si spreca, ma lo scopriamo tardi

Caterina Giuseppa Buttitta

Tutto era iniziato un giorno, come nelle fiabe, ma quel luogo curato ma un pò dimesso, che sembrava il posto più languido al mondo. Un inizio tra prime chiacchere, inevitabilmente banali, che però mi sembrano immediatamente speciali, perchè forse è in quel momento che ha avuto inizio l'amarsi dei protagonisti di  Ancora una volta con te, di  Dustin Thao. 

Un lui che però non c'è più. Almeno fisicamente. Dichiarato nel racconto con un lapidario <<Leggo che sei morto e mi sembra impossibile. Poi, leggo che non c'è stata altra possibilità di vita. E allora sì, tutto mi torna>>. 

A dichiararlo, in quersto monologo rivolto a quel tu <<uscito di scena>>, dalla sua vita, da un pò, è una ragazzina Julie di solo diciassette anni che, alla notizia, si ritrova a guardarsi dentro, sentendosi costretta <<a fare i conti un'ultima volta>>. E così le idee si chiariscono e si confondono, si risvegliano dispiaceri e arrabbiature, ce l'ho con me e di nuovo con te, episodi che ho ritenuto cruciali per la nostra fine mi si presentano sotto un'altra luce. Mentre censuro tutti i miei sbagli, mi torma in mente la tua severità cocciuta. Sei tornato a incasinarmi la vita, morendo. E ti detesto, per questo.

E' un passaggio chiave, questo: che detta struttura, tema, ma soprattutto la cifra del romanzo, come s'addice a una memorialità divagante, in un andirivieni di associazioni, rinvii, sovrapposizioni, immagini che vengono anche subito ribaltate e ripensate nel loro contrario, in un percorso che solo alla fine va svelandosi come scrittoriamente catartico.

Una memorialità che vede Julie descriversi continuamente al ribasso, con tutte le proprie incertezze, rispetto a un lui che è <<sempre stato molto più razionale di me>>, amante delle <<cose precise>>, capace pure d'averla saputa guidare <<nell'incertezza di certi frangenti>>.

Di qui una rassegna di occasioni mancate da un lato, e di atteggiamenti di sufficienza dall'altra; un rivivere sè stessa specchiandosi nell'altro: soprattutto nelle reazioni dell'altro a ogni suo atto, gesto, parola o desiderio.

E, anche nel ricordo, un prendersi e lasciarsi, come nei momenti della loro storia d'amore <<non sensato>>, <<quell'amore pazzo e curioso, un amore così onnipresente che ogni giorno mi sembrava speciale - anche se bisogna ammettere che non sono stati così tanti i giorni, che i litigi e le lontananze ci hanno impedito di finire in una quotidianità più ordinaria>>.

E dove, a scandire tutto, è quel <<forse>> che, con le sue numerose presenze distribuite uniformemente in tutto il libro, si fa basso continuo nell'orchestrazione dei ricordi che Julie viene snodando, ritmato dai numerosi condizionali poggianti su <<avrei voluto, potuto, dovuto ... ma ...>>, densi di rimpianto; al punto da ammettere che <<nemmeno me, nemmeno noi ti sei goduto del tutto. Nemmeno io ho saputo farlo. Come si fa a essere così stupidi, a sprecare così l'amore?>>.

I ricordi sono rivissuti e appuntati in una dimensione limbica, coltivati osservandosi <<ciondolare e schivare la vita>>, chiusa in una casa abitata dal <<suo ricordo>>, <<mi piacciono perchè custodiscono ciò che siamo: il cervello, che è il nostro essere, e in un certo senso la nostra anima>>; un ponte. E dove le sole finistre di luce sonop i ricordi di luoghi <<d'anima>>, nella quale si rispecchia Julie, nei quali il ricordo si estende in narrazione.

Ricordi che si dipanano in giornate che <<passano in maniera stentata>>, nelle quali la sempre più fitta presenza di immagini dei giorni trascorsi insieme la porta alla solitudine, uscendo alfine, da quella sua clausura trascorsa sul divano tra leccornie varie e lo scorrere di serie televisive. 

Un <<risvegliarsi delle emozioni>> che, sbloccandola da quel <<sentimento di macerie>> tra le quali <<spunta anche qualcosa di buono>>, e sia pur nel rimpianto della sua passata mancanza di coraggio e di quel <<vizio dell'entusiasmo>> abbandonato per un <<senso di colpa>> che però si è impadronito pienamente di lei, alimentando la sua <<passione per la tristezza>>, alimenta una volontà di <<rimediare>>, <<emergere>>, <<ripartire>>.



Ancora una volta con te

Dustin Thao

Editore Newton Compton Editori

Collana Anagramma

Formato Rilegato

Pubblicato 07/04/2022

Pagine 320

Lingua Italiano  

Traduttore A. Scipione - Euro 9,90

 

Il libro

Julie ha solo diciassette anni ma ha già tutto chiaro in testa: lascerà la piccola città in cui è cresciuta insieme a Sam, il suo ragazzo. Il college li aspetta e, insieme, stanno già pianificando un'estate magica in Giappone. Ma poi Sam muore. E tutto cambia. Il dolore arriva con una potenza distruttiva e Julie fa del suo meglio per arginare le profonde ferite del cuore nell'unico modo che conosce: fuggire via. Non partecipa al funerale, butta via le cose che le parlano di Sam. Fa di tutto per dimenticare. Ma quando le capita sotto gli occhi un messaggio che lui le aveva scritto, i ricordi tornano a galla. E la mancanza di Sam le toglie il fiato. Sperando di poter ascoltare la sua voce almeno nella registrazione della segreteria telefonica, compone il numero del suo cellulare. E Sam... risponde al telefono. Adesso che il destino le ha dato una seconda occasione per dirgli addio, Julie si rende conto che non può più fare a meno della sua voce. E a ogni chiamata è sempre più difficile lasciarlo andare. E così sbagliato ostinarsi a tenere vivo un amore impossibile? 

RECENSIONE N: 1 - EFFIMERI DI ANDREW O'HAGAN - BOMPIANI

Una tribù di amici come <<invasi da un sangue fraterno>> sta al centro del romanzo di Andrew O'Hagan, che mette insieme avventure giovanili, fantasmi esistenziali e mancanze. Alla fine il vero protagonista è uno solo: il tempo che fugge.

Caterina Giuseppa Buttitta 

Alla fine della stagione (senza accorgersene)

Pochi anni che però sembrano millenni, e  questa storia sembra roba d'altri. Sono anni lividi; dentro i quali sia aprono flashback familiari in cui il narratore, autentico protagonista, nel tentativo di chiarire il mistero che avrebbe posto fine a quei momenti nei quali certo <<siamo stati anche felici, sfacciatamente>>. Un mistero di nome provincia: vuol dire rischiare di non andarsene mai. James, che ama i libri, e Tully, operaio saldatore, ma proprio perchè in queste riflessioni ti rendi conto che il ragazzo, <<dall'inattitudine al futuro, che <<non era in grado di ragionare  fuori dalle certezze e le certezze sentimentali erano in lui più solide di quelle matematiche>>, ma restava però <<abilissimo nell'eludere le domande>> e <<sempre pieno di misteri>>, oltre che per gli amici, soprattutto per Tully. Da qui il suo reimmergersi - tra ricordi e rivisitazioni, evocazioni e dialogo, con Tully che si rivolge spesso al suo amico - oggetto di quei lontani <<giorni raminghi>> di <<allegria inconfondibile, feroce, contagiosa>> e di <<fiducia>>, per proporre una propria <<versione dei fatti>> nella quale anche gli amici si ritrovano a muoversi, come <<un pascolare stanco di fantasmi negli occhi>>, in un mondo che ormai <<non esiste più per come l'abbiamo conosciuto>>. 

Una <<tribù di matti>>, quella di Andrew O'Hagan, resa a <<collezionare più avventure possibili, perchè su un punto eravamo tutti d'accordo: non c'era tempo da perdere>>, e della quale James è il catalizzatore. Di qui il riaffacciarsi di scorribande notturne, i viaggi, gli incontri, dove ognuno si rivive attraverso una propria visione. 

Una tribù che -  <<è mi accorgo ora, nello scrivere di noi, di ragionare come fossimo tutti collegati a un unico cuore, alimentati dallo stesso muscolo, invasi da un sangue fraterno che avrebbe retto anche nella prova del Dna>> - vive però un tiramolla tra cercarsi e sfuggirsi, fare gruppo e stare soli. Per il narratore, significa recuperare tasselli di memoria dal passato infantile e familiare. Flashback funzionali però non tanto all'andare a ritroso nella storia del nostro corpo, dal presente al passato, dalla sua posizione attuale alla più lontana nello spazio e nel tempo di questa direzione.

<<A che genere poteva appartenere quella sua vita che lo invitava a non  cambiare mai?>>

Ed è in quresto ripercorrersi - con una memoria che recupera paure - (proprie dell'infanzia) e fantasmi - che emerge il vero protagonista del romanzo, del quale il narratore è proiezione, e con la sua scomparsa addirittura simbolo: ossia il tempo, <<mio fantasma antichissimo>>. La sua fuggevolezza. Quel fiato di tempo di <<quando ci siamo svegliati, una mattina, ed era già tutto finito, archiviato per sempre senza essercene resi conto>> e che svanisce - come Tully. Anche in questo Effimeri è un romanzo di mancanze.  Di quelle tante <<domande che ci abitavano allora>> e <<quante poche risposte>>. Di quell'addio che non riesci a dare a una stagione perchè nel momento in cui ti rendi conto del suo passaggio, <<ha già girato l'angolo>>.

Caterina Giuseppa Buttitta


Effimeri

Pagine 288
In libreria da Marzo 2022  
Traduttore Marco Drago
Euro 18,00

Andrew O’Hagan

Andrew O’Hagan è nato a Glasgow nel 1968 e vive a Londra. È stato tre volte finalista al Booker Prize. Collabora con la London Review of Books e la New York Review of Books. Nel 2010 è diventato membro della Royal Society of Literature. Libro dell’anno per il Guardian, lo Spectator, il Sunday Times, il Financial Times e l’Evening Standard, Effimeri ha vinto il premio Christopher Isherwood per la prosa autobiografica e il Waterstones Scottish Book Award. O’Hagan è anche l’autore del saggio La vita segreta. Tre storie vere dell’èra digitale (Adelphi).

 

giovedì 7 aprile 2022

RECENSIONE "TUTTI I RACCONTI" by KURT VONNEGUT - FELTRINELLI

 UN CAPOLAVORO <<MATTATOIO N.5>>.

VONNEGUT NON ASSOLVE L'AMERICA

Caterina Giuseppa Buttitta


Mattatoio n. 5

Kurt Vonnegut
pubblicato da Feltrinelli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi stranieri

Editore Feltrinelli

Collana Universale economica

Pubblicato 17/03/2014

Lingua Italiano

Traduttore L. Brioschi

Euro 9,50

 

Il libro 

Verso la fine della seconda guerra mondiale Vonnegut, americano di origine tedesca, accorse con tanti altri emigranti in Europa per liberarla dal flagello del nazismo. Fatto prigioniero durante la battaglia delle Ardenne, ebbe la ventura di assistere al bombardamento di Dresda dall'interno di una grotta scavata nella roccia sotto un mattatoio, adibita e deposito di carni. Da questa dura e incancellabile esperienza nacque "Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini", storia semiseria di Billy Pilgrim, americano medio affetto da un disturbo singolare ("ogni tanto, senza alcuna ragione apparente, si metteva a piangere") e in possesso di un segreto inconfessabile: la conoscenza della vera natura del tempo.

 

RECENSIONE


Kurt Vonnegut autore d'un capolavoro assoluto - Mattatoi n.5, uno di quei libri che definiscono un'epoca - ma attraverso il resto della sua opera continua il percorso di narratore radicale che applica le regole e i metodi della pop-art, e del mash-up di generi, a una letteratura americana postbellica nel pieno del suo rinnovamento.

Mattatoio n. 5 non è semplicemente un libro che si studia all'università, Mattatoi n. 5 è un libro che ti cambia la vita. C'è tutto Vonnegut, in quel romanzo sul bombardamento a tappeto di Dresda durante la Seconda guerra mondiale: l'incapacità di non farsi beffe delle istituzioni, il coraggio da <<cattivo americano>> di raccontare un crimine di guerra alleato invece d'una storia d'eroismo della guerra alla quale ha preso parte come ragazzo '22.

Progressista senza illusioni, compassionevole senza melassa, antirazzista quando non era ancora di moda e si rischiava davvero (le botte o peggio), anarchico per principio, ateo mistico, libero pensatore che visse nel mirino dei benpensanti. Tutte le opere sono in corso di ripubblicazione a cura di Vincenzo Mantovani: Galàpagos, Stringere la mano di Dio (con Lee Stringer), La colazione dei campioni, Le sirene di Titano, Un uomo senza patria, Piano meccanico; Madre Notte, Hocus Pocus, Un avanzo di galera. Poi Tutti i racconti, e le lettere: Tieniti stretto il cappello.

Un tributo del maestro scomparso nel 2007 e con il quale l'America ha avuto un rapporto complicato: ebbe la fama, le vendite lusinghiere, l'amore del pubblico, la straordinaria popolarità nei campus ai tempi del Vietnam e di Nixon che lo vedevano (giustamente, ma era riduttivo), come eroe pacifista. 

I premi del salotto buono delle Lettere americane gli sfuggirono: niente Pulitzer, niente National Book Award, niente Pen, onorato da <<Hugo>> e <<Nebula>> perchè le giurie di <<genere>> a volte hanno più buon gusto degli accademici. Ebbe vita difficile nelle scuole e nelle biblioteche della provincia, i suoi libri banditi per disfattismo, un giudice del Midwest che a processo lo definisce <<depravato>>. Cose non belle che lui accolse con un  sorriso: <<Il capitalismo non è fatto per i mansueti, e neanche l'America>>.

RECENSIONE N. 3 - LE AVVENTURE DI TOM SAWYER DI MARK TWAIN - EINAUDI

 COME RIUSCIRE A FAR LAVORARE GLI ALTRI ED ESSERE PREMIATO

Caterina Giuseppa Buttitta

Mark Twain
Le avventure di Tom Sawyer

2022
ET Classici
pp. XVIII - 262
€ 10,00
Traduzione di Enzo Giachino
Introduzione a cura di Gianni Zanmarchi

 Il romanzo piú amato di Mark Twain.

 

Il libro

Dal 1876 Tom Sawyer e i suoi compagni di avventure Huck Finn, Joe Harper e Becky Thatcher hanno conquistato intere generazioni che hanno letto e fatto leggere le mirabolanti storie di cui sono protagonisti i ragazzi (e un po’ gli adulti) di St Petersburg sul Mississippi, un vero centro del mondo proprio perché isolato dal resto della terra. Qui, ai confini della società civile, prima che scomparissero le frontiere e in una natura incontaminata, Mark Twain ambienta il suo romanzo piú amato insieme con Huckleberry Finn, che ne è il seguito: le vicende dei giovani protagonisti scuotono il villaggio dal suo pacifico torpore e diventano, come ha scritto Cesare Pavese, «autentiche storie di un’anima – di un corpo, – memorie, per cui il reale non è un dato, ma una scoperta inesausta».

Con un saggio di Vernon Louis Parrington. Traduzione di Enzo Giachino. Introduzione di Gianni Zanmarchi.

RECENSIONE 

Tom Sawyer ha rubato la marmellata, ha marinato la scuola, si è mostrato spaccone e indifferente: per questo viene punto dalla zia che gli affida l'incarico di verniciare lo steccato intorno alla casa. Dopo qualche attimo di malinconica perplessità, egli muove le prime pennellate, invidiando in cuor suo la sorte degli altri ragazzi, che scorazzano liberamente in quel bellissimo giono di vacanza.

D'improvviso gli balena  in capo una brillante intuizione: è sufficiente presentare il lavoro come un gioco e mostrarsi geloso del privilegio di eseguire un incaricotanto importante come quello diverniciare lo steccato, per suscitare negli altri invidia e desiderio. Non solo gli amici lo liberano dalla fatica, ma i loro oggetti più impensati finiscono come dono delle sue tasche. Mark Twain, con questo episodio, crea una scena indimenticabile, individuando con arguzia sottile e fine umorismo un significativo aspetto dell'animo umano, per il  quale il frutto proibito sembra più appetibile.

Guida

1. Quale contrasto presenta lo scrittore tra il paesaggio e l'animo di Tom, per dare maggiore evidenza ai sentimenti del ragazzo punito?

2. Smisurato continente: perchè nel pensiero di Tom la superficie dello steccato appare così vasta?

3. Con quali verbi al gerundio viene presentato l'arrivo di Ben Rogers?

4. Elenca i termini del linguaggio marinaresco usati da Ben nel suo gioco solitario. Ne conosci il significato?

5. Come riesce Tom a mostrare la sua indifferenza per quello che fanno gli altri e la soddisfazione di essere occupato a verniciare lo steccato?

6. Elenca gli oggetti che restano in possesso di Tom dopo che è stato verniciato lo steccato.

7. Come giudichi il comportamento di Tom? Pensa soprattutto alla sua fervida immaginazione, alla sua astuzia, alla sua capacità di sfruttare i difetti umani.

RECENSIONE N. 2 - LE AVVENTURE DI TOM SAWYER DI MARK TWAIN - EINAUDI

 UN IMBROGLIO PER UNA BIBBIA

Caterina Giuseppa Buttitta


Mark Twain
Le avventure di Tom Sawyer
EINAUDI
2022
ET Classici
pp. XVIII - 262
€ 10,00
Traduzione di Enzo Giachino
Introduzione a cura diGianni Zanmarchi
 
Il romanzo piú amato di Mark Twain.
 
 
 
 
 
Il libro 

Dal 1876 Tom Sawyer e i suoi compagni di avventure Huck Finn, Joe Harper e Becky Thatcher hanno conquistato intere generazioni che hanno letto e fatto leggere le mirabolanti storie di cui sono protagonisti i ragazzi (e un po’ gli adulti) di St Petersburg sul Mississippi, un vero centro del mondo proprio perché isolato dal resto della terra. Qui, ai confini della società civile, prima che scomparissero le frontiere e in una natura incontaminata, Mark Twain ambienta il suo romanzo piú amato insieme con Huckleberry Finn, che ne è il seguito: le vicende dei giovani protagonisti scuotono il villaggio dal suo pacifico torpore e diventano, come ha scritto Cesare Pavese, «autentiche storie di un’anima – di un corpo, – memorie, per cui il reale non è un dato, ma una scoperta inesausta».

Con un saggio di Vernon Louis Parrington. Traduzione di Enzo Giachino. Introduzione di Gianni Zanmarchi.

RECENSIONE 

Nella scuola di religione frequentata dal protagonista del romanzo Le avventure di Tom Sawyer, l'ambizione più grande è quella di ottenere in dono una Bibbia illustrata consegnando al direttore signor Walters i biglietti-premio ricevuti per avere imparato a memoria duemila versetti della Sacra Scrittura. 

Una domenica, proprio quando il direttore intende affidare a un giudice di contea l'onore di premiare pubblicamente un fanciullo-prodigio della Scuola, anche Tom cerca gli amici poche cosucce in cambio di alcuni biglietti...

Con amabile e vivacissima arguzia lo scrittore Mark Twain segue passo passo l'episodio sino all'inevitabile figuraccia finale.

Guida

1. Cita quelle espressioni che riflettono l'umorismo dell'autore.

2. Un fulmine a ciel sereno: è una voce proverbiale. Che significa?

3. Metti in rilievo la successione degli stati d'animo: a) nei ragazzi che hanno barattato i biglietti; b) nel Direttore della scuola domenicale di religione.

4. Nel discorsetto di circostanza tenuto dal giudice si parla di sapienza, di uomini grandi e buoni, di cari maestri, di orgoglio. Che pensi tu del suo contenuto e dello stile con cui viene espresso? Che effetto fa se si pensa che è rivolto proprio a Tom Sawyer?

5. Tom non è tonto, ma, quando il giudice lo interroga, dimostra un'aria tonta. Spiegane la differenza.

6. Chi erano Davide e Golia? Erano davvero i due primi apostoli di Gesù?

 

RECENSIONE n. 1- LE AVVENTURE DI TOM SAWYER DI MARK TWAIN - EINAUDI

EGLI PARVE FARSI STRADA ATTRAVERSO LA NEBBIA.

Caterina Giuseppa Buttitta

Mark Twain
Le avventure di Tom Sawyer
EINAUDI
2022
ET Classici
pp. XVIII - 262
€ 10,00
Traduzione di Enzo Giachino
Introduzione a cura diGianni Zanmarchi
 
Il romanzo piú amato di Mark Twain.
 
 
Il libro 
 
Dal 1876 Tom Sawyer e i suoi compagni di avventure Huck Finn, Joe Harper e Becky Thatcher hanno conquistato intere generazioni che hanno letto e fatto leggere le mirabolanti storie di cui sono protagonisti i ragazzi (e un po’ gli adulti) di St Petersburg sul Mississippi, un vero centro del mondo proprio perché isolato dal resto della terra. Qui, ai confini della società civile, prima che scomparissero le frontiere e in una natura incontaminata, Mark Twain ambienta il suo romanzo piú amato insieme con Huckleberry Finn, che ne è il seguito: le vicende dei giovani protagonisti scuotono il villaggio dal suo pacifico torpore e diventano, come ha scritto Cesare Pavese, «autentiche storie di un’anima – di un corpo, – memorie, per cui il reale non è un dato, ma una scoperta inesausta».

Con un saggio di Vernon Louis Parrington. Traduzione di Enzo Giachino. Introduzione di Gianni Zanmarchi.

 
RECENSIONE 
 
E' mattino, e la zia Polly, dopo la colazione, recita con la famiglia i versi della Bibbia, commentandoli. Subito però l'attenzione si concentra su Tom, un ragazzo vivace, esuberante e ribelle, tutto azione e fantasia, che all'ultimo momento deve ancora studiare il brano evangelico per la lezione domenicale. 

Occorre che la delicata e paziente sorella Mary intervenga con la promessa di un coltello <<Barlow>>, perchè le svagate distrazioni di Tom si trasformino in un serio impegno.

Mark Twain, scrittore americano anticorfomista e dotato di singolare umoristica, dà qui un significativo ritratto di Tom, così simile a tanti ragazzi, indifferenti sino al momento in cui scatta la molla di un interesse. 

Guida

1. C'è anche in Italia l'abitudine di recitare e commentare la Bibbia dopo la colazione mattutina?
2. Il <<Discorso alla Montagna>> è nel Vangelo di S. Matteo cap. 5?
3. Con quali espressioni viene indicata la distrazione della mente e delle mani di Tom?
4. Egli parve farsi strada attraverso la nebbia. Di che tipo di nebbia si parla qui?
5. Secondo te, Tom Sawyer è interessato a cappire veramente il senso di quello che legge e che studia?